Autoctoni d’Italia: a Bolzano premiato il meglio del 2020

Un’edizione particolare. Dove sono stati gli Autochtona Award i protagonisti assoluti. Saltato all’ultimo momento il banco d’assaggio aperto al pubblico, per via delle disposizioni della provincia di Bolzano in materia di manifestazioni, la 17esima edizione di Autochtona, forum dedicato ai vitigni autoctoni italiani, ha scelto di non alzare bandiera bianca, dando vita a una nuova e rinnovata formula. Da Nord a Sud, oltre 500 etichette rappresentative dello straordinario e composito universo rappresentato dalle varietà autoctone italiane, sono state degustate da una giuria composta da critici e giornalisti, sia italiani sia internazionali, durante due giorni di intenso lavoro. Due le sessioni di degustazione alla cieca, che hanno portato, martedì 20 ottobre, 55 etichette rappresentanti le diverse categorie in concorso alla grande finale.

Un’edizione differente da tutte le altre

La premiazione, che si è svolta nei padiglioni di Fiera Bolzano, è stata trasmessa su Facebook e seguita da molti dei produttori finalisti collegati in video, che hanno così scoperto in diretta i risultati del concorso intervenendo con una loro testimonianza. Una nuova formula che, nonostante l’assenza delle aziende e del banco di assaggio aperto al pubblico, è riuscita a dare spazio a un appuntamento che, di anno in anno, è diventato un punto di riferimento per le piccole realtà del panorama vitivinicolo italiano che custodiscono e valorizzano i tanti vitigni autoctoni presenti del nostro Paese. Ma quali sono i vini a essere saliti sul gradino più alto del podio?

Una nuova formula per Autochtona che, nonostante l’assenza delle aziende e del banco di assaggio aperto al pubblico, è riuscita a dare spazio ancora una volta ai grandi autoctoni d'Italia
Una nuova formula per Autochtona 2020, che è riuscita a dare spazio ancora una volta, nonostante l’assenza delle aziende e del banco di assaggio aperto al pubblico, ai grandi autoctoni d’Italia

I migliori autoctoni per categoria

Il miglior bianco se lo aggiudica l’azienda Claudio Mariotto, con il Colli Tortonesi Doc Derthona Timorasso 2018. Tra i rosati si va sulle pendici dell’Etna, in Sicilia, con l’azienda Feudo Cavaliere che si aggiudica il primo posto con l’Etna Rosato Doc Millemetri 2016. Ancora Piemonte tra i rossi, protagonista il vitigno principe delle Langhe, il Nebbiolo, con il Barbaresco Docg Montefico 2017 di Carlo Giacosa. Le migliori bollicine sono marchigiane, con il vitigno principe della regione, il Verdicchio: a salire sul gradino più alto del podio la Cantina Colognola Tenuta Musone, con il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Spumante Brut Musa 2018. Tra i vini dolci, sugli scudi un passito raro, prodotto in Emilia Romagna: quello della piccola azienda agricola Lusignani, il Colli Piacentini Doc Vin Santo di Vigoleno 2009.

I vincitori per il 2020 degli Autochtona Award: autoctoni di tutta Italia sugli scudi a Bolzano
I vincitori per il 2020 degli Autochtona Award

Focus Lagrein: il tasting dedicato al re tra gli autoctoni dell’Alto Adige

Non solo le classificazioni più tradizionali: tra i protagonisti degli Autochtona Award, anche quest’anno, si sono svolte le selezioni di Tasting Lagrein. Tra i premiati, per il famoso vitigno autoctono a bacca rossa dell’Alto Adige, nella categoria “Kretzer” vince il Südtirol – Alto Adige Doc Lagrein Kretzer 2019 dell’azienda Muri Gries, in quella del “Classico” troviamo in cima alla lista il Südtirol – Alto Adige Doc Lagrein Rubeno 2019 di Kellerei Andrian, nel mondo della “Riserva” a imporsi è il Kellerei – Cantina Meran Burggräffler Südtirol – Alto Adige Doc Lagrein Riserva Segen 2017.

Spazio al principe degli autoctoni altoatesini con il Tasting Lagrein
Spazio al principe degli autoctoni altoatesini con il Tasting Lagrein

Autochtona Award: i premi speciali

E, ancora, gli Autochtona Award sono anche i premi speciali. Il Premio Terroir è stato assegnato all’azienda veneta Fongaro, per il Lessini Durello Doc Riserva Brut 2012. Il Premio Spirito diVino, promosso dall’omonima rivista, va invece a una storica realtà della Valle d’Aosta: Les Crêtes, con il Valle d’Aosta Dop Petite Arvine Fleur 2018. Il terzo premio speciale, assegnato dall’Associazione delle Enoteche Italiane Vinarius al Miglior Vignaiolo Under 40, va a Davide e Riccardo Sobrino dell’azienda Cascina delle Rose, per il vino Cascina delle Rose Barbaresco Docg Tre Stelle 2017.   

"È un’edizione zero che ci dà grande fiducia per continuare a investire su un premio di grande autorevolezza” (Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano)
“È un’edizione zero che ci dà grande fiducia per continuare a investire su un premio di grande autorevolezza” (Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano)

Un’edizione zero per continuare a valorizzare gli autoctoni italiani

“Per noi è stata un’edizione speciale di Autochtona, non solo perché si è svolta nel mezzo dell’emergenza causata dalla pandemia in corso, ma anche perché ci ha obbligato a ripensare la formula guardando alla situazione contingente e al futuro”, ha spiegato Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano. “Tanti produttori, circa 350, ci hanno dato fiducia, inviando i loro campioni per il nostro Autochtona Award, e questo è un segnale molto importante. È un’edizione zero che ci dà grande fiducia per continuare a investire su un premio di grande autorevolezza”. A fargli eco, le parole di Fabio Giavedoni, co-curatore di Slow Wine e presidente della giuria agli Award: “Abbiamo lavorato molto bene durante i due giorni di degustazioni, grazie alla presenza di ottimi professionisti e a un’organizzazione perfetta. Credo che la lista dei vincitori degli Autochtona Award di quest’anno parli da sola sull’alta qualità dei vini presenti. Sono le punte dell’iceberg, ma intorno a loro c’era una quantità di proposte molto interessanti, soprattutto all’interno di alcune categorie. È un aspetto, quest’ultimo, non scontato e non così facile da trovare all’interno di molti appuntamenti come questo”.

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