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Angelo Gaja e il rapporto con la ristorazione: il giorno che cambiò tutto

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Secondo Angelo Gaja, il rapporto con la ristorazione è fondamentale per una cantina. Si tratta di un insegnamento che gli deriva dal padre Giovanni, che definiva questo palcoscenico “il teatro del vino”. E se oggi Gaja è uno dei brand italiani più affermati a livello internazionale, lo deve anche allo sforzo compiuto nel corso dei decenni per comparire, con spazi dedicati, all’interno delle carte vini dei principali locali. Tanto che, attualmente, sono 2.500 le citazioni della cantina nelle wine list di tutto il mondo. Ma quale fu la prima? Ce lo ha spiegato lo stesso Angelo Gaja nell’intervista che gli abbiamo fatto: 1982, a Monaco di Baviera, da Tantris, uno storico ristorante stellato Michelin che esiste ancora. Come andò in quella occasione ce lo racconta, ancora una volta, il re del Barbaresco:

“In una visita con l’importatore in Germania, sfogliando la carta de vini avevo notato pagine intere dedicate ai miti come Château D’Yquem, Château Mouton Rothschild o Domaine de la Romanée-Conti, ma la presenza di una sola annata di un nostro vino. Visitando, poi, la cantina del ristorante, notammo pile intere di etichette dei grandi miti francesi e, solo in un angolo, scampoli di Gaja, con vecchie annate che non potevano essere poste in carta per via del numero esiguo di bottiglie. Fu allora che l’importatore prese la palla al balzo e mi chiese, davanti al responsabile acquisti del ristorante, di privarmi di una parte della nostra riserva, così da favorire l’inserimento di queste etichette in carta e ricevere una segnalazione su mezza pagina dedicata a noi. Fu la prima di quelle che oggi sono diventate 2.500 citazioni in carte vini nel mondo”.

Prosegue su Wine Couture la grande settimana dedicata a celebrare il re del Barbaresco, che sabato 7 marzo, ha compiuto 80 anni. Ogni giorno, un nuovo approfondimento con il pensiero di Angelo Gaja su tanti temi di attualitàaneddoti dal suo passato e il racconto della sua storia di produttore oltre i confini delle Langhe.

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