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Signorvino conquista l’Urbe e prepara il grande salto oltreconfine

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Signorvino sbarca in centro a Roma, nell’iconica piazza Barberini. E lo fa nel giorno del compleanno dell’Urbe. Facendo un regalo a sé e ai tanti winelover capitolini: un cadeau beneaugurante in vista della riapertura dell’intero mondo della ristorazione il 26 aprile prossimo. Salgono così a 22 gli store dell’enocatena lungo lo Stivale, in attesa di tempi maggiormente propizi per compiere il grande salto oltreconfine.

Uno sguardo al futuro

“Siamo qui oggi per guardare al futuro”. Federico Veronesi, general manager Signorvino, evidenzia fin da subito quelli che sono i motivi di un opening in piena zona rossa. Un’inaugurazione di primo piano, tra l’altro. Che punta a rilanciare, dopo l’anno più duro, il 2020 della pandemia.

Signorvino, in un periodo ancora drammatico per la ristorazione, che attende il re-start del 26 aprile, prosegue facendo fede a tutti i progetti annunciati. A solo due mesi dall’apertura del punto vendita di Fidenza, apre il suo 22esimo negozio. Lo fa finalmente al cuore della capitale, in piazza Berberini, arricchendo la Città Eterna di una nuova esperienza, percorso di scoperta delle eccellenze vinicole e alimentari italiane. 

“Siamo qui oggi per guardare al futuro” (Federico Veronesi, general manager Signorvino, in foto col brand manager Luca Pizzighella)
“Siamo qui oggi per guardare al futuro” (Federico Veronesi, general manager Signorvino, in foto col brand manager Luca Pizzighella nel nuovo store di Piazza Barberini a Roma)

Il regalo di Signorvino ai romani nel giorno del Natale della Città Eterna

Nel 2020 le aperture dell’enocatena del Gruppo Calzedonia avevano toccato Parma e poi raggiunto Roma al Maximo Shopping Center. In questo inizio di 2021, lo sbarco a Milano zona Navigli e Fidenza. Oggi, 21 aprile, giorno in cui si ricorda il Natale di Roma, che leggenda vuole fondata da Romolo in questa stessa data nel 753 a.C., l’inaugurazione del nuovo punto vendita in Piazza Barberini, al cuore della Capitale. Un’apertura che per il momento coinvolge soltanto il lato enoteca, in attesa di partire al più presto con il servizio al tavolo. 

“Nonostante il periodo di incertezza sembri permanere, il nostro percorso di crescita non vuole fermarsi perché crediamo molto in questo progetto”, sottolinea Veronesi. “Per noi l’apertura di un punto vendita nel centro di Roma è un traguardo importante e una nuova partenza di un locale strategico ed anche dal forte valore simbolico”.

Debutto in centro a Roma per Signorvino, con il nuovo store in Piazza Barberini, il 22esimo dell'enocatena
Debutto in centro a Roma per Signorvino, con il 22esimo negozio dell’enocatena

“I nostri negozi raccolgono insieme in un unico spazio e in un’atmosfera amichevole, un’ampia selezione di vino dalle cantine di tutta Italia, piatti di qualità, aperitivi e molte possibilità di acquisto take away: questo è un segno di come la nostra offerta continui ad arricchirsi per soddisfare i clienti più esigenti in ricerca di un’esperienza autentica”. 

Da tempo Signorvino era alla ricerca della giusta location. Il punto adatto da dove iniziare la sua conquista dell’Urbe nell’infinità di variabili e fattori che le molte anime della Città Eterna impongono e offrono.

“Desideriamo che Signorvino diventi il punto di riferimento per i cittadini romani”, chiosa il general manager. “Un nuovo punto d’incontro per tutte le generazioni di giovani, adulti, studenti e professionisti”.

Cresce l’offerta di Signorvino ed è sempre più omnicanale

Ma le novità non riguardano solo l’inaugurazione in centro a Roma, cui prossimamente dovrebbero seguire altre due a Milano e Torino. In questi mesi, infatti, l’attività di Signorvino non si è arrestata. E i Wine Specialist hanno lavorato per ampliare ancora più la gamma di referenze presenti negli store, arrivata a superare le 2mila etichette, tutte italiane come il format impone e rappresentative del meglio della produzione vitivinicola del nostro Paese. Vini prodotti da aziende note e provenienti da produzioni di nicchia, per tutte le tasche.

