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Cantina di Soave tiene la barra dritta: fatturato a 121 milioni di euro

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Per Cantina di Soave il 2020 si dimostra anno in chiaroscuro, laddove rapportato ai record del bilancio precedente, ma in generale soddisfacente, se si guarda ai numeri nel loro complesso. I soci della cooperativa veneta hanno infatti approvato la chiusura d’esercizio 2019/2020, che parla, nonostante la pandemia in corso, di risultati validi per i 2.100 viticoltori. Il Gruppo Cantina di Soave registra, infatti, un fatturato consolidato di 121 milioni di euro, per una liquidazione complessiva delle uve ai soci pari a 52,5 milioni di euro e una redditività media per ettaro di oltre 9mila euro.

Un passo indietro fisiologico in un anno complicato

Guidata dal direttore generale Wolfgang Raifer, tiene la barra dritta Cantina di Soave anche nel tormentato anno 2020 per il mondo del vino
Guidata dal direttore generale Wolfgang Raifer, tiene la barra dritta Cantina di Soave anche nel tormentato anno 2020 per il mondo del vino

“Il comparto risente degli strascichi della raccolta 2018, la cui abbondanza ha determinato meno ricavi a parità di volume venduto. A tutto ciò si è quindi aggiunta una contrazione degli acquisti nei principali mercati, acuita dall’emergenza sanitaria. Senza dimenticare che l’aumento notevole di superficie vitata in Veneto ha comportato un aumento graduale dell’offerta con inevitabili conseguenze per i prezzi di vendita”. Wolfgang Raifer, direttore generale di Cantina di Soave, chiarisce i motivi dietro a quello che è il passo indietro fisiologico compiuto nei numeri dalla realtà veneta dopo le performance record di 12 mesi fa, dove il fatturato consolidato 2018/2019 aveva raggiunto quota 136 milioni di euro, gli utili distribuiti ai soci avevano toccato i 74 milioni di euro e le esportazioni erano cresciute del 6%.

Cifre che, a fronte delle molteplici complicazioni che hanno funestato quest’anno il comparto vino non è stato possibile ovviamente replicare, come spiega Raifer:

“La pandemia ha provocato e continuerà a provocare cambiamenti fino a qualche mese fa impensabili. Si tratta di trasformazioni con cui ci troveremo a dover fare i conti quasi quotidianamente. Inoltre, ci sono state delle evoluzioni radicali nei consumi che si ripercuoteranno anche sulle abitudini future”.

I motivi per sorridere di Cantina di Soave

Eppure, nonostante l’impatto negativo del Covid-19 che ha bloccato per mesi l’intero canale Horeca e la discesa dei prezzi che ha colpito tutte le tipologie, dai vini da tavola a quelli Doc, Cantina di Soave ha saputo ben difendere le posizioni, andando a ritrovare anche diversi spiragli di positività.

Una redditività media per ettaro di oltre 9mila euro per i soci di Cantina di Soave nell'ultimo bilancio d'esercizio
Una redditività media per ettaro di oltre 9mila euro per i soci di Cantina di Soave nell’ultimo bilancio d’esercizio

È ancora il suo direttore generale, infatti, a sottolineare:

A fronte di un crollo delle vendite nel canale Horeca, si è assistito ad un boom delle stesse nella Gdo, dove da gennaio a novembre 2020 si registra un +6% nel comparto vini. Tale crescita si è tradotta in una buona performance dei vini spumanti e dei vini Doc. Il consumatore privilegia sempre di più i vini premium, a dispetto dei vini di primo prezzo. E Cantina di Soave, grazie alla struttura e strategia commerciale di cui si è dotata negli anni, è riuscita ad adeguarsi velocemente ai cambiamenti imposti dal mercato”. 

La differenziazione dell’offerta ci ha permesso di mantenere le posizioni commerciali nei vari segmenti di mercato: canale moderno e online. Risulta positivo l’andamento sia dei prodotti a nostro marchio (+4%), sia delle private label (+8%). Grazie agli investimenti di questi anni Cantina di Soave porterà comunque avanti il suo percorso di crescita garantendo ai soci una remunerazione delle uve al di sopra del valore di mercato e dei competitor”. 

Tutti i numeri del bilancio d’esercizio 2019/2020

Ma cosa evidenzia ancora il bilancio d’esercizio 2019/2020 di Cantina di Soave. In termini di valore, il fatturato di 121 milioni di euro è stato determinato per il 58% dalle vendite nazionali e per il 42% da quelle internazionali. Con mercati esteri ad aver registrato un aumento complessivo del 6%, in scia dunque alle performance di crescita dello scorso anno.

Cadis, Maximilian, Rocca Sveva, Poesie, Settecento33 ed Equipe5 si confermano i marchi a maggior forza commerciale per Cantina di Soave
Cadis, Maximilian, Rocca Sveva, Poesie, Settecento33 ed Equipe5 si confermano i marchi a maggior forza commerciale per Cantina di Soave

Si riconferma, poi, l’equilibrio tra le vendite di confezionato e sfuso: rispettivamente il 54% e il 46% del fatturato. Mentre la seconda tipologia ha subito un rallentamento nei ritiri, la prima ha segnato un aumento del +19% in volumi e del +7% in valore recuperando in parte il calo subito dallo sfuso (-12%) in volumi. Il dato del prodotto confezionato è molto significativo se si pensa che la ricerca di un suo maggior peso rientra da sempre tra le strategie dell’azienda. 

All’interno dell’imbottigliato emerge anche una buona ripartizione tra le vendite a marchio e le private label, rispettivamente 40% e 60%. Tra i primi, quelli di maggior forza commerciale si confermano Cadis, Maximilian, Rocca Sveva, Poesie, Settecento33 ed Equipe5. Tutto ciò dimostra come la strategia di diversificazione dei canali e la promozione dei marchi intrapresa negli anni da Cantina di Soave si sia rivelata, ancora una volta, efficace nella salvaguardia delle posizioni commerciali e del mantenimento del reddito. Come dimostra anche, in tema di capitalizzazione aziendale, un patrimonio netto in aumento e che ha superato i 65,8 milioni di euro, a fronte di un cash flow operativo di 8,2 milioni di euro e un utile di esercizio di oltre 500mila euro.

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