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Ai wine lover piace rosé: trend e numeri di un fenomeno sempre più premium

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La scorsa settimana, l’evento digitale in diretta streaming in cui è stato svelato il nuovo Y By 11 Minutes firmato Pasqua Vigneti e Cantine è stata occasione anche per fare un punto sul più ampio tema dei rosé. Uno scenario in forte evoluzione, come ha testimoniato l’analisi sui consumi della categoria commissionata dalla realtà veronese a Wine Monitor di Nomisma. Un report in cui a imporsi è il dato di crescita che mostra il +15,8% segnato dalla categoria tra 2009 e 2018 contro il totale vino del +2,5%.

I numeri del fenomeno in rosa, in Italia e nel mondo

Non solo trend in forte ascesa. Quello dei consumi dei rosati è un fenomeno ancora in fase di assestamento ed evoluzione pronto a riservare sorprese. A dimostrarlo anche le evidenze più interessanti della ricerca Wine Monitor, che rilevano, nell’ultimo anno, la significativa crescita delle quote di mercato di etichette luxury e super luxury, come conseguenza dello switch tra i canali di vendita.

La ricerca Wine Monitor dedicata ai rosé rileva, nell’ultimo anno, la significativa crescita delle quote di mercato di etichette luxury e super luxury, come conseguenza dello switch tra i canali di vendita
La ricerca Wine Monitor dedicata ai rosé rileva, nell’ultimo anno, la significativa crescita delle quote di mercato di etichette luxury e super luxury, come conseguenza dello switch tra i canali di vendita

Più nel complesso, quella del rosé è categoria in forte espansione come dimostra l’aumento dei consumi a livello globale, tra il 2009 e il 2018, del 15,8% (dati CIVP/FranceAgrimer), a fronte di un +2,5% registrato dal totale vino. L’Italia rappresenta il quinto mercato al mondo per i vini rosati (13% del totale, dati Euromonitor International), incidendo per circa il 7% sulla produzione mondiale (26,4 milioni di ettolitri di vino rosé nel 2018), con quattro regioni, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Puglia, capaci, nel 2020, di concentrare il 