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Stop al vino dopo le 18 in Lombardia, Federico Gordini: “Non scaricare incapacità gestione emergenza sugli imprenditori”

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Reduce dal successo di Milano Wine Week 2020, evento che ha dimostrato concretamente come si possano far convivere manifestazioni e sicurezza anche in tempo di Covid-19, anche Federico Gordini, presidente della kermesse meneghina, interviene sulle ultime misure di Regione Lombardia che vanno a colpire somministrazione e vendita, penalizzando ancora una volta un settore vino fortemente danneggiato in precedenza già dal lockdown della prima metà dell’anno. E il manager non le manda certo a dire, non soltanto per quanto riguarda lo stop al vino dopo le 18.

Stop al vino dopo le 18: “Garantire la possibilità di lavorare a chi rispetta le norme”

Oltre i provvedimenti di stop al vino dopo le 18: Federico Gordini (qui in una foto d'archivio con Michele Rimpici.di Cantina Urbana) è da sempre vicino alla ristorazione milanese, che ha voluto sostenere nel rilancio post lockdown anche in occasione dell'ultima Milano Wine Week
Federico Gordini (qui a sinistra in una foto d’archivio con Michele Rimpici di Cantina Urbana) è da sempre vicino alla ristorazione milanese, che ha voluto sostenere nel rilancio post lockdown anche in occasione dell’ultima Milano Wine Week

Tra i provvedimenti più insensati del 2020 è gara a tre tra il coprifuoco dalle 23 alle 5 in Lombardia, il blocco della vendita degli alcolici (vini compresi) dalle 18 in poi nei supermercati e nei negozi (con il delivery risparmiato) e la richiesta di chiusura nel weekend – sempre in Lombardia – di tutte le superfici di vendita extra settore food oltre i 250 metri quadri (praticamente il 90% dei negozi milanesi)”, esordisce Gordini sul suo profilo Facebook. “È assolutamente inaccettabile che vengano scaricate le responsabilità di una totale incapacità di gestione dell’emergenza sugli imprenditori e su centinaia di migliaia di lavoratori”, prosegue il presidente di Milano Wine Week. “Credo sia fondamentale ricordare che parliamo di imprese che nella quasi totalità dei casi hanno adeguato la loro attività alle norme in vigore, molto più di quanto abbiano fatto il trasporto pubblico e gli uffici della pubblica amministrazione”. Il numero uno della kermesse milanese del vino richiama, poi, la politica alle proprie responsabilità: “Lo Stato deve garantire la possibilità di lavorare intervenendo in maniera severissima nelle situazioni in cui le regole non vengono rispettate, non contribuire alla distruzione completa di un tessuto produttivo e occupazionale senza curarsi con misure adeguate dei danni economici e sociali derivanti da provvedimenti di scarsa efficacia”. E da questa considerazione, l’affondo e il monito di Gordini: “Affrontare e gestire questa emergenza parte da comportamenti individuali, non da editti senza senso. Ricordiamolo in ogni momento: il mix tra i comportamenti leggeri e non curanti di alcuni e l’incapacità di chi dovrebbe governare l’emergenza rischiano di creare dei danni collaterali permanenti al nostro Paese”.

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