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Alla scoperta di un #OltrepòDivino, in bicicletta

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Oggi vi portiamo sul punto preciso del 45esimo parallelo. Quello italiano che si identifica su una piccola strada – poco più di una strada di campagna comunque asfaltata – fra vitigni e colline dell’Oltrepò Pavese. E vi ci portiamo in bicicletta nell’#OltrepòDivino. Chi vuol fare fatica prenda pure la sua specialissima da strada o ibrida (o mountain bike), chi invece desidera godersi un po’ di più il viaggio può prendere in prestito una ebike, una pedalata assistita, così da riuscire a collezionare visite guidate e degustazioni a go go. In un territorio unico. A un’ora da Milano, Genova, Torino e Bologna, all’incrocio di quattro Regioni e tre province. Fra valli e castelli, borghi feudali, c’è un territorio a forma di grappolo che predilige la visita a due ruote e vi spieghiamo perché: perché è bellissimo da vivere lentamente, su e giù attraverso paesaggi incantati e per certi versi ancora molto (molto) naturali.

L’ #OltrepòDivino è uno scenario bellissimo da vivere lentamente, su e giù attraverso paesaggi incantati e per certi versi ancora molto (molto) naturali
L’#OltrepòDivino è uno scenario bellissimo da vivere lentamente, su e giù attraverso paesaggi incantati e per certi versi ancora molto (molto) naturali
(Ph. Archivio COltrepò, MDidier, BikeDivision)

L’#OltrepòDivino da scoprire pedalando

Se meta e scopo del viaggio può essere il 45esimo parallelo dei grandi vini del mondo, ovvero in una piccola strada panoramica dell’Oltrepò Pavese, spaziando un po’ con la fantasia e la voglia di degustare e scoprire, ecco un territorio che si apre al nuovo enoturismo e lo fa con la convinzione di essere molto tipico e molto biodiverso. In tutti i sensi. Alcuni tour operator specializzati nel bike lo hanno scoperto di recente ed è così che – sia come meta di viaggi organizzati (tour in bicicletta con seguito, per due o tre giorni), sia come turismo di prossimità, gita fuoriporta di un giorno –, sta davvero prendendo piede (ops, bici…) l’#OltrepòDivino da scoprire pedalando. Per il Consorzio Tutela e Promozione Vini Oltrepò è un’idea che funziona moltissimo: “Un progetto che abbiamo abbracciato appena possibile, dopo i mesi di stop forzato, causa pandemia”, dice il direttore Carlo Veronese. “Perché ci aiuta a comunicare tutte le carte vincenti di queste bellissime colline: la varietà dei vitigni presenti e performanti, la tipicità dei piatti, con le contaminazioni gastronomiche di tre regioni importanti come Liguria, Emilia-Romagna e Piemonte, la tranquillità e la capacità – soprattutto dei giovani – di attrarre turisti che vogliono fare esperienza nella natura. Con le biciclette sta funzionando bene, ma anche con chi ama camminare anche sulle antiche vie che qui più che mai si intrecciano, o chi preferisce il viaggio in moto. Insomma, un enoturismo slow che si addice molto al territorio e al suo racconto, fra storia e cultura autentica”.

Oltrepò Mangia & Bevi: un nuovo modo di vivere il territorio

Alcuni lo chiamo l’Oltrepò Mangia & Bevi, è di sicuro un territorio adatto a questo turismo esperienziale. Qui per la verità questo genere di turismo non è nuovo, o meglio, questo territorio è abituato alle visite in bicicletta. C’è una predisposizione naturale. C’è una storia di terra e di sport che ha molti valori comuni con il mondo vitivinicolo e della agricoltura. Va da sé che tutte le realtà sono attrezzate ad ospitare degustazioni all’aperto o in cantina su prenotazione, e quando le norme della pandemia hanno regolamentato le attività di degustazione quasi tutti erano già abituati. Alla visita in vigna, al giretto con picnic, alla proposta outdoor. Molte cantine hanno poi attivato vere e proprie sinergie con i services che noleggiano le ebike e le biciclette, a pedalata assistita o muscolari, ed è nato un vero prodotto enoturistico che funziona anche per la gente del posto. Tutti stanno un po’ riscoprendo il giretto sulle colline e la degustazione “da conquistare” dopo una bella pedalata.

