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Il Dpcm 14 Gennaio “discrimina” enoteche danneggia tutta la filiera: j’accuse dei Vignaioli

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Non solo le enoteche. Anche i Vignaioli Indipendenti si dichiarano “discriminati” dall’ultimo Dpcm del 14 gennaio che impedisce la vendita per asporto di qualsiasi bevanda alcolica dalle ore 18 ai negozi specializzati, lasciando invece libertà in merito alle altre categorie commerciali, più specificatamente i supermercati.

Con ristoranti ed enoteche chiusi, la Fivi non può infatti che prendere atto della difficoltà in cui versa tutta la filiera, unendosi congiuntamente all’appello di Andrea Terraneo, presidente di Vinarius, che ha denunciato l’anomalia e chiesto spiegazioni al Governo anche grazie all’interrogazione parlamentare, presentata dall’onorevole in quota Lega, Andrea Dara, in data 20 gennaio alla Camera.

Dpcm del 14 gennaio: la Fivi denuncia le conseguenze sulla filiera

Le norme "discrimina" enoteche introdotte con il Dpcm 14 gennaio stanno danneggiando anche i piccoli artigiani del vino, come denuncia la Fivi
Le norme “discrimina” enoteche introdotte con il Dpcm 14 gennaio stanno danneggiando anche i piccoli artigiani del vino, come denuncia la Fivi

L’attuale situazione di incertezza e precarietà dovuta anche alla mancanza di ristori, infatti, aumenta l’apprensione dei tanti Vignaioli Indipendenti che, a fatica, continuano a coltivare le loro vigne.

Spiega Matilde Poggi, presidente della Fivi, facendo il punto sulla situazione dopo ormai 12 mesi di restrizioni e un sostanziale azzeramento degli sbocchi di mercato per tanti piccoli produttori: 

I Vignaioli, come molte altri operatori del settore Horeca e di altre categorie, sono stati pesantemente indeboliti dai mesi di chiusura forzata e dalle norme sull’asporto e sugli orari di apertura di enoteche e ristoranti”. 

“Le nuove decisioni del Governo stanno portando pesanti conseguenze su tutta la filiera. Le misure intraprese finora sono per lo più adatte alla grande industria, e dimenticano l’esercito di piccoli produttori artigiani del vino che, con il settore della ristorazione chiuso, ha sofferto più degli industriali che hanno una clientela più diversificata”. 

A nome dei tanti piccoli artigiani del vino, la numero uno dei Vignaioli Indipendenti conclude esplicitando una richiesta per l’immediato futuro: 

Ribadiamo la necessità di permettere a tutti di riaprire le attività per lavorare in sicurezza, rispettando le regole, e auspichiamo maggiori controlli per garantire che queste vengano rispettate”.

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