La Valpolicella regge l’urto della pandemia e si scopre multicanale

Gdo, enoteche, e-commerce, vendita diretta, club del vino, con un occhio sempre rivolto oltreconfine. In attesa della ripresa del fuori casa, con la ristorazione e il turismo ancora sostanzialmente fermi ai box, la Valpolicella si interroga sui canali di vendita più accessibili per il vino di qualità in tempi di Covid-19. Canali che hanno registrato in diversi casi repentine mutazioni destinate a diventare strutturali, come rilevato l’apertura della Annual Conference organizzata dal Consorzio tutela vini Valpolicella in edizione digitale e in scena fino a domani.

Il 2020 una mezza vittoria per la Valpolicella? Non per i piccoli

Circa 64 milioni di bottiglie pronte alla vendita quelle prodotte dal sistema Valpolicella nel 2020
Circa 64 milioni di bottiglie pronte alla vendita quelle prodotte dal sistema Valpolicella nel 2020

“Nel 2020 abbiamo prodotto circa 64 milioni di bottiglie pronte alla vendita: è un bel risultato in linea con i dati dell’anno precedente, nonostante il prezzo medio sia un po’ calato”, evidenzia il presidente del Consorzio, Christian Marchesini, scattando una fotografia agli ultimi 12 mesi.

“Considerato tutto quello che è successo potremmo dire che è una mezza vittoria, ma non lo facciamo: troppe piccole aziende del vino hanno pagato il gap della ristorazione, e non sono riuscite ad allargare le vendite agli altri canali distributivi”.

Gdo ed export le ancore di salvezza degli ultimi 12 mesi

Sotto la lente d’ingrandimento, analizzando l’ultimo anno, la crescita e l’evoluzione della domanda nella Grande distribuzione in Italia e all’estero, come registrato dalla statunitense Wilson Daniels, azienda leader nell’importazione e distribuzione di prodotti d’alta gamma con 45 marchi europei luxury in portfolio.

Anche per i vini della Valpolicella, l’evoluzione della domanda negli scorsi 12 mesi è passata dalla Grande distribuzione in Italia e all’estero
Anche per i vini della Valpolicella, l’evoluzione della domanda negli scorsi 12 mesi è passata dalla Grande distribuzione in Italia e all’estero

Alessandro Boga, brand manager per l’Italia, così ha raccontato in diretta dagli Stati Uniti:

Nel retail Usa assistiamo a un forte incremento delle vendite di vini di alta gamma. Nel 2020 i segmenti ‘luxury’ (oltre i 20 dollari a bottiglia), ultra e super premium (da 10 a 20 dollari) sono cresciuti a valore in Gdo rispettivamente del 26% e del 23% e oggi incidono per più del 50% sull’intero fatturato vino”. 

Sale il retail ma scende il fuori casa. I dati ricavati dal portfolio Wilson Daniels riflettono infatti l’effetto sostituzione delle modalità di consumo operato sul primo mercato al mondo per l’Amarone e il vino italiano, con l’Horeca che in un anno ha registrato una contrazione della sua quota di mercato dal 57% al 35% e con l’off trade protagonista di un percorso inverso (dal 43% al 65%), con i vini della Valpolicella a +70%. Sullo sfondo, il boom di vendite online sul portale wine.com, che schizzano a +142%, e il raddoppio del mercato nel canale dei wine club. 

In Italia e nel mondo vince la scelta multicanale

In crescita anche la Gdo italiana, come rilevato dal responsabile alcolici di Coop Italia, Francesco Scarcelli:

“L’incremento del fatturato vino nel 2020 è stato importante, attorno al 5,5%, con un leggero aumento dei prezzi (+1,5%) dato anche dalle minori promozioni. Stiamo assistendo a politiche diverse da parte di brand che fino a poco tempo fa non approcciavano la grande distribuzione mentre oggi la ritengono un canale interessante per i propri prodotti di alta gamma”.

Multicanalità elemento fondamentale per il futuro, come ha evidenziato anche Denis Pantini, che con Nomisma Wine Monitor ha analizzato per il Consorzio gli impatti del Covid sulle vendite di vino. 

“L’Italia soffre meno dei suoi principali competitor proprio per una sua maggior diversificazione della distribuzione di vino nel mondo. Una componente che ha favorito anche i vini della Valpolicella, in particolare all’estero”, ha sottolineato Pantini. 

“In Italia, l’e-commerce è partito in sordina ma lo scorso anno ha registrato il raddoppio del proprio giro d’affari, oggi a 200 milioni di euro. Un fenomeno strutturale e non più solo dettato dall’emergenza, ma che – è bene ricordarlo – vale il 7% del fatturato vino della Gdo”. 

I vini veronesi leader nelle vendite in Signorvino

Valpolicella protagonista poi negli store Signorvino, enoteca del made in Italy diffusa con 21 punti vendita nel Nord e nel Centro del Belpaese che lo scorso anno ha visto i vini rossi primeggiare con una incidenza a valore sulle vendite al 45% (30% gli sparkling).

La Denominazione Valpolicella è uno dei prodotti leader di Signorvino, con un’incidenza sulla spesa di vini rossi al 35%
La Denominazione Valpolicella è uno dei prodotti leader di Signorvino, con un’incidenza sulla spesa di vini rossi al 35%

Evidenzia il brand manager, Luca Pizzighella:

La pandemia ha accelerato il trend di maggior spesa per bottiglia, un processo di premiumizzazione generato dal maggior potere di acquisto determinato dalla chiusura della ristorazione”. 

La Denominazione Valpolicella è uno dei prodotti leader di Signorvino, con un’incidenza sulla spesa di vini rossi al 35% e con l’Amarone che rappresenta il 52% degli acquisti dei prodotti del territorio, seguito dal Ripasso (38%)”.

La domanda del re della Valpolicella prevale infine sulle altre due grandi denominazioni rosse italiane: l’Amarone rappresenta il 9% dei volumi commercializzati, contro il 4% del Barolo e il 3% del Brunello di Montalcino. 

La Valpolicella conquista anche l’e-commerce

Positive le performance dei vini della Valpolicella sul portale Callmewine
Positive le performance dei vini della Valpolicella sul portale Callmewine

Per Callmewine, e-commerce da oltre 1.500 aziende con 9mila etichette, l’exploit della rete dello scorso anno ha determinato un raddoppio del fatturato. Positive le performance dei vini della Valpolicella, secondo il fondatore, Paolo Zanetti:

L’incremento sui volumi è stato dell’84%, grazie in particolare al Valpolicella e all’Amarone. A valore le vendite della Docg rappresentano il 55% del totale, con il Ripasso al 28%, il Valpolicella (classico e superiore) al 17% e il Recioto all’1%”.

Sul portale online, la prima regione per bottiglie vendute è la Lombardia (31%) seguita da Veneto (12%), Lazio ed Emilia-Romagna (11%). 

3 pensieri su “La Valpolicella regge l’urto della pandemia e si scopre multicanale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto