L’ex ministro Centinaio assicura battaglia in Senato per le enoteche “discriminate”

Non è certo archiviata neanche nelle aule della politica la vicenda delle enoteche “discriminante” dal nuovo Dpcm. Ieri, l’interrogazione alla Camera del deputato Andrea Dara, in quota Lega, che ha domandato spiegazioni al ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, in merito all’assurdità di un provvedimento che consente la vendita di vino nei supermercati dopo le 18, ma non nei negozi specializzati con codici Ateco 47.25. Dopo il question time, immediata è arrivata la replica delle associazioni degli enotecari alla chiusura di ogni dialogo da parte del numero uno del Mise. Ma la vicenda non si può dire certo conclusa così. Già, perché dopo essere stato interpellato sulla questione per un commento da WineCouture, Gian Marco Centinaio, senatore della Lega ed ex ministro all’Agricoltura, promette battaglia.

L’ex ministro Centinaio assicura battaglia in Senato per le enoteche “discriminate”
L’ex ministro Centinaio assicura battaglia in Senato per le enoteche “discriminate”

Il sostegno del senatore Centinaio alle enoteche italiane

Il senatore Centinaio, capodipartimento Agricoltura della Lega, ci fa pervenire la seguente nota che riportiamo nella sua interezza e che è sottoscritta insieme a Gianpaolo Vallardi, presidente della commissione Agricoltura a Palazzo Madama, Giorgio Maria Bergesio, capogruppo, William De Vecchis e Rosellina Sbrana, componenti della medesima commissione:

Questo governo raccogliticcio e arrogante non smette di fare danni, e anziché rispondere alle esigenze dei cittadini, fa il moralizzatore e addirittura il censore. Nella risposta all’interrogazione sollevata dal collega Dara alla Camera durante il question time, il ministro Patuanelli ha chiarito quali siano i contenuti alla base della chiusura imposta alle ore 18 alle rivendite di bevande alcoliche che rispondono al codice Ateco 47.25, vale a dire le enoteche”. 

Ci si stupisce a verificare che il ministro Patuanelli se la prenda con una enoteca di Trieste, la sua città, rea di aver prodotto involontari assembramenti e si comprende la natura dell’ordinanza dal suo stesso ministero emanata: punire senza ascoltare, anzi usare da esempio per censurare gli esercenti”.

Bene la tutela della salute pubblica, basta invece con la spocchia e col moralismo: lo sa, il ministro Patuanelli, quante realtà hanno chiuso i battenti, quanti imprenditori della filiera vinicola hanno cessato l’attività? Presenteremo un’interrogazione al Senato sull’accaduto e soprattutto per capire da che parte sta il ministro: se con i burocrati che non escono mai dai Palazzi o se vicino alle imprese che chiedono solo di lavorare. La Lega la sua scelta l’ha fatta da tempo”.

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