I 12 mesi controcorrente della Doc Lugana

Resilienza: una parola spesso abusata, quando non proprio utilizzata fuori contesto, in tempi di Covid-19, ma che perfettamente si adatta alla descrizione del 2020 nel variegato mondo della Doc Lugana. La Denominazione gardesana, infatti, in un anno complicato oltre ogni possibile aspettativa, non interrompe la propria crescita, dando nuovamente prova di dinamicità e, soprattutto, beneficiando degli effetti del buon lavoro svolto in questi ultimi anni in termini di posizionamento e presidio nei diversi mercati e canali.

Una Denominazione che continua a correre

Il 2020 ha lasciato un segno anche per il Consorzio Lugana, ma quello più di un incremento del 12%, secondo quelli che sono gli ultimi dati a disposizione. La Denominazione ottiene importanti riconoscimenti a livello nazionale, conserva le proprie quote in termini di export, inaugurando finanche mercati nuovi, come la Svizzera, grazie al contributo di una serie di iniziative digitali. 

Trend positivi per la Doc Lugana, che ha potuto sbloccare quanto stoccato nel 2019
Trend positivi per la Doc Lugana, che ha potuto sbloccare quanto stoccato nel 2019

Mosca bianca nel panorama vitivinicolo italiano, il Lugana ha quindi potuto sbloccare quanto stoccato nel 2019 e si conferma, come si diceva in principio, vino resiliente, in grado di reagire a una congiuntura economica molto complessa e agli effetti del Covid-19, soprattutto sull’Horeca. 

L’exploit della Doc Lugana tra Gdo e online

Quanto perso nel fuori casa, infatti, è stato recuperato dal mondo Lugana con le vendite online e le performance all’interno della Distribuzione moderna. Qui la Doc gardesana ha conquistato il primato di vino bianco con il più alto prezzo a scaffale (fonte Iri, marzo – aprile 2020), con un valore medio a bottiglia di 7,5 euro, un +17% in valore e un +25% in volume rispetto al periodo precedente. 

Risultati significativi innanzitutto per il Consorzio, che si è esposto in favore di interventi e comportamenti, da parte di ogni attore della filiera produttiva, che salvaguardassero ed aiutassero ad aumentare il valore economico della Denominazione. Prova ne è che la rilevazione dei prezzi medi dei Lugana sfusi al 9 novembre 2020 è cresciuta del 41% rispetto a settembre dello stesso anno, con un passaggio da 1,45 a 2,05 euro al litro (fonte Cciaa Vr). 

“Ora più che mai, guardare avanti”: il presidente Nicoletto detta la linea

La Doc Lugana ha beneficiato nel 2020 degli effetti del buon lavoro svolto, in questi ultimi anni a livello consortile, in termini di posizionamento e presidio nei diversi mercati e canali
La Doc Lugana ha beneficiato nel 2020 degli effetti del buon lavoro svolto, in questi ultimi anni a livello consortile, in termini di posizionamento e presidio nei diversi mercati e canali

“In retrospettiva, il 2020 è stato un anno estremamente complesso, che ha messo sotto forte stress economico le aziende e posto il sistema del vino, nel suo insieme, di fronte a spunti di riflessione fondamentali per lo sviluppo futuro a breve e medio termine”, sottolinea il numero uno del Consorzio Lugana, Ettore Nicoletto.

“Dobbiamo cercare di concentrarci sullo sviluppo di quelle strategie imprenditoriali che si sono rivelate vincenti anche in periodo di crisi: profilazione del cliente e canali di comunicazione diretti, e-commerce, ma soprattutto un restauro della Distribuzione moderna, che può rivelarsi uno strumento utile anche in futuro, a prescindere dalla situazione emergenziale. Ora più che mai, il Lugana deve guardare avanti”.

L’agenda 2021 della Doc Lugana

Il 70% della produzione della Doc Lugana è oggi esportata oltreconfine, in particolare in Germania e negli Usa
Il 70% della produzione della Doc Lugana è oggi esportata oltreconfine, in particolare in Germania e negli Usa

L’area della Doc Lugana conta oggi oltre 2.500 ettari di superficie vitata, con un imbottigliato che, nel 2020, dovrebbe superare i 24 milioni di bottiglie. Di queste, circa il 70% viene esportato oltreconfine, con quote maggioritarie da attribuire alla Germania e agli Stati Uniti, che stanno crescendo considerevolmente di anno in anno. E proprio sulle iniziative di promozione a livello internazionale si delineerà l’agenda 2021 della Doc, come spiega il direttore, Andrea Bottarel:

“Continueremo a creare occasioni di promozione che integrino presenza fisica e digitale, rafforzando al contempo la presenza sui social media, adottando in generale modalità che ci permettano di accorciare le distanze tra il territorio e quei mercati che, seppur distanti, si sono fatti improvvisamente più vicini“.

“Comprendiamo scelte prudenziali come quella di cancellare ProWein, ma vogliamo essere ottimisti, programmando alternative che ci permettano di continuare a raccontare un territorio che è stato in grado di dimostrare, ancora una volta e in un periodo estremamente buio, il proprio valore”.

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