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Governo, Orlando (Pd): “Nessuno dei responsabili al Mipaaf”

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Dopo la fiducia giunta in Senato per il rotto della cuffia al Governo Conte (bis), vi abbiamo raccontato dell’uscita dell’ormai arcinoto Lello Ciampolillo, indubbiamente una delle figure più pittoresche tra i cosiddetti “responsabili” che stanno sostenendo la continuazione dell’esperienza dell’attuale esecutivo. Il senatore pugliese, l’uomo che ha cercato, tra l’altro, di prendere la residenza su un albero, non aveva, infatti, immediatamente celato le proprie ambizioni: “Certamente mi farebbe piacere un ruolo da sottosegretario o addirittura da ministro dell’Agricoltura, una materia che mi piace tanto”, aveva reso noto ai microfoni fuori da Palazzo Madama. Apriti cielo (o quasi), come vi abbiamo riportato. Tanto da spingere ora i rappresentanti della maggioranza al Governo ai primi distinguo. Eppure, il nodo resta, dato che dopo le dimissioni di Teresa Bellanova e l’assunzione dell’interim da parte del Premier – che però ha dichiarato di non voler conservare l’incarico più del necessario –, il ministero delle Politiche agricole rimane ancora senza una guida. Nonostante i candidati abbondino, a iniziare dalle fila dei cosiddetti “responsabili”.

Il ministero dell’Agricoltura non andrà a nessuno dei “responsabili” 

Dalle parole di Andrea Orlando, vice segretario del Pd, parrebbe scongiurato il pericolo di vedere il senatore Lello Ciampolillo o un altro dei "responsabili" alla guida del Mipaaf
Dalle parole di Andrea Orlando, vice segretario del Pd, parrebbe scongiurato il pericolo di vedere il senatore Lello Ciampolillo o un altro dei “responsabili” alla guida del Mipaaf

“Escludo che sarà dato un posto di governo, che sia l’Agricoltura, la Famiglia o il sottosegretariato agli Esteri, a uno dei ‘responsabili’ che hanno votato la fiducia al governo Conte”. Le parole del vice segretario del Partito Democratico, Andrea Orlando, ieri sera da Riccardo Formigli, a Piazza Pulita, su La7, sono state però nette. E insomma, parrebbe scongiurato il pericolo di vedere il vegano Lello Ciampolillo (che verrà, dunque, solo ricordato per aver portato la Var in parlamento) al ministero dell’Agricoltura.

Stesso discorso per il più papabile Riccardo Nencini o per altre fantasiose ipotesi come Mariarosaria Rossi, ex segretaria di Silvio Berlusconi. La partita, però, resta aperta: in mezzo a questa crisi il nome del successore di Teresa Bellanova non è stato ufficialmente presentato e l’agricoltura resta ancora una volta in attesa. Quanto alle sorti dell’esecutivo più in generale, Orlando è stato piuttosto pessimista: “Si va verso le elezioni, proprio quello che temevamo”.

Agroalimentare ancora una volta al palo

Responsabili o meno, appare chiaro, ancora una volta, che la decisione per quel che concerne il Mipaaf non avrà nulla a che vedere con i temi agricoli
Responsabili o meno, appare chiaro, ancora una volta, che la decisione per quel che concerne il Mipaaf non avrà nulla a che vedere con i temi agricoli

L’agroalimentare, dunque, resta al palo. Tutto dimenticando che il settore vale circa il 25% del Pil, un dato che i politici sembrano ricordare solo quando c’è da inaugurare una fiera o partecipare a un convegno. E appare chiaro, ancora una volta, che la decisione per quel che concerne il Mipaaf non avrà nulla a che vedere con i temi agricoli. Ribadendo il dato di fondo: l’agricoltura è senza guida, il paese senza un governo. Magari è meglio così.

Questa analisi riprende l’approfondimento originariamente pubblicato dall’autrice su InsiderDairy.com

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