Agricoltura o agroalimentare? Lo scatto d’orgoglio di Vacondio (Federalimentare)

Agricoltura e agroalimentare sono due termini che talvolta, per superficialità, vengono scambiati. Altre volte, e non solo quando si parla di alimentare, succede che chi fa più rumore abbia poi anche gran parte dell’attenzione. Insomma, diciamola tutta: per ciò che riguarda l’alimentare a tener banco, anche nel discorso di Draghi – che ne ha parlato come volano per la crescita del Paese – è stata più l’agricoltura, cioè il settore primario, che non la trasformazione. Giusto, senza dubbio, perché come osserva anche Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare: “L’agricoltura è un settore strategico e la pandemia ce l’ha dimostrato ancora di più. Abbiamo bisogno di un sistema agricolo forte, che produca materia prima di qualità e a prezzi accessibili, che si comporti in maniera sempre più sostenibile, così da essere una delle protagoniste della transizione ecologica”. La sensazione, però, è che talvolta ci sia anche una sottovalutazione dell’industria che questi prodotti agricoli li trasforma e li esporta in tutto il mondo.

Vacondio (Federalimentare): “Il food&beverage made in Italy riconosciuto grazie ai prodotti trasformati”

Vacondio mette in chiaro il "peso" dell’industria di trasformazione alimentare: vale circa l’82% dell’export agroalimentare
Vacondio mette in chiaro il “peso” dell’industria di trasformazione alimentare: vale circa l’82% dell’export agroalimentare

Nel 2020, il fatturato dei prodotti trasformati è stato di circa 142 miliardi, contro i 55 del primario. Vacondio lo dice chiaramente. Ci sono temi imprescindibili per le aziende delle trasformazione, che non devono essere dimenticati. Come quello degli accordi bilaterali per agevolare e sostenere l’export e l’approvvigionamento delle filiere deficitarie. D’altro canto, l’industria di trasformazione alimentare vale circa l’82% dell’export agroalimentare e, nel 2020, ha contribuito a portare in positivo, per la prima volta, la bilancia agroalimentare. Con un fatturato complessivo che ha raggiunto i 142 miliardi, contro i 55 del settore primario. Ce n’è abbastanza, insomma, per chiedere più attenzione al nuovo Governo Draghi in tema e per una dichiarazione che è anche un autentico, legittimo, scatto d’orgoglio:

Se oggi il food&beverage made in Italy è riconosciuto come eccellenza nel mondo è grazie ai nostri prodotti trasformati”.

Questa analisi riprende l’approfondimento originariamente pubblicato dall’autrice su InsiderDairy.com

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