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Primo quadrimestre 2020: importazioni in frenata in Europa

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Tempo di pagelle economiche. E di analisi dei trend. Lockdown amaro e primo quadrimestre 2020 preoccupante per il mondo del vino guardando al business in Europa. Con un mese di aprile nero per gli scambi di vino nelle due principali piazze europee, Germania e Regno Unito. L’analisi delle importazioni e delle esportazioni sulle principali piazze (e dai paesi più solidi) hanno dovuto fare i conti con il dramma dell’emergenza pandemica. Come rilevato dall’analisi dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base dogane, le importazioni (a valore) dal mondo dei due piazze top (Germania e Gran Bretagna) sono calate sensibilmente nei primi quattro mesi di quest’anno rispetto al medesimo periodo del 2019. Più esattamente la flessione è stata dell’8,9% in Germania e del 13,3% nel Regno Unito. Il crollo è risultato ancora più marcato se si guarda al solo mese di aprile: -19,7 per i tedeschi e -17,5% per i britannici.

Anche l’Italia soffre. Ma resiste meglio di altri paesi

E invece l’Italia come si è comportata? Il nostro Paese ha scontato perdite consistenti, ma è riuscito a limitare i danni, a dimostrazione di un assortimento dell’offerta più variegato, in particolare sul canale della Grande distribuzione organizzata. Nei primi quattro mesi l’Italia ha ceduto a valore l’1,3% in Germania e il 15,6% in Gran Bretagna, nonostante picchi più significativi in aprile. Secondo l’Osservatorio, a una situazione innegabilmente difficile data non solo dal trend delle registrazioni doganali ma anche dal prezzo medio in discesa e dalle più che probabili scorte maturate nei magazzini di distributori e importatori, ha fatto da contraltare una maggior capacità di tenuta rispetto ad altri competitor: su tutti la Francia. Così l’Italia ha incasellato un aumento delle quote di mercato in Germania (dal 36,8% al 39,9%) e mentre si è registrata una sostanziale tenuta di quelle in Uk.

Allarme per il crollo del prezzo medio

Ma a suonare è un altro allarme, al di là dei volumi commercializzati. Ogni riferimento è al prezzo medio, crollato del 18% in Gran Bretagna e del 7% in Germania nel solo mese di aprile rispetto al trimestre precedente. “La pressione sui prezzi è preoccupante”, ha sottolineato detto Denis Pantini, responsabile dell’Osservatorio VinitalyNomisma Wine Monitor. “Una chiara testimonianza del fatto che i retailer stanno facendo pressione sui produttori anche alla luce dei primi segnali di recessione che si stanno delineando in questi Paesi e che giocoforza andranno ad incidere pure sugli acquisti di vino”. Una situazione delicata, insomma. Crediamo che sia determinante non interrompere il dialogo con i nostri interlocutori di mercato”, ha sottolineato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. “A questo serve e servirà wine2wine Exhibition&Forum, l’evento dinamico e innovativo basato sull’interazione B2B digitale e fisica che comincia ora e termina in fiera a Verona il 22-24 novembre, con il prologo di Operawine realizzato con Wine Spectator”.

Primo quadrimestre nero per la Francia

Guardando alle performance italiane in relazione a quelle di altri paesi, come accennato, la Francia ha lasciato sul campo un a valore pari a circa il doppio della media: -40,2% in Germania e -38,6% nel Regno Unito. Un decremento confermato anche nel quadrimestre, con Parigi a -19,8% nell’import teutonico e -24,9% nella domanda Uk. Sono andate meglio le cose per Spagna e alla Nuova Zelanda. Che ha scalato posizioni in Gran Bretagna conquistando il terzo posto tra i Paesi produttori a scapito dell’Australia.

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