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Amarone En Primeur: con La Collina dei Ciliegi s’investe sull’esclusività

Massimo Gianolli

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La finanza incontra il vino, con il nettare di Bacco che si trasforma in una scommessa su cui investire. Succede in località Erbin, in quella Grezzana dove l’Amarone si erge a primo e assoluto protagonista. L’appuntamento è stato fissato lo scorso sabato 26 settembre, presso l’azienda dell’imprenditore della finanza e presidente di Generalfinance, Massimo Gianolli. Circa 70 tra private banker, responsabili di fondi di investimento, banchieri, manager di società finanziarie, partner di studi legali d’affari e commercialisti, ma anche giornalisti e winelover direttamente interessati ai progressi di un “investimento liquido in un mercato sempre più liquido”, specie se si parla di vino e del grande rosso per eccellenza del veronese, vi hanno preso parte, dando vita alla seconda Festa dell’en primeur de La Collina dei Ciliegi. 

In scena lo scorso 26 settembre la seconda Festa dell’en primeur de La Collina dei Ciliegi
In scena lo scorso 26 settembre la seconda Festa dell’en primeur de La Collina dei Ciliegi

Investimenti che affinano: riflettori puntati sull’Amarone

Sale il grado di attenzione di un nuovo modo di intendere il vino, in un mix tra investimento e passione. Tale l’interesse che un genere d’iniziativa di questo tipo produce, che rispetto alla prima edizione, l’evento ha visto triplicare la presenza in Valpantena di primeuristi e di potenziali nuovi investitori, pronti a scommettere su barrique di vino (225 litri) atto a diventare Amarone alla stregua di inediti futures finanziari. Massimo Gianolli, infatti, dallo scorso anno ha deciso di puntare sulle aree cru del proprio vigneto da dedicare esclusivamente alla pratica dell’en primeur, ovvero all’investimento direttamente in botte di vino pregiato che sarà stappato solo dopo qualche anno. Una pratica d’uso comune nei grandi terroir Oltralpe. Ma rispetto al caso dei negociant francesi, gli investitori dell’en primeur “alla veneta” non sono quasi mai del settore e intervengono in qualità di appassionati e, sempre di più, per sperimentare nuove formule di investimento.

Con l'En primeur, cresce il numero di potenziali nuovi investitori pronti a scommettere su barrique di vino (225 litri) atto a diventare Amarone alla stregua di inediti futures finanziari
Cresce il numero di potenziali nuovi investitori pronti a scommettere su barrique di vino (225 litri) atto a diventare Amarone alla stregua di inediti futures finanziari

Cresce la voglia di En Primeur

“In un contesto di forte incertezza dell’economia e dei mercati”, ha spiegato Massimo Gianolli nel corso della festa, “questa formula cattura un interesse particolare, perché garantisce elevati rendimenti più sicuri e meno volatili rispetto a quelli dei mercati finanziari. Inoltre, per la cantina vuol dire anticipare i flussi finanziari di qualche anno, con indubbi benefici sul cash flow, sugli oneri finanziari e sui rischi di credito legati alla vendita”. E i riscontri sono giunti anche in questo 2020. Rispetto allo scorso anno, infatti, 13 nuovi investitori sono entrati a far parte del Club En Primeur che unisce appassionati di vino ed estimatori del brand de La Collina dei Ciliegi, che spesso si incontrano a Ca’ del Moro, per condividere pensieri e passioni, anche grazie all’esclusiva esperienza dei prelievi da botte per partecipare in prima persona, attraverso degustazioni nel tempo, all’evoluzione del proprio vino e, infine, alla sua messa in bottiglia. Un successo crescente, tanto che lo strumento dell’en primeur sta scalando posizioni a livello di strategie commerciali per la cantina di Erbin. “Entro 3 anni”, conferma Gianolli, “puntiamo a riservare il 75% del nostro Amarone cru Ciliegio al Club En Primeur, attraverso la sua espansione nazionale e internazionale”. A chi ama l’esclusività conviene muoversi per tempo.

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