La Lugana di Tommasi è ancor più ricca: con il lancio dell’annata 2020, l’annuncio della nuova Riserva 2018 Le Fornaci

Cresce ancora e si fa più ricco il progetto Le Fornaci, interpretazione della Lugana di Tommasi. Dopo essere uscito allo scoperto, il Gruppo è pronto nuovamente a stupire, dando vita a ulteriori declinazioni del proprio omaggio al Lago di Garda. Iniziando dall’ideale connubio tra vitigni e territorio, con la presentazione della nuova annata di quello che ormai è un grande classico della scuola vitivinicola veronese, il Lugana Doc 2020, e accompagnandolo con l’annuncio di una novità che già avevamo svelato in anteprima qualche mese fa, in un primo timido approccio a questo upgrade ancora in fieri, e che entro la fine dell’estate sarà pronta a fare il suo debutto: la Riserva 2018.

Cresce il progetto Le Fornaci: arriva l’annata delle conferme

Si fa ancora più ricco il progetto Le Fornaci, interpretazione della Lugana di Tommasi
Si fa ancora più ricco il progetto Le Fornaci, interpretazione della Lugana di Tommasi

L’annata 2020 del Lugana Doc Le Fornaci fa capolino confermando, anche nei numeri, l’approdo di quel che è stato un processo di crescita progressivo che ha preso il via nel 2016 per individuare la sua prima reale stabilizzazione nel 2019. Sono 350mila le bottiglie prodotte, a seguito di una vendemmia in cui le uve si sono presentate “con una buona quantità di grappoli in pianta”, come raccontano dall’azienda. 

“La produzione si è attestata su quantitativi medi, mentre la qualità potenziale è alta grazie al buon mantenimento del livello acidico”.

Poi, la vendemmia: “Da metà settembre, fatta a mano ed anche a macchina di notte, per velocizzare l’intervento e preservare il più possibile profumi e aromi”.

Sul progetto Le Fornaci Lugana, tuttavia, la famiglia Tommasi non si è limitata alle conferme, in questo 2021, ma ha scelto anche di rilanciare. E così, nei prossimi mesi sarà pronta a emozionare con una nuova “variazione sul tema”.

La novità Lugana Doc Riserva 2018

In perfetto orario sulla tabella di marcia che l’azienda si era prefissata, è fissato in agenda per il prossimo settembre l’arrivo della Riserva 2018 del Lugana Doc Le Fornaci. Un nuovo passo in avanti nel disegno della famiglia Tommasi. O meglio sarebbe dire: verso l’alto. Per un prodotto che è frutto di una selezione manuale delle uve più importanti, così da offrire un grande vino, intenso e complesso.

Targata Le Fornaci, in scia alla nuova annata 2020 del Lugana Doc, farà il suo debutto la Riserva 2018
Targata Le Fornaci, in scia alla nuova annata 2020 del Lugana Doc, farà il suo debutto la Riserva 2018

“Il Lugana è un vino elegante e intenso, che racchiude i profumi delicati e freschi del Lago di Garda”, spiega Giancarlo Tommasi, enologo di Tommasi Family Estates. 

“È anche un vino storico, capace di esprimere le qualità di un territorio unico che la nostra famiglia, da generazioni, è impegnata a valorizzare”.

“Il progetto Le Fornaci è nato proprio per questo, per rendere omaggio a paesaggi incredibili e a una regione vinicola tra le più vocate d’Italia attraverso i vini che produciamo, l’enoturismo e soprattutto quella cultura dell’ospitalità che da sempre ci contraddistingue”. 

“Il 2021, sulla scia dell’anno passato, non sarà probabilmente un anno facile, ma abbiamo deciso di puntare in alto e di dare un segnale: la famiglia Tommasi c’è e grazie al lavoro appassionato delle donne e degli uomini nelle nostre tenute ed è pronta a presentare novità entusiasmanti”.

E così, ad accompagnare l’esordio della nuova annata 2020, farà il suo debutto la Riserva 2018: 

“Un vino che esprime l’esaltazione della massima espressione del lago di Garda, la nostra idea di perfetta unione tra vitigno e territorio”.

Il profilo di un vino “importante”

In questa nuova e particolarissima interpretazione, dopo la fermentazione in acciaio, il 25% della produzione riposa in botti di legno francese da 500 litri e il 75% in acciaio, entrambe per 18 mesi. Seguono, poi, l’assemblaggio e il riposo in bottiglia per almeno sei mesi. Per un’etichetta realmente esclusiva, come dimostrano esemplarmente i numeri: conta, infatti, “soltanto” 3.327 bottiglie. Una variazione di prestigio sul tema Lugana, che Giancarlo Tommasi, pochi mesi fa, ci aveva introdotto così:

“Con la riserva, che rappresenta una selezione delle vigne ritenute più importanti e che ha passato un anno in affinamento in tonneau, vogliamo provare a realizzare un grande vino, proprio come nel caso di De Buris, ma con una forte impronta in termini di bevibilità”.

Una precisa dichiarazione d’intenti. E la dimostrazione, se già non si fosse capito, che sul Garda la famiglia Tommasi fa sul serio. Appuntamento a settembre, per il test della verità.

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