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Perché “Jumbo Shrimp guide to Italian Wine” è il nostro libro dell’estate: la recensione che fa per te (chiunque tu sia)

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Keep it simple. Parla come mangi. O come bevi, sarebbe forse più giusto dire in questo caso. Per affrontare al meglio il periodo della vendemmia e la ripresa settembrina, un ripasso (non il vino, ma il riprendere in mano un buon libro per rimettersi a studiare) non fa mai male. Soprattutto quando c’è da districarsi nel labirinto di varietà, vitigni e Denominazioni. Ed ecco allora che, con straordinario tempismo, in questa strana estate post lockdown ha fatto la sua comparsa un affascinante libello dal titolo “Jumbo Shrimp guide to Italian Wine”. Ma chi si cela dietro al fantomatico “gamberone gigante” che dà il nome a questa nuova serie nata per raccontare il vino italiano agli appassionati di tutto il mondo ed edita da Positive Press? Ovviamente non poteva che esserci l’istrionica Stevie Kim, managing director di Vinitaly International, che ha curato la pubblicazione di questo instant book, firmandone anche la prefazione. Dietro al progetto, tuttavia, c’è molto di più. Ci sono le anteprime audio di Italian Wine Podcast, innanzitutto. Ma soprattutto il lavoro di ricerca, sintesi ed elaborazione di quattro professionisti assoluti del vino che hanno dato vita al team Jumbo Shrimp: Rebecca Lawrence, Jacopo Fanciulli, Lyka Caparas e Lan Liu.

La porta di accesso (in inglese) all’Italian Wine

136 pagine (indice compreso), utile compendio che aiuterà davvero chiunque a orientarsi nel Mare Magnum del vino made in Italy: ecco di cosa parliamo quando parliamo di “Jumbo Shrimp guide to Italian Wine”
136 pagine (indice compreso), utile compendio che aiuterà davvero chiunque a orientarsi nel Mare Magnum del vino made in Italy: ecco di cosa parliamo quando parliamo di “Jumbo Shrimp guide to Italian Wine”

Questa guida tascabile parla, ça va sans dire, di vino italiano. Ma in una maniera immediata e avendo quale orizzonte il mondo, come risulta evidente già dalla scelta della pubblicazione in lingua inglese. Attenzione, però: in queste 136 pagine (indice compreso) non è riassunta la Somma teologica, ma un utile compendio che aiuterà davvero chiunque a orientarsi nel Mare Magnum del vino made in Italy. Già, perché l’intento non è di trasformare magicamente il lettore in un esperto conoscitore delle produzioni tricolore in tutte le loro straordinarie e infinite sfumature, ma di permettere a chiunque d’intavolare una semplice conversazione sul tema avendo coscienza di ciò di cui si sta parlando. Quanto, infatti, oggi ancora il mondo del vino del Bel Paese paga la poca conoscenza – anche solo basilare – da parte del pubblico rispetto alle sue straordinarie produzioni? La risposta è: moltissimo. E non si fa qui riferimento a sconosciute Denominazioni di qualche angolo sperduto d’Italia, ma spesso anche dei grandi protagonisti del vino tricolore. Ergo, uno strumento come “Jumbo Shrimp guide to Italian Wine” non soltanto è il benvenuto, ma è una vera e propria sveglia per l’intero settore: perché se tutto è migliorabile (e qualche mancanza si nota soffermandosi tra le pieghe della narrazione), quel che oggi c’è è già molto ed è un grande aiuto a disposizione di tutti.

Questo instant book ci ricorda che per godere appieno di ogni calice, una maggiore consapevolezza di quel che vi si trova dentro è importante
Questo instant book ci ricorda che per godere appieno di ogni calice, una maggiore consapevolezza di quel che vi si trova dentro è importante

Una guida davvero per tutti: perché il vino è un piacere

Un aiuto, dunque, ma per chi? Proprio per tutti. Innanzitutto, perché il prezzo del biglietto (10 euro) giustifica già di per sé lo spettacolo. Secondo, perché non serve soffermarsi sul possibile target per dover discriminare quale sia il lettore perfetto di “Jumbo Shrimp guide to Italian Wine”. Sei un appassionato che desidera capire di più di cosa potresti trovare in un’enoteca e in una wine list? Questo libro fa per te. Sei un export manager che deve interagire con un cliente straniero e spiegare in pochi secondi le caratteristiche fondamentali di una particolare tipologia di vino italiano? Questo libro fa per te. Sei un comunicatore del vino o un addetto all’hospitality che desidera offrire compendi rapidi alle proprie spiegazioni a winelover (stranieri, ma non solo)? Questo libro fa per te. Sei uno straniero a zonzo per l’Italia che vuole orientarsi tra territori, vini e Dolce Vita? Questo libro fa per te. Non capisci assolutamente nulla di vino e vorresti un primo approccio non traumatico che ti faccia fare bella figura durante una conversazione con gli amici? Et voilà, “Jumbo Shrimp guide to Italian Wine” fa anche per te. Perché no, il vino non è solo affare per pochi. Il vino (soprattutto quello italiano) va bevuto da tutti e goduto per quel che è e racconta, uscendo dai tecnicismi esasperati e approcciando il nettare di bacco per ciò che dovrebbe rappresentare: un piacere. E questo instant book ci ricorda che per godere appieno di ogni calice, una maggiore consapevolezza di quel che vi si trova dentro è importante. In tema, chi scrive reputa che “Jumbo Shrimp guide to Italian Wine” potrà solo che portare benefici: perché maggiori consumi si creano esclusivamente con una maggiore presa di coscienza delle infinite possibilità che l’Italia del vino è in grado di offrire. Per questo le associazioni gastronomiche smart presentate nel capitolo “Why italians do it better” non sono assolutamente da mancare, proprio come le risposte alle “Fun Faqs” andrebbero imparate a memoria o le alternative ai grandi competitor internazionali (dallo Champagne allo Chablis, dal Porto al Cava, passando per Borgogna e Bordeaux) dovrebbero essere poste in bella mostra in apertura delle carte vini di tanti locali in giro per il Bel Paese. Cin cin, allora, agli autori, cui va il plauso di WineCouture, con una doverosa nota di merito finale per Silvia Albano, che ha saputo interpretare l’agilità dei testi di questo libro con la simpatica leggerezza delle sue illustrazioni.

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