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“La via selvatica”: furia e dolcezza del clima al centro delle conversazioni sulla natura targate Ceretto

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12 dialoghi, a far emergere le esperienze di ciascun interlocutore protagonista. Un percorso lungo un anno, a indagare la natura selvatica e autentica, le sue regole immutabili, la sua ostinata capacità di ripetersi, la sua ricerca di un’armonia smarrita, di un equilibrio virtuoso in cui l’uomo sia capace di interagire con rispetto. Ma soprattutto nella consapevolezza che la vera protagonista è proprio lei: la natura. Si compone di questo il progetto “La via selvatica”, cui hanno dato vita online la famiglia Ceretto e Matteo Caccia. Un’iniziativa, quella promossa dalla cantina piemontese, che ha preso il via lo scorso settembre e che in questo mese di marzo avrà come protagonista il metereologo Luca Mercalli.

12 dialoghi nei luoghi del vino Ceretto

Con “La via selvatica” un funambolo, un paesaggista, una lupologa, un allenatore sportivo, un musicista, ma anche una chef, un meteorologo, una scrittrice, uno storico, un navigatore, un semiologo e un esploratore, in un percorso lungo un anno, rivelano l’essenza più autentica dell’uomo, necessaria per essere nuovamente capaci di ascoltare la natura e vivere in equilibrio con essa. 

Scenario di questi dialoghi i luoghi intatti e autentici all’interno dei territori Ceretto – dalle vigne, al ristorante Piazza Duomo, alla Cappella del Barolo, alla Casa d’artista, passando per le cantine della Tenuta Monsordo Bernardina e Bricco Rocche – sintesi di cura e valorizzazione del territorio. 

I dialoghi de “La via selvatica” hanno come scenari i luoghi del vino all'interno dei territori Ceretto, come la Tenuta Monsordo Bernardina
I dialoghi de “La via selvatica” hanno come scenari i luoghi del vino all’interno dei territori Ceretto, come la Tenuta Monsordo Bernardina

“La via selvatica” mette il cambiamento climatico al cuore di un nuovo racconto 

Da venerdì 12 marzo, tappa a segnare il superamento di metà del cammino, le conversazioni de “La via selvatica” proseguono con la visione e l’ascolto del metereologo Luca Mercalli in dialogo con Matteo Caccia.  

“Non dobbiamo preoccuparci di salvare il pianeta, ma di salvare l’umanità”: questo il grande insegnamento di Luca Mercalli che racconta cosa significa provare a vivere una quotidianità meno addomesticata per tornare ad una vita più sostenibile. È introdotta così la conversazione dal titolo “La furia e la dolcezza del clima”, dove il noto metereologo spiega:

Il clima cambia sempre, è sempre cambiato. Il clima è cambiato, ma soprattutto è diventato più caldo. Nella storia del mondo ci sono stati periodi glaciali, periodi tropicali. Il problema è che da circa cento anni a questa parte il cambiamento non è più naturale, ma è originato da noi, dalle nostre attività. Fino a ieri i cambiamenti climatici erano del tutto naturali: l’uomo li subiva, si adattava, oggi sappiamo che la causa è la combustione dei materiali fossili. Se collassano i suoli che cementifichiamo, se il clima diventa troppo violento, la vita come la conosciamo noi collassa, magari se ne forma un’altra; è già successo nella storia della terra, ci sono state cinque estinzioni di massa, circa 64 milioni di anni fa, quasi tutti muoiono, chi resiste dà luogo ad un nuovo ramo evolutivo. Io lavoro per far evitare di far parte dell’estinzione”.

“La furia e la dolcezza del clima”: questo il titolo della conversazione che vede protagonista il metereologo Luca Mercalli a “La via selvatica”
“La furia e la dolcezza del clima”: questo il titolo della conversazione che vede protagonista il metereologo Luca Mercalli a “La via selvatica”

Chi è il metereologo Luca Mercalli

Nato a Torino nel 1966, Luca Mercalli è direttore della rivista Nimbus, presiede la Società Meteorologica Italiana, associazione nazionale fondata nel 1865. Si occupa di ricerca su climi e ghiacciai alpini, insegna Sostenibilità ambientale in scuole e università in Italia (Università di Torino-Ssst), Svizzera e Francia e la pratica in prima persona, vivendo in una casa a energia solare, viaggiando in auto elettrica e coltivando l’orto. Consulente dell’Unione Europea, è consigliere scientifico di Ispra-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Per RAI ha lavorato a Che tempo che fa, Scala Mercalli e TGMontagne e Rainews24. Editorialista per Il Fatto Quotidiano, ha lavorato per la Rai, La Repubblica e La Stampa e ha al suo attivo migliaia di articoli e conferenze.

“La via selvatica”: il calendario dei prossimi appuntamenti

L’intervento di Luca Mercalli, come tutti quelli che l’hanno preceduto e che seguiranno, sono trasmessi e resi fruibili online ogni 12 del mese sul sito di Ceretto.

Il calendario vede come prossimi appuntamenti:

  • 12 aprile: Mia Canestrini, lupologa

Il ritorno dei lupi

I lupi sono tornati, o forse non se ne sono mai andati. Ce ne siamo accorti quando noi uomini abbiamo iniziato a disinteressarcene lasciando liberi e intatti gli spazi che i lupi si sono ripresi.

  • 12 maggio: Nadia Terranova, scrittrice

La scrittura selvaggia, da Pavese a…

Scrivere è un gesto solitario e selvaggio che deve infrangere le regole del civico pudore per liberare la sua energia. Scrivere è non essere domestici.

  • 12 giugno: Franco Cardini, storico

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La storia ci insegna qualcosa? La storia delle religioni ci racconta chi siamo? Addomesticare il passato per comprendere un presente che spesso ci sfugge.

  • 12 luglio: Tommy Kuti, musicista

La musica non addomesticata

Il Rap, la musica delle periferie, la voce di chi non aveva voce. Come le parole cesellate e incastonate in rime e versi liberano forze nuove in chi le ascolta.

  • 12 settembre: Stefano Bartezzaghi, semiologo

“Salvatico è chi si salva” (Leonardo da Vinci)

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