Prosegue l'implementazioni della strategia incentrata sul concetto di omnicanalità
Prosegue l’implementazioni della strategia incentrata sul concetto di omnicanalità

Lo scorso giugno, poi, è stato anche implementato un nuovo metodo di vendita. Seguendo una strategia incentrata sul concetto di omnicanalità, sono state attivate soluzioni di delivery secondo il metodo O2O (OnLine To OffLine). Partendo dal canale e-commerce, adesso, sono molteplici le possibilità di selezione e d’acquisto per il consumatore. È infatti possibile prenotare il proprio ordine in store oppure via web e ritirarlo personalmente, ma anche usufruire della spedizione per ricevere le bottiglie selezionate gratuitamente in tutta Italia. 

Spiega Luca Pizzighella, brand manager Signorvino:

“I trend di domani parlano di una richiesta per sempre più esperienzialità e digitalizzazione”.

L’implementazione di questo metodo combinato di vendita basato sul concetto di omnicanalità è un ulteriore mezzo per poter far vivere l’esperienza Signorvino. Vogliamo promuovere il vino italiano stando vicini ai nostri clienti, mettendo loro a disposizione, in maniera semplice, una grande selezione di etichette. I nostri esperti sono comunque in prima linea per consigliare il consumatore verso un acquisto sempre più consapevole”.

Pizzighella, poi, prosegue:

Siamo ovviamente contenti del fatto che l’apertura del locale coincida con una fase di graduale allentamento delle misure restrittive, nostra premura sarà garantire il massimo della sicurezza nei confronti di clienti e dipendenti”.

I trend di acquisto nel 2020 da Signorvino

Online, nel 2020, il cliente Signorvino si è indirizzato verso i marchi più conosciuti, mentre in-store a vincere è stata la territorialità
Online, nel 2020, il cliente Signorvino si è indirizzato verso i marchi più conosciuti, mentre in-store a vincere è stata la territorialità

Come si sono configurati i consumi dei clienti Signorvino nell’anno della pandemia lo spiega ancora il brand manager:

“Abbiamo monitorato i movimenti dei clienti in questi mesi, le scelte compiute dai consumatori tramite ogni canale da noi proposto, e possiamo dire che prevediamo un desiderio di ritorno al contatto umano anche in riferimento alla selezione ed al momento di acquisto”.

Nel 2020, abbiamo osservato consumi molto diversi tra in-store e online. E i trend evidenziano scelte molto territoriali quando si parla di somministrazione, mentre sul web ci si è orientati maggiormente sui brand già conosciuti, che offrono più sicurezza quando non si ha vicino uno dei nostri Wine Specialist a offrire consigli”.

“Sotto questo punto di vista, infatti, abbiamo notato come molti dei clienti Signorvino legati al nostro programma loyalty si sono indirizzati verso etichette cui li avevamo fidelizzati in-store”.

Il bilancio dell’anno della pandemia e i piani oltreconfine di domani

Signorvino, catena di negozi di vino specializzati, nata nel 2012 e che fa capo al Gruppo Calzedonia, colosso da 2,3 miliardi di fatturato e 32mila dipendenti, nel 2019 aveva chiuso l’anno con un giro d’affari complessivo – fra ristorazione e vino – di oltre 30 milioni di euro, in crescita del 10% circa rispetto a quello precedente. Come ovvio, nel 2020 registrato un netto calo, solo in minima parte compensato dall’attivazione del delivery, dal lancio del take away e soprattutto dal debutto del canale online, che ha segnato un incremento relativo alle vendite web di oltre il 70%. Ma già fissato l’obiettivo per fine 2022: toccare quota 50 milioni di euro.

Un traguardo che potrà essere raggiunto probabilmente anche grazie al debutto sul palcoscenico internazionale. Prima dello scoppio della pandemia, infatti, già in stato avanzato erano i piani e le valutazioni per uno sbarco all’estero, come ha confermato lo stesso Federico Veronesi in chiusura:

“Stavamo valutando nuove location per una prima espansione che coinvolgesse l’Europa, verso Nord-Est. Guardavamo a Vienna, Praga e Varsavia: quei mercati emergenti in cui si osserva una forte crescita nei consumi di vino italiano. Poi, come è ovvio, il Covid-19 ha imposto uno stop temporaneo ai nostri piani. Ma il passo estero è solo rimandato. Resta, infatti, una priorità all’interno delle nostre strategie e un’importante opportunità per il futuro”.

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