Prosecco Doc rosé: via libera dalla Ue per l’export

Il Prosecco Doc rosé è ufficialmente pronto a conquistare il mondo. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’Ue, ieri, dell’approvazione per la nuova tipologia “Prosecco spumante rosé” sancisce il via libera ufficiale all’export della nuova bollicina. A due settimane circa dall’uscita in Italia, giunge dalle autorità comunitarie l’ok definitivo che permette ai produttori italiani di proporre anche oltreconfine le neonate bollicine, frutto del matrimonio tra la tradizionale maggioranza di uva Glera (per l’85%) e una variabile consentita tra il 10 e il 15% di Pinot nero.

Un futuro driver mondiale per gli sparkling rosé

“Il Prosecco rosé si presenta ai nastri di partenza forte di un brand globale in grande crescita sul segmento popular premium” (Paolo Castelletti, Uiv)
“Il Prosecco rosé si presenta ai nastri di partenza forte di un brand globale in grande crescita sul segmento popular premium” (Paolo Castelletti, Uiv)

“Il Prosecco rosé si presenta ai nastri di partenza forte di un brand globale in grande crescita sul segmento popular premium”, sottolinea il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti. “La prospettiva è che possa rappresentare il futuro driver mondiale della tipologia sparkling rosé, che è attesa a una produzione mondiale nel 2021 di 160 milioni di bottiglie. Per questo non possiamo che apprezzare e condividere la scelta del Consorzio Prosecco e dei produttori della Doc italiana più esportata al mondo”. A fargli eco, le parole di Stefano Zanette, presidente del Consorzio del Prosecco Doc: “Con tale opportunità, ci si aspetta di dare uno sviluppo virtuoso alla denominazione con un prodotto di elevata qualità, esprimendo al meglio i fattori ambientali e quelli umani che caratterizzano il nostro territorio”.

Uno stimolo per l’ultimo trimestre 2020

Sono attorno alle 15 milioni le bottiglie della vendemmia 2019 che faranno a breve il loro ingresso sui mercati. Una gran parte, non v’è dubbio, saranno destinate oltreconfine. “Infatti, dei 486 milioni di bottiglie di Prosecco Doc prodotte nel complesso, l’80% prende la via dell’export e, grazie al riconoscimento europeo, si stima che le vendite troveranno maggiore stimolo e vigore in questo ultimo trimestre del 2020”, sottolinea Zanette. “Mi congratulo con quei produttori che si sono dimostrati prontissimi ad afferrare questa opportunità, impegnandosi fin da subito per non farci cogliere impreparati”.

Sono attorno alle 15 milioni le bottiglie di Prosecco rosé della vendemmia 2019 che faranno a breve il loro ingresso sui mercati
Sono attorno alle 15 milioni le bottiglie di Prosecco rosé della vendemmia 2019 che faranno a breve il loro ingresso sui mercati

Il “fenomeno rosé”

Secondo l’Osservatorio Uiv, lo spumante rosato condensa in un unico prodotto le potenzialità dei due grandi fenomeni mondiali degli ultimi anni: da una parte gli sparkling, che dal 2002 sono passati da 2 a 3 miliardi di bottiglie consumate nel mondo, e dall’altra i vini rosati, che hanno registrato un incremento di 600 milioni di bottiglie (da 2,2 a 2,8 miliardi). Il Veneto già in epoca “pre-Prosecco rosè” (2019) rappresentava il 78% della produzione nazionale di spumanti rosati, grazie ai precursori della nuova categoria della Doc. A seguire, tra le denominazioni, il Franciacorta rosato (1,8 milioni di bottiglie) e il Trento Doc rosato (1,1 milioni). 

Il Prosecco rosé condensa in un unico prodotto le potenzialità dei due grandi fenomeni mondiali degli ultimi anni: da una parte gli sparkling, dall'altra i vini rosati
Il Prosecco rosé condensa in un unico prodotto le potenzialità dei due grandi fenomeni mondiali degli ultimi anni: da una parte gli sparkling, dall’altra i vini rosati

Prosecco Doc rosé: le nuove regole

Di seguito il dettaglio della richiesta italiana accolta dall’Unione Europea per il “Prosecco Dop Spumante rosé”:

1. Nella categoria Vs e Vsq

È inserita la tipologia spumante rosé al fine di introdurre nella denominazione una produzione di spumante ottenuto da vitigni Glera B. e Pinot nero vinificato in rosso.

2. Base ampelografica

La tipologia spumante rosé prevede la seguente composizione di varietà di viti: Glera B. minimo 85%, massimo 90%; Pinot nero vinificato in rosso minimo 10%, massimo 15%. Detta composizione permette di ottenere la colorazione “rosé”.

3. Resa di uva ad ettaro e titolo alcolometrico volumico naturale minimo

La resa massima di uva della varietà Pinot nero è stata stabilita a 13.500 kg/ha per consentire una maggiore concentrazione di sostanza colorante ed una maggiore stabilità della stessa. Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo è stato indicato a 9% Vol.

4. Elaborazione

La tipologia deve essere prodotta esclusivamente per fermentazione naturale a mezzo autoclave con un periodo di elaborazione non inferiore a 60 giorni. Tale modalità di produzione consente al lievito di rilasciare dei composti come le mannoproteine le quali svolgono un’azione protettiva della sostanza colorante nei confronti dell’ossidazione e dell’anidrite solforosa, inoltre conferisce una maggiore complessità olfattiva e gustativa.

5. Pratiche enologiche

È consentita nelle partite di prodotto destinate alla preparazione del vino spumante rosé e vino spumante di qualità rosé, l’aggiunta di prodotti ottenuti dalla vinificazione di uve Pinot nero, in quantità non inferiore al 10% e non superiore al 15%, a condizione che il vigneto, dal quale provengono le uve Glera B. impiegate nella vinificazione, sia coltivato in purezza varietale o comunque che la presenza di uve Pinot nero, in aggiunta a quello consentito per tale pratica, non superi la percentuale del 15%.

6. Caratteristiche al consumo

In conseguenza della introduzione della tipologia spumante rosé, sono indicate le caratteristiche fisico chimiche ed organolettiche.

7. Etichettatura termine millesimato

Nell’etichettatura di tale tipologia è obbligatorio indicare il termine millesimato, seguito dall’anno di produzione delle uve in conformità all’articolo 49, comma 1 del regolamento delegato (Ue) 2019/33 della Commissione.

8. Immissione al consumo

È prevista l’immissione al consumo a partire dal primo gennaio dell’anno successivo a quello della vendemmia al fine di consentire un maggior affinamento del prodotto.

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