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Chiaretto di Bardolino, rosé che piace a uomini e donne

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Riflettori puntati sul Chiaretto di Bardolino. Una tipologia di vino che merita attenzione e da valorizzare. Parola del Consorzio di Tutela – che ha commissionato ricerca condotta da Bva Doxa – per voce del suo presidente (appena rieletto), Franco Cristoforetti.  “Ci sono due falsi miti che vanno sfatati quando si parla di vini rosa. Il primo è che i rosé siano vini adatti solo all’estate. Il secondo è che abbiano un consumo prevalentemente femminile. L’indagine che abbiamo fatto svolgere dimostra che entrambe queste convinzioni sono errate, almeno per quanto riguarda il Chiaretto di Bardolino. Un vino che viene scelto in egual misura anche dagli uomini e viene consumato durante tutto l’anno. Si tratta di informazioni preziose, che ci permettono di orientare al meglio le nostre strategie”.

I risultati dell’indagine 

I dati dello studio realizzato da Bva Doxa parlano chiaro. Per quanto riguarda la conoscenza del Chiaretto di Bardolino, non c’è sostanziale differenza tra uomini e donne. Lo conoscono il 35% dei bevitori italiani di vino e il 34% delle bevitrici. Inoltre, la propensione all’acquisto fra i conoscitori del Chiaretto è altissima, con il 93% degli intervistati che afferma che è sicura di sceglierlo quando lo vede sullo scaffale o in una lista vini. La quota di chi esprime assoluta certezza d’acquisto è del 33%, solo con una leggera prevalenza femminile, mentre è abbastanza irrilevante la fascia di età: 30% tra i più giovani e 35% tra i meno giovani. Un altro dato da sottolineare è che la maggioranza di chi in Italia beve usualmente vino rosa lo fa durante tutto l’anno: il 70% degli intervistati non ha preferenze di stagione per stappare una bottiglia di rosé.

Chiaretto di Bardolino: un vino di alto profilo

Molto elevato anche il profilo di immagine del Chiaretto di Bardolino e del suo territorio. Il 91% dei suoi consumatori abituali lo considera perfetto come aperitivo, l’89% afferma che proviene da una zona famosa per il vino, l’86% si sofferma sulla particolare selezione delle uve destinate alla sua produzione e sempre l’86% del campione lo sceglie perché “è invitante, fa venire voglia di berlo”, così come l’84% degli intervistati sostiene che “si adatta bene ai gusti dei consumatori di oggi”. Per l’85% dei consumatori abituali, inoltre, il Chiaretto “è originale, si distingue dagli altri vini rosa”.

Il vino rosé piace

Più in generale, il report mostra come all’interno dei consumatori italiani di vino la quota di chi beve anche solo occasionalmente vino rosa è pari al 37%, contro l’81% dei vini rossi e il 61% dei bianchi. Andando a vedere invece esclusivamente i consumatori abituali di vino, la quota del vino rosa è del 10% ed è pressoché identica fra uomini (9%) e donne (10%), con una prevalenza della fascia tra i 25 e i 44 anni, nella quale la percentuale di chi beve abitualmente rosati è del 13%. L’89% dei bevitori abituali di vino rosa consuma prevalentemente etichette italiane, il 23% beve anche rosé francesi, resistono i rosati portoghesi al 12%.

Chiaretto di Bardolino: l’attività del Consorzio

Il Consorzio di Tutela, nella recente assemblea, ha riconfermato al vertice Franco Cristoforetti, ma anche i vicepresidenti: Agostino Rizzardi e Davide Ronca. “I prossimi tre anni”, ha sottolineato il presidente Cristoforetti, “vedranno concretizzarsi l’impegno che la nostra filiera produttiva ha riversato sul riassetto della nostra denominazione, prima con la Rosé Revolution, che ha permesso al Chiaretto di Bardolino di rivestire il ruolo di leader tra i vini rosa italiani a menzione geografica, e poi con il progetto Bardolino Cru, che ha portato al riconoscimento, nel nuovo disciplinare, delle nostre tre sottozone storiche La Rocca, Montebaldo e Sommacampagna. Continueremo a dedicare attenzione al mercato italiano, che ci sta premiando, a consolidare i tradizionali mercati europei e a crescere negli Stati Uniti e nel Canada, che stavano cominciando a darci soddisfazioni prima del lockdown imposto dalla pandemia di Covid-19”.

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