Angela Velenosi lancia la sfida ai maestri provenzali del rosé

Uno dei più iconici vini firmati da Angela Velenosi cambia volto. E lo fa lanciandosi ambiziosamente all’inseguimento di chi è maestro nella declinazione in rosa: la Provenza. Ma offrendo una chiave autoctona a un genere oggi sulla bocca e nei calici di sempre più consumatori.

Le “nuove” suggestioni del rosa

Nuova forma e nuova veste per la bottiglia del Rosato Velenosi
Nuova forma e nuova veste per la bottiglia del Rosato Velenosi

“Nell’arte la Rosa è un simbolo di completezza e la spirale dei suoi petali rappresenta la profondità del mistero della vita. In essa si fondono due anime: quella della grazia effimera e delicata che ispira i poeti e quella della voluttà e della passione che muove gli amanti. Proprio per la sua completezza, il progetto enologico che ci ha portato al nuovo Rosato Velenosi prende ispirazione dalla Rosa”: è con stile ricco di suggestioni, che da sempre ne contraddistingue la narrazione, che Angela Velenosi parla del profondo restyling che ha interessato il Rosato Marche Igt prodotto dalla sua cantina.

Un’etichetta che guarda sempre più ai grandi nomi della Provenza e che ha trovato analogie non solo cromatiche ma anche concettuali con il fiore simbolo per eccellenza della grazia e della seduzione.

Velenosi e il rosé che strizza un occhio alla Provenza del vino

Sono una grazia e una seduzione, quelle che traspaiono nel “nuovo” Rosato Velenosi, che si rintracciano un sorso dopo l’altro: al colore rosa quarzo brillante fanno eco un naso intenso e floreale – con sentori di rosa e viola che poi aprono a note di piccoli frutti rossi – e un palato piacevole per freschezza e mineralità, sostenuto dalla buona struttura tipica del vitigno di provenienza, il Montepulciano.

Evidenzia Marianna Velenosi, responsabile marketing di Velenosi Vini:

“Ogni dettaglio svelato nel tentativo di catturare la complessità di questo vino finisce per essere riduttivo. Rosato è sensuale, vellutato, profumato, è un invito a riscoprire la tensione verso la bellezza autentica, soprattutto in questo momento, dove il desiderio di circondarsi di elementi che gratifichino i cinque sensi è ancora più forte. È il piacere sottile e affascinante della seduzione”.

Come nasce il Rosato Velenosi

Ma di cosa parliamo quando parliamo del Rosato Velenosi in bottiglia lo spiega Matteo Velenosi, enologo e responsabile della ricerca e sviluppo della cantina:

“La vendemmia 2020 dei grappoli destinati al Rosato è iniziata nella prima decade di settembre nella tenuta di Castel di Lama. Le rese sono state di alta qualità con diverse punte di eccellenza per quanto riguarda i vitigni a bacca rossa, con buon accumulo di antociani e periodo di maturazione ottimale”.

Le uve utilizzate per dare vita al Rosato Velenosi giungono dai vitigni della tenuta di Castel di Lama
Le uve utilizzate per dare vita al Rosato Velenosi giungono dai vitigni della tenuta di Castel di Lama

Poi, il processo di vinificazione in cantina, dove le uve vengono diraspate e convogliate in pressa, vede un inizio in cui tutto l’ambiente è inertizzato con neve carbonica, in modo che non si vadano a perdere i profumi primari.

A seguito delle prime fasi di leggera pressatura, si ricava il mosto fiore poi utilizzato per la produzione. La fermentazione avviene ad una temperatura di circa 14/15° C, al termine della quale il vino è mantenuto per qualche mese sulle fecce fini per incrementarne la struttura finale.

Forme che si rinnovano per lanciare la sfida ai maestri francesi

A completare il restyling nel progetto Rosato concorre anche la bottiglia. Oltre alla veste grafica, completamente rinnovata e da cui ora emergono petali e boccioli di rosa stilizzati, anche la forma cambia, quasi a strizzare l’occhio alle grandi Maison francesi, che della vinificazione in rosé sono principali interpreti. Ma la sfida lanciata ai maestri d’Oltralpe è solo all’inizio per Velenosi.

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