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La Grande Annèe 2012: il racconto di un grandissimo millesimo secondo Bollinger

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La 2012 è stata una grandissima annata per Bollinger, nonostante le molte difficoltà climatiche”: parole e musica di Charles Armand de Belenet, managing director della maison di Champagne con sede ad Ay, in Francia. La cornice è quella splendida di Villa Reale a Monza, che ci ha accolto, lo scorso 20 febbraio, per la presentazione di due simboli importanti della maison distribuita in Italia dal Gruppo Meregalli: La Grande Annèe 2012 e La Grande Annèe 2012 Rosé.

Una vera Grande Annèe

Presso la Villa Reale di Monza, lo scorso 20 febbraio, siamo stati ospiti della presentazione di due simboli della Maison Bollinger: La Grande Annèe 2012 e La Grande Annèe 2012 Rosé
Presso la Villa Reale di Monza, lo scorso 20 febbraio, siamo stati ospiti della presentazione di due simboli della Maison Bollinger:
La Grande Annèe 2012 e La Grande Annèe 2012 Rosé

La Grande Annèe è l’esempio dell’artigianato di Bollinger perché tutto viene fatto manualmente”, spiega de Belenet. “Remuage e dégorgement sono realizzati a mano, perché ogni millesimo è speciale e l’unico che può trattarlo come tale è l’uomo. Inoltre la nostra maison è l’unica in Francia che ha l’onore di avere ancora al suo interno un bottaio, ovvero un uomo che tutti gli anni restaura di persona le oltre 3mila botti che vengono utilizzate per fare lo Champagne”.

Amore per ogni dettaglio e tanta pazienza

“La 2012 è stata una grandissima annata per Bollinger, nonostante le molte difficoltà climatiche”: la voce è di Charles Armand de Belenet, managing director della maison di Ay
“La 2012 è stata una grandissima annata per Bollinger, nonostante le molte difficoltà climatiche”: la voce è di Charles Armand de Belenet, managing director della maison di Ay

L’amore per la cura del dettaglio in tutto il procedimento di vinificazione è uno dei tratti distintivi della maison di Ay, che produce La Grande Annèe solo ed esclusivamente nelle grandi annate. Dopo la 2008, ora tocca alla 2012, che storicamente è stata un’annata molto difficile in Champagne. “Quell’anno a febbraio c’è stato veramente molto freddo”, spiega de Belenet, “a marzo una temperatura tipicamente primaverile ha fatto sì che la pianta si risvegliasse, ma ad aprile c’è stata una gelata che ha danneggiato il 6% delle viti. A maggio la situazione è peggiorata a causa di una grandissima grandinata e per le numerose piogge che hanno portato alla creazione di un fungo molto dannoso per la pianta. A luglio eravamo tutti convinti che la 2012 sarebbe stata un’annata disastrosa ed eravamo senza speranza. Nel mese di agosto è poi arrivata la canicola che ha fatto alzare le temperature fino a 37 gradi, seccando tutti i grappoli. Quando oramai eravamo certi del fatto che il raccolto sarebbe andato perso è successo il ‘miracolo dello Champagne’: a metà agosto le temperature sono scese, il clima è diventato più secco. Una situazione perfetta. La vendemmia dal 16 settembre al 3 ottobre si è svolta in condizioni fantastiche”. Quale l’insegnamento ricevuto? “La natura ci ha dato una grande lezione quell’anno: occorre lavorare sodo, ma poi serve anche pazienza e attesa nel vedere e seguire l’evoluzione della vite perché la natura stessa non si può dominare”.

La Grande Annèe 2012

L’amore per la cura del dettaglio in tutto il procedimento di vinificazione è uno dei tratti distintivi della maison di Ay, che produce La Grande Annèe solo ed esclusivamente nelle grandi annate: dopo la 2008, ora tocca alla 2012
L’amore per la cura del dettaglio in tutto il procedimento di vinificazione è uno dei tratti distintivi della maison di Ay, che produce La Grande Annèe solo ed esclusivamente nelle grandi annate: dopo la 2008, ora tocca alla 2012

Si tratta di un blend dell’annata 2012 – 65% Pinot Noir, 35% Chardonnay – ricavato da 21 cru situati principalmente ad Ay e Verzenay per il Pinot Noir, Le Mesnil-sur-Oger e Oiry per lo Chardonnay. Fermentato interamente in barrique, il colore presenta sfumature dorate che testimoniano la maturità del vino e dei metodi di vinificazione di Bollinger. Al naso emergono sentori di albicocca, mandorla e nocciola, seguita da note di miele e note aromatiche. In bocca è corposo, fresco e persistente. Si percepisce tutto il potenziale che può avere dopo anni di invecchiamento.

Un’espressione alternativa de La Grande Annèe: la 2012 Rosé

Istantanea da Le Grand Dîner, la serata organizzata da Bollinger e Gruppo Meregalli alla Villa Reale di Monza per la presentazione de La Grande Année.
Istantanea da Le Grand Dîner, la serata organizzata da Bollinger e Gruppo Meregalli alla Villa Reale di Monza

La Grande Année Rosé è un’espressione alternativa della Grande Année, trasformata con l’aggiunta durante l’assemblaggio di vino rosso Pinot Noir proveniente da La Côte aux Enfants. Questo emblematico ed unico lotto nella Maison, allocato ad Aÿ, produce vino rosso fermo solamente se i grappoli sono perfettamente maturi. Dopo l’affinamento in piccole e vecchie botti di quercia ed una prolungata permanenza sui lieviti, per ogni bottiglia di Grande Année Rosé le operazioni di remuage e sboccatura sono fatte a mano ancora oggi. Si tratta di un blend dell’annata 2012: 65% Pinot Noir, 35% Chardonnay. Alla vista emergono delicati riflessi rosati che derivano proprio dal Pinot Noir de La Côte aux Enfants: ne basta un 5% per regalare a questo vino un colore e una struttura perfetti. Al naso spiccano aromi di ribes rosso, frutti e note agrumate. In bocca esplode immediatamente una grande delicatezza. Si tratta di un rosé molto setoso, tratto distintivo della maison Bollinger. 

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