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Consumi di spumanti: si annunciano feste effervescenti (nonostante il Covid-19)

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Autoctoni, italiani e per tutte le tasche: il Belpaese si conferma protagonista nelle vendite di bollicine nel mondo anche nell’anno del Covid-19. E i consumatori più “casalinghi” di sempre dimostrano, nonostante tutto, di non voler rinunciare a un simbolo delle feste, che tuttavia registra un effetto sostituzione: giù i top di gamma, Champagne in primis, su i prodotti più accessibili. Il risultato, secondo le stime sui consumi di spumanti nelle prossime festività rilasciate dall’Osservatorio del Vino di Unione Italiana Vini (Uiv) e da Ismea, è in linea con lo scorso anno sul fronte dei volumi, con 273 milioni di bottiglie tricolore vendute nel mondo sotto le feste (+1,3% sul 2019) di cui quasi 74 milioni in Italia (-2,3%), per un totale su scala globale di oltre 1,6 miliardi di calici made in Italy alzati. Diverso invece il trend a valore, segnalato complessivamente in contrazione del 9% tra domanda interna ed estera.

“Le vendite premiano la versatilità di gamma delle bollicine italiane”

Consumi di spumanti: nel 2020 premiata la maggior versatilità di gamma delle bollicine italiane, in grado di reagire con più elasticità alle dinamiche di mercato
Consumi di spumanti: nel 2020 premiata la maggior versatilità di gamma delle bollicine italiane, in grado di reagire con più elasticità alle dinamiche di mercato

Spiega il segretario generale di Unione Italiana Vini, Paolo Castelletti: 

“Le stime sulle vendite in Italia e all’estero in questa particolare congiuntura premiano la maggior versatilità di gamma delle bollicine italiane, in grado di reagire con più elasticità alle dinamiche di mercato. Occorre però ricordare come a fronte di una sostanziale tenuta dei volumi, anche i nostri sparkling stiano pagando un caro prezzo sulla partita del valore, all’estero come in Italia”. 

“Uiv”, conclude poi Castelletti, “ritiene quindi fondamentale monitorare un fenomeno da una parte ascrivibile al minor potere di acquisto dei consumatori e a un conseguente effetto sostituzione, dall’altra a inaccettabili condotte speculative riscontrate lungo le catene commerciali off e on line”.

In Italia consumi di spumanti in leggera flessione

Saranno oltre 77 milioni i tappi a saltare tra Natale e Capodanno in Italia. A venire premiati i consumi di spumanti tricolore sulle bollicine d'importazione
Saranno oltre 77 milioni i tappi a saltare tra Natale e Capodanno in Italia. A venire premiati i consumi di spumanti tricolore sulle bollicine d’importazione

Saranno oltre 77 milioni le bottiglie di bollicine consumate in Italia tra Natale e Capodanno, di queste solo 3,5 milioni parleranno straniero. A tavola, dunque, saranno le feste più autoctone degli ultimi anni. Complessivamente tra il 25 dicembre e la notte del 31 si stapperà un po’ meno (-2,8%) ma soprattutto per effetto del calo degli sparkling d’importazione (-12,5% meno del 5% del totale), con lo spumante italiano a -2,3% (quasi 74 milioni di bottiglie). Va meglio l’export tricolore, in crescita del 2,7% con quasi 200 milioni di spumanti italiani prossimi al consumo. Secondo il forecast Uiv-Ismea, le prossime feste varranno circa il 35% delle vendite annuali di sparkling in Italia, grazie alle vendite in Gdo e nei canali off-trade che terranno a galla un mercato del fuori casa in coprifuoco. Un effetto sostituzione della domanda italiana che se da un lato mitiga notevolmente la variazione in volume, in valore potrebbe creare al sistema una flessione del fatturato di oltre il 12%, previsto a circa 199 milioni di euro.

Dati in bottiglieFeste 2019Feste 2020
bottiglie 0,75 litri prodotte  269.383.388272.872.3171,3%
bottiglie 0,75 litri importate4.021.0023.518.377-12,5%
bottiglie 0,75 litri esportate194.027.728199.266.4772,7%
bottiglie 0,75 litri consumate in Italia79.376.66277.124.217-2,8%
di cui spumante italiano75.355.66073.605.841-2,3%
Le Bottiglie delle feste (elaborazione dati: Uiv-Ismea)

Il 2020 delle bollicine tricolore: meglio la domanda estera

La produzione totale di spumanti tricolore nel 2020 si dovrebbe confermare sugli stessi livelli dello scorso anno, a 776 milioni di bottiglie a fronte di un mercato d’importazione che non arriva a 10 milioni di pezzi (-12,5%). L’incidenza dell’export a volume supera il 73% e quest’anno ha premiato soprattutto le denominazioni export oriented, mentre quelle a Metodo Classico, il cui mercato è più indirizzato all’Horeca italiana, hanno avuto maggiori problemi.

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