#OltrepòDivino: parola all’esperto

Cantine storiche si sono dunque di recente attrezzate e hanno preso contatto con chi noleggia bici, perché la proposta è diventata molto di tendenza ed è stata lanciata anche in occasione di alcuni recenti press tour con la stampa specializzata e turistica, tanto da proporre, come un “mantra”, l’hasthag ufficiale del Consorzio Vini Oltrepò che racchiude tutto in una parola magica #OltrepòDivino, un Oltrepò per appassionati di eno-bike. Andrea Tonti, ideatore di Bike Division: “Sono dieci anni che mi dedico a questa attività – afferma l’esperto, ex corridore professionista – e devo dire che mi piace molto e mi piace scoprire nuove mete e territori inesplorati come potrebbe essere questo Oltrepò Pavese. Noi corridori lo conosciamo per alcune corse classiche come la Freccia dei Vini o la Coppa Pinot, o per le varie tappe del Giro passate e mi auguro anche future, ma il fascino vero sta nel proporlo a chi pedala per allenamento e anche per turismo. Non manca nulla per un prodotto prefetto. Quel tipico Mangia & Bevi che non è impegnativo se lo consideri non solo in senso strettamente figurato”.

"Non manca nulla per un prodotto prefetto" (Andrea Tonti, ex corridore professionista e ideatore di Bike Division descrive così la sua esperienza #OltrepòDivino)
“Non manca nulla per un prodotto prefetto” (Andrea Tonti, ex corridore professionista e ideatore di Bike Division descrive così la sua esperienza #OltrepòDivino)
(Ph. Archivio COltrepò, MDidier, BikeDivision)

A ruota di Andrea Tonti

“Abbiamo scelto di conoscere meglio questo territorio su invito e indicazione del Consorzio Vini dell’Oltrepò Pavese, perché abbiamo intercettato una clientela particolare di un segmento che potremmo definire molto specifico ovvero quello dell’eno-bike-tourism – prosegue Tonti – e devo dire che l’esperienza è stata esaltante. Molti non sanno ancora inquadrare l’Oltrepò forse nemmeno geograficamente. Pensare che sia al di là del Po o solo nella provincia di Pavia, non fa presagire minimamente tutto quello che c’è: su e giù appunto e a un’ora circa da Milano, Genova, Torino e Piacenza. Direi proprio che si deve andare… Oltre”. Quali le tappe di questo tour? “Abbiamo pedalato in lungo e in largo l’Oltrepò Pavese toccando tappe come Zenevredo, Pietra de Giorgi, Calvignano, Fortunago, Varzi, Zavattarello, facendo base al Wine Resort Prime Alture di Casteggio, per studiare un prodotto turistico che intendiamo promuovere con la Bike Division e che andrà a popolare il mondo di PedaliamoItalia, con un occhio, anzi un occhiolino, da strizzare alla clientela estera che si rivolge a noi per viaggiare in bicicletta, anche in Italia, in cerca di nuove mete e di esperienze da abbinare anche completando la proposta turistica per gli accompagnatori dei ciclisti”. Ma c’è molto di più su cui riflettere: “Ci rivolgiamo ad una clientela molto particolare – spiega il campione marchigiano, esperto in bike tourism – che vuole pedalare seriamente, ma cerca un livello alto di ospitalità anche per i suoi accompagnatori. Così mentre c’è chi pedala anche per diverse ore e salite e discese, c’è chi fa altre esperienze sullo stesso territorio e vuole portarsi a casa un ricordo speciale, dedicandosi magari all’arte, alla cultura, al benessere. Esperienze che spesso si incrociano e trovano una meta comune in una degustazione in cantina o in un luogo di benessere totale, dalla spa immersa nel verde ad una cena a lume di candela in una vigna ad una serata musicale nella corte di un vero castello. Questo è il mondo di Bike Division, questo è quello che cercavamo e abbiamo trovato anche in Oltrepò”.

Appunti di viaggio per un tour nell’#OltrepòDivino

Servizi bike – come pedalare assistiti con una guida o senza e magari senza fare fatica in Oltrepò Pavese:

Le mete più nuove e pedalate per enoturismo nell’#OltrepòDivino – le strade sono tutte panoramiche ed immerse nelle vigne per collegare in lungo e in largo le Valli del Vino. Fra le rotte più curiose la “Road To Riesling”, un anello di circa 20 km che tocca alcune cantine storiche come Tenuta Travaglino, Conte Vistarino, Isimbarda, Il Feudo Nico, pronte a fare degustare i loro vini speciali. Restando in tema, in quella che chiamano la valle del Riesling, da non mancare proprio i loro Riesling migliori: un racconto non scontato di territorio.

In Oltrepò, le strade sono tutte panoramiche ed immerse nelle vigne per collegare in lungo e in largo le Valli del Vino
In Oltrepò, le strade sono tutte panoramiche ed immerse nelle vigne per collegare in lungo e in largo le Valli del Vino
(Ph. Archivio COltrepò, MDidier, BikeDivision)

#OltrepòDivino per turisti da tutto organizzato – i primi a proporlo sono stati gli operatori di Bikenwine, tour operator specializzato con base a San Francisco, effettua anche il servizio “trasporto vino” acquistato dal viaggiatore in bici. Poi sono arrivati i ragazzi del Tour Operator BikeDivision, che hanno disegnato in bicicletta le colline “Mangia & Bevi” mappando tre itinerari da 60/110/70 km che collegano tutte le colline del “grappolo d’Oltrepo” dalla Valle Versa, Scuropasso, alla Valle Staffora, alla Valle Ardivestra. Un Tour che verrà presto lanciato sul web, da percorrere con il naso all’insù puntando ad oltre 100 punti panoramici fra torri e castelli dell’Oltrepò.

Dove mangiare e dormire – di seguito alcune suggestioni da abbinare all’esperienza enobike in Oltrepò Pavese.

Mentre c’è chi pedala anche per diverse ore e salite e discese, c’è chi fa altre esperienze sullo stesso territorio e vuole portarsi a casa un ricordo speciale, dedicandosi magari all’arte, alla cultura, al benessere: l'#OltrepòDivino è capace di combinare le due visioni
Mentre c’è chi pedala anche per diverse ore e salite e discese, c’è chi fa altre esperienze sullo stesso territorio e vuole portarsi a casa un ricordo speciale, dedicandosi magari all’arte, alla cultura, al benessere: l’#OltrepòDivino è capace di combinare le due visioni
(Ph. Archivio COltrepò, MDidier, BikeDivision)
  • A Rivanazzano Terme Valle Staffora, Ristorante Il Selvatico – attrezzato anche per il delivery (consegna addirittura in vigna): è inoltre una locanda e ha un ottimo servizio di ospitalità per dormire (c’è anche una piccola spa). Sono abituati ad ospitare viaggiatori a due ruote, sia bici sia moto.
  • A Varzi Valle Staffora, Ca de Figo è un agriturismo che propone giri in bici e a cavallo.
  • A Bosmenso Valle Staffora, il Ristorante Buscone presenta la più quotata carta dei vini dell’Oltrepò Pavese selezionata dalla sommelier Roberta Buscone. È un punto di arrivo: la strada davvero suggestiva in bici finisce in una locanda che più tipica non si può.
  • A Varzi, ottimo il trattamento mordi e fuggi anche solo per pane salame (Vecchio Varzi) e un calice di Bonarda tipica presso il ristorante Le Cicale.
  • A Casteggio, per gli amanti della cucina raffinata imperdibile è il ristorante La Cave Cantù, che reinterpreta i sapori d’Oltrepò con grande originalità in un posto chic.
  • Per dormire bene e mangiare anche meglio, sulla rotta della “Road To Riesling”, ecco la locanda di Calvignano. Strettamente collegata alla vicina azienda di Travaglino, è stata una delle prime strutture a credere nel turismo in bicicletta e nell’enoturismo. Qui si può portare anche la bici in camera.
  • Per un’esperienza unica, proprio come a casa del vignaiolo, a Santa Giuletta, paese delle bambole, imperdibile e panoramica una sosta in località Castello da Stefano Milanesi, produttore e conduttore della Enolocanda. Trattamento speciale assicurato per chi raggiunge questo punto panoramico a piedi o in bicicletta.
  • Da Finigeto, su prenotazione, picnic o aperitivo nelle vigne (anche al tramonto) in un luogo che è naturalmente country chic.
  • Aperitivo con degustazione e un salto nella storia del vino di qualità alla Tenuta Travaglino (solo su prenotazione). Di fronte al nuovo spazio dehor si parcheggia la bicicletta e ci si lascia coccolare dal buon vino di territorio.
  • Pedalare, dormire, nuotare, degustare: sono le proposte di un posto da favola come Quvestra. Solo appartamenti, una tenuta che è considerata moltissimo dai winelover per l’alto livello di ospitalità. A Santa Maria de La Versa.
  • Stesso mood – molto country chic – al Wine resort per eccellenza dell’Oltrepò Pavese: quel Prime Alture sopra Casteggio che a non viverci un tramonto almeno una volta nella vita non si sa davvero cosa si perda.
  • Per eventi e degustazioni speciali si è attrezzata a due ruote anche la Tenuta Il Bosco di Zenevredo. Si chiama Oltrenero e offre uno speciale viaggio degustativo che si chiama “Oltrenerobike”: solo su prenotazione.
  • Per una scoperta informale, come sentirsi a casa, in campagna e nella natura a un passo dalla vigna, dall’oliveto e dall’orto (ma anche dalla cantina dei salumi nostrani!) ecco la cucina tipica a km zero (arrivando pedalando) presso Il Feudo Nico. Accoglie con semplicità e signorilità nel suo ristorante panoramico con vista sulle colline. Ha iniziato a proporre anche cene in cantina a lume di candela.
  • Scollinando fra le capre, imperdibile l’esperienza che si fa raggiungendo in bici l’azienda agricola Il Boscasso, dove Chiara Onida vi conquisterà con i suoi formaggi e piatti in degustazione nella veranda in frazione Ruino di Colli Verdi.
  • Per un soggiorno molto bike friendly, con tutta la libertà che ci vuole in questi casi, ecco al Borgo Sfogliata “la casa del Nonno” (tel. 335.7232175). Una costruzione antica ristrutturata, vista mozzafiato, camino e tutto il calore di campagna. 
  • Per una degustazione, visita in cantina e in barricaia e itinerario ebike nelle vigne, appuntamento dal Marchese Adorno, dove passa la greenway che da Voghera collega Varzi (non ancora completata, ma a buon punto).
  • Per una visita in cantina e un racconto speciale in tema di Riesling ma non solo, sulla strada che intercetta il 45esimo parallelo dei grandi vini internazionali ancora due cantine da segnalare: IsimbardaLa Piotta.
  • Prima la pianura, poi le colline. Nei dintorni di Voghera, ecco l’ospitalità semplice e buona de La Duronetta: si mangia bene e si dorme nella pace delle campagne delle cascine.
  • L’Hotel più bike friendly della Valle Staffora è ad oggi quello di Salice Terme, il Park Hotel: un punto di incontro e luogo abituale per chi viaggia in bici.
Sopra Casteggio sorge Prime Alture, il Wine resort per eccellenza dell’Oltrepò Pavese
Sopra Casteggio sorge Prime Alture, il Wine resort per eccellenza dell’Oltrepò Pavese
(Ph. Archivio COltrepò, MDidier, BikeDivision)

Infine, pedalando fra enoteche, eccone tre topIl pane di Rosa è un posto unico. Sembra una panetteria. Sembra una rosticceria. Sembra un’enoteca. Sembra una taverna. È il posto dove fermarsi. Da viaggiatori golosi: c’è tutto. C’è il buon vino (una carta molto ampia e tutta l’offerta che conta dell’Oltrepò Pavese) e ci sono i piatti tipici. Da asporto o da consumare sul posto, come in una taverna. Molto speciale l’accoglienza. A Casteggio, poi, c’è Oh… perbacco. Si chiama così il piccolo bistrot alla francese (che accanto al Metodo Classico Oltrepò Pavese Docg propone anche etichette interessanti di Champagne). Ecco una rosticceria, enoteca, con piccola sala degustazione che, se la si prenota e ci si ferma, difficilmente la si scorderà. Infine, l’enoteca dove fare enoshopping mirato è a Voghera: si chiama Oltre l’enoteca ed è location abituale anche di eventi e degustazioni.

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