Merotto porta il Prosecco Superiore oltre “la barriera del suono”

Dal 17 ottobre l’area Docg del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene supera “la barriera del suono”. No, non si tratta di una nuova trovata in tema di logistica. La parola d’ordine, qui, è: inclusione. Il merito va a Graziano Merotto, artigiano del vino e titolare dell’omonima azienda di Col San Martino, in provincia di Treviso, che ha deciso di rendere la propria cantina realmente accessibile a tutti. La realtà vitivinicola veneta, infatti, non presenterà più soltanto soluzioni dedicate a chi ha disabilità motorie, ma anche ai sordi, grazie a una nuova collaborazione siglata con Chiara Sipione, interprete dell’Associazione Anios, Associazione Nazionale Interpreti Lingua dei Segni. Una nuova dimostrazione, questa targata Merotto, di come il vino possa sostenere e promuovere cause sociali, solidali e inclusive.

Il vino dell’accoglienza

Si è tenuta proprio il 17 ottobre scorso la prima visita in vigneto e in cantina rivolta a non udenti, tradotta appunto da Chiara Sipione. “Il Prosecco Superiore è il vino dell’accoglienza”, sottolineano dall’azienda trevigiana. “E in quanto tale, il nostro impegno è accogliere chiunque desideri avvicinarsi alle nostre splendide colline. Con questo spirito è nata la bella collaborazione con Chiara Sipione e la visita è stata emozionante anche per noi”.

Merotto rende il Prosecco Superiore accessibile proprio a tutti

Alla vigilia del 50esimo anniversario di attività, Graziano Merotto si fa, dunque, ancora una volta custode di tutto il sapere e i valori dell’area di Conegliano Valdobbiadene. Oltre alla cantina di vinificazione e a vigneti tenuti come fossero incantati giardini, infatti, l’azienda offre la possibilità di accedere al Merotto Space, casa del Prosecco Superiore immersa nei filari dei vigneti eroici di Col San Martino. Un luogo da sempre aperto al visitatore, ma che, da oggi, è stato reso accessibile proprio a tutti.

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