Vendemmia 2020, anche l’Oltrepò alza la voce: parola d’ordine sburocratizzare

Il mondo del Prosecco aveva lanciato l’allarme. Ora ad alzarsi è anche la voce dell’Oltrepò Pavese. Con la vendemmia 2020 ormai alle porte, infatti, non c’è più tempo da perdere. Serve intervenire d’urgenza su tanti fronti, con in prima fila la manodopera. Al grido di: “Sburocratizzare”.

Voucher, e voucher sempre, e fortissimamente voucher

Arriva in particolare dal presidente di Terre d’Oltrepò e La Versa l’appello al mondo politico per semplificare al massimo il sistema di assunzione per le cantine. A partire dal potenziamento, come in passato, dei voucher. “Oggi le aziende dei nostri soci fanno fatica ad assumere personale da impiegare in cantina ma soprattutto in vigna”, spiega Andrea Giorgi, numero uno delle due realtà oltrepadane. “Ovviamente gli oneri sono alti, le carte da produrre sono molteplici e i costi generali sono inevitabilmente cresciuti in questi ultimi anni di difficoltà economica. Per questo sono a richiedere a gran voce una semplificazione del voucher cosiddetto agricolo”. Uno strumento, quest’ultimo, ampiamente sfruttato in un recente passato e ritenuto indispensabile da diversi attori della filiera.

Il presidente di Terre d’Oltrepò e La Versa, Andrea Giorgi, lancia un appello alla politica: per salvare la vendemmia 2020 serve semplificare il sistema di assunzione per le cantine
Il presidente di Terre d’Oltrepò e La Versa, Andrea Giorgi, lancia un appello alla politica: per salvare la vendemmia 2020 serve semplificare il sistema di assunzione per le cantine

Uno strumento immediato per salvare la vendemmia 2020

Istituito dai precedenti esecutivi proprio per sostenere il mondo dell’agricoltura con la presenza di operatori stagionali, il sistema dei voucher ha saputo rappresentare uno strumento operativo capace di assicurare lavoro a tanti, in particolari tra le fasce più deboli della società. “Con questa modalità è possibile garantire opportunità di lavoro a giovani studenti, pensionati, cassintegrati e percettori di reddito di cittadinanza in campagna”, spiega Giorgi. “Solo così si può velocizzare l’assunzione e garantire alle aziende quel personale necessario alle attività stagionali”.

“La politica, oggi, ha il dovere di ripensare ad uno strumento per il settore che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego" (Andrea Giorgi guarda oltre la vendemmia)
“La politica, oggi, ha il dovere di ripensare ad uno strumento per il settore che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego” (Andrea Giorgi)

Semplificare la burocrazia: ora o mai più

Ma non c’è solo il problema della manodopera che oggi preoccupa. Mentre il mondo del vino si appresta ad entrare nella fase più cruciale del suo anno, quella della vendemmia, Andrea Giorgi allarga lo sguardo alla situazione generale: “Ritengo che favorire la diffusione di uno strumento rapido ed immediato, già sperimentato con successo nel passato e che si era dimostrato valido anche per aumentare l’occupazione e l’emersione del sommerso, con importanti effetti sull’economia e il lavoro, deve essere ora un obiettivo da perseguire rapidamente per salvare i raccolti”. E senza giri di parole, il numero uno di Terre d’Oltrepò e La Versa aggiunge: “La politica, oggi, ha il dovere di ripensare ad uno strumento per il settore che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e cassa integrati”.

Continua la crescita delle due realtà oltrepadane guidate da Andrea Giorgi: comunicata infatti la fusione per incorporazione dal 29 luglio della società La Versa in Terre d’Oltrepò
Continua la crescita delle due realtà oltrepadane guidate da Andrea Giorgi: comunicata infatti la fusione per incorporazione dal 29 luglio della società La Versa in Terre d’Oltrepò

Terre d’Oltrepò e La Versa oltre la vendemmia

Le preoccupazioni legate all’operatività nella prossima vendemmia non arrestano tuttavia la crescita delle due realtà guidate da Andrea Giorgi. Il presidente comunica infatti la fusione per incorporazione dal 29 luglio della società La Versa in Terre d’Oltrepò. “È avvenuta l’esecuzione dell’operazione di fusione con l’effettivo atto dal notaio, cui ha fatto seguito l’iscrizione presso i competenti Registri per le imprese”, spiega. “Con questo atto, avente effetto giuridico dal mercoledì 29 luglio, Terre d’Oltrepò e La Versa sono una cosa sola”. Nel frattempo, la realtà oltrepadana ha confermato il fatturato del passato esercizio, con il bilancio chiuso a 32 milioni di euro, in lieve aumento rispetto all’anno precedente. “Un risultato positivo che dimostra quanto gli sforzi messi in campo sotto il profilo commerciale e comunicativo stanno pagando”, chiosa il numero uno della cantina con sede a Broni. “Ovviamente non basta e per questo abbiamo messo in atto operazioni di qualità anche in vigna, come dimostra il progetto legato al nome dell’enologo Riccardo Cotarella che ci ha permesso di mettere sul mercato vini che stanno riscuotendo pareri favorevoli dalla critica e, soprattutto, dai winelovers. Un lavoro corale su più fronti che, dal 2017, ci sta impegnando quotidianamente, un lavoro reso possibile grazie ad una squadra affiatata dalla vigna alla cantina, dall’amministrazione al commerciale. Per questo il mio ringraziamento va a tutto il personale perché, in un periodo così delicato, solo con professionalità si raggiungono determinati risultati come quelli attuali”.

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