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Route 66: il vino firmato da Torti Wines e Tony Moore arriva in Italia

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Si scrive Oltrepò Pavese ma si legge California. Puntando verso il sole il calice della selezione di vini di alta qualità Route 66, firmata da Torti, si sente odore e sapore dell’Orange County e la musica di Tony Moore, chitarrista degli Iron Maiden e membro dei Cutting Crew. Sono queste le suggestioni sinestetiche che abbiamo avuto la possibilità di apprezzare dal vivo all’evento esclusivo presso la Torti Wines. Un venerdì sera soleggiato e mite, quasi un regalo dopo la giornata piovosa, passato nella barricaia che ospita oltre 500 barrique nei quali fermenta l’inebriante Pinot Nero, anche vinificato in bianco. Usando le parole di Federico Gordini, presidente della Milano Wine Week, presente alla soireè (alla quale WineCouture ha partecipato): “Il vino ha bisogno di luoghi. L’Oltrepò è un territorio di grande importanza per il pinot nero e che ha potenzialità di mercato enormi in virtù dell’eccellenza e della qualità del prodotto”. Un territorio che sta cambiando, in un momento molto particolare e cruciale. E il cambiamento si concentra in nuove partnership, come quella triangolare tra l’eccellenza vinicola della famiglia Torti, il brand Route 66 e la firma apposta da Tony Moore per l’edizione speciale di un vino che riprende sull’etichetta la trama e il design del rocker americano.

Il progetto è ambizioso ma le bottiglie sono eccellenti. Storia, passione e tradizione: Torti Wines è l’ospite che mette a fattor comune musica e vino. La serata ha offerto una cornice esclusiva sul matrimonio che si è celebrato all’apertura della Milano Wine Week 2020. Spiega Patrizia Torti, General Manager dell’azienda agricola Torti: “La Milano Wine Week è il luogo ideale per presentare questo progetto, nel capoluogo della nostra regione che è da sempre città visionaria e moderna, innovativa e anticipatrice di tendenze. Proprio come la nostra azienda che grazie a questa nuova partnership con un marchio così prestigioso come Route66, vuole continuare a portare nel mondo l’eleganza del vino italiano”.

Le parole dette con la cantina alle spalle, tra le dolci colline che degradano lente ed eleganti rivestite dalle viti, cedono facilmente il posto all’orgoglio e al sentimento. Dice ancora Patrizia Torti: “Tutto quello che stiamo facendo e riusciamo a fare è merito della nostra famiglia, da sempre legata all’Oltrepò e sempre orientata a cogliere le occasioni future. Abbiamo sempre puntato sulla qualità, senza cedere ai facili richiami del mercato, e questa fedeltà al territorio, alle persone e al nostro essere ci contraddistingue, anche con l’avvento delle nuove generazioni”.

Persino Tony Moore cede al sentimento, quando racconta della prima volta che ha visitato le cantine, della simpatia empatica con la famiglia Torti che ha portato alla nascita dell’edizione speciale delle bottiglie Route 66 che recano la sua firma. E nell’occasione del primo incontro, Moore in una manciata di minuti ha scritto una ballata che è riecheggiata anche nella serata di overture: “No Torti, no party”. Che ha aperto il concerto esclusivo unplugged di Moore, caratterizzato da notevoli doti vocali. La scaletta si è dipanata a partire dalla sua hit più famosa dei Cutting Crew (“I just died in your arms tonight“) fino a cover di Elton John, Supertramp e perfino The Beatles.

Dice Damiano Antonelli, Co-Founder di Winetales: “Musica e vino sono due elementi che accompagnano la vita di molte persone e, quando in entrambi gli elementi c’è qualità, la differenza si percepisce e si apprezza. Per questo abbiamo sostenuto questo progetto con la nostra azienda, ma soprattutto perché in questo difficile momento esso permette di portare il vino italiano in giro per il mondo. Ne abbiamo davvero bisogno”.

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