“Che musica, Maestro”: Krug e il millesimo 2006, dal Solista all’Orchestra

Occhi chiusi. Una musica accompagna il bicchiere di Champagne che abbiamo in mano: si ascolta e si assaggia in silenzio. È questo quello che domanda di fare Olivier Krug, il direttore dell’omonima Maison, quando si degusta una delle sue pregiate bollicine. Perché per Krug il binomio musica e Champagne è qualcosa di magico e allo stesso tempo imprescindibile. E vogliamo raccontarvi come mai.

L’ensemble Krug: come nasce una grande Champagne

Olivier Krug
Olivier Krug

“Ci sono molte analogie tra la creazione di un grande Champagne come la Grande Cuvée Krug e la composizione di un’opera musicale”, esordisce Olivier Krug. “Possiamo comparare i vitigni a degli strumenti e le differenti parcelle a dei musicisti. Questo comporta che differenti musicisti non suoneranno i diversi strumenti allo stesso modo. In più, ogni anno, c’è un nuovo spartito, che è il clima”. Un paragone che può apparire strano, ma risulta quanto mai azzeccato. Ed è da qui che prende vita la presentazione dell’annata 2006, interpretata da Krug seguendo il fil rouge “Dal Solista all’Orchestra”.

Due grandi soirée su palcoscenici da sogno

Istantanea dalla soirée di presentazione del Krug Clos du Mesnil 2006, nella suggestiva cornice del N’Ombra de Vin a Milano
Istantanea dalla soirée di presentazione del Clos du Mesnil 2006, nella suggestiva cornice del N’Ombra de Vin a Milano

Abbiamo avuto il privilegio di assaggiare la trilogia 2006 di Krug per ben due volte e in due occasioni differenti, distanti una settimana una dall’altra. La prima assoluta è stata in occasione della presentazione ufficiale del Clos du Mesnil, nella suggestiva cornice del N’Ombra de Vin a Milano. La replica, come succede solo per le grandi opere, in un’altra Krug Ambassade, ma stavolta nel bergamasco: Al Carroponte, in occasione di un’esclusiva serata degustazione organizzata da Oscar Mazzoleni in collaborazione con Top Champagne. Ed ecco che cosa ha deliziato i nostri sensi nelle due soirée.

Lo spartito del millesimo 2006 secondo Krug

Il Clos du Mesnil, vigneto di proprietà di Krug posizionato nel cuore di Mesnil-sur-Orger, 1,8 ettari circa circondati da un muro di pietra edificato nel 1698
Il Clos du Mesnil, vigneto posizionato nel cuore di Mesnil-sur-Orger, 1,8 ettari circa circondati da un muro di pietra edificato nel 1698

Il millesimo 2006 si è caratterizzato in quanto annata molto calda, con picchi estremi di temperature e 23 giorni in cui sono stati superati i 30 gradi. La 2006 è stata definita dalla Maison Krug “capricciosa”, per via dell’alternanza di periodi secchi e intense precipitazioni: nel mese di agosto, in sole due settimane la pioggia ha raggiunto livelli pari a quelli di due mesi. Fortunatamente, il sole è tornato a brillare, completando il periodo di maturazione e riversando i suoi raggi su un bellissimo raccolto. Un nota bene: le uve presentavano un equilibrio simile a quello del 2002 e del 1989, anch’esse annate eccellenti e generose.

Il Clos du Mesnil 2006: il Solista si prende la scena

“Il Solista dell’Orchestra”: il Krug Clos du Mesnil 2006
“Il Solista dell’Orchestra”

Uno degli Champagne più pregiati della Maison è senza dubbio il Clos du Mesnil. Si tratta del frutto di un vigneto posizionato nel cuore di Mesnil-sur-Orger, 1,8 ettari circa circondati da un muro di pietra edificato nel 1698 da Claude Jannin e Pierre Dehée Metoen, dove Gaspard Jannin, figlio di Claude, in quello stesso anno piantò le vigne. Un Clos in cui il microclima conferisce alle uve di Chardonnay un carattere unico. È stato acquistato dalla maison Krug nel 1971 e inizialmente le uve coltivate in questo vigneto sono state usate in assemblaggio per la produzione della Grande Cuvée. Fino al 1980, quando a seguito dell’assaggio dei vins clair del suo Clos della vendemmia 1979, la Maison Krug decise di fare qualcosa che non aveva mai osato fare in passato: imbottigliare quei vini singolarmente. Nacque così il Krug Clos du Mesnil e l’annata 1979 fu la prima prodotta della storia. “Il Solista dell’Orchestra”, per riprendere il paragone fatto da Olivier Krug è proprio il Clos du Mesnil. Un solo vitigno (lo Chardonnay), di una singola annata (la 2006 in questo caso), di una singola vigna (il Clos du Mesnil). Si differenzia dagli altri champagne perché, grazie alla sua eleganza, riesce a incantare suonando una propria melodia. È uno Chardonnay equilibrato, con una bellissima acidità e una bolla vivace. Godibile già adesso certo, ma il tempo e solo il tempo gli permetterà di raggiungere la sua migliore espressione.

L’Adagio del Vintage 2006

Krug Vintage 2006: lasciamo al tempo e all’evoluzione in bottiglia – gli amanti dello Champagne lo sanno – fare il proprio lavoro
Krug Vintage 2006: lasciamo al tempo e all’evoluzione in bottiglia – gli amanti dello Champagne lo sanno – fare il proprio lavoro

Continuando con il paragone musicale, il Vintage 2006 rappresenta un gruppo di musicisti che esprimono al meglio l’annata. Rispetto al Clos du Mesnil, il Vintage si presenta meno teso e con un po’ meno bolla. In bocca rimane comunque equilibrato e armonioso in perfetto stile Krug. Dopo i primi assaggi (queste sono state la seconda e la terza volta che abbiamo avuto il piacere di degustarlo) ci sembra ancora un passo indietro rispetto ad altri millesimé recenti della Maison. Ma lasciamo al tempo e all’evoluzione in bottiglia – gli amanti dello Champagne lo sanno – fare il proprio lavoro: è un Adagio quel che oggi risuona, in attesa di goderne al meglio in una prossima (speriamo) non tarda occasione.

L’armonia suadente della Grande Cuvée 162ème Edition

Krug Grande Cuvée 162ème Edition: l’Orchestra al gran completo
Grande Cuvée 162ème Edition: l’Orchestra al gran completo

Con la Grande Cuvée 162ème Edition siamo di fronte all’Orchestra al gran completo: per formare questo vino vengono infatti assemblati 142 diversi tipi di champagne di annate diverse, dalla 2006 alla 1990. A nostro avviso, la Grande Cuvèe esprime al massimo l’essenza di Krug: uno champagne complesso, profondo, avvolgente, che stupisce e richiama continuamente alla beva. In questo vino, tutti gli strumenti dell’orchestra sono ben intonati tra di loro e suonano un’armonia suadente che non stanca mai. Insomma, è uno champagne straordinario, emblema di una Maison che continua a regalare emozioni ogni anno che passa. Questo a nostro avviso – e sappiamo per certo che non siamo i soli a pensarlo – è il vero “marchio di fabbrica” Krug. Uno Champagne che, invecchiando, non fa che migliorare, mostrando tutta la propria forza. Perché con il passare degli anni, l’Orchestra continua a suonare: “E che musica, Maestro”.

Carola Braggio brand manager Krug, Olivier Krug e Francesca Terragni, brand director Moët Hennessy Italia
Da sinistra: Carola Braggio, brand manager Krug, Olivier Krug e Francesca Terragni, brand director Moët Hennessy Italia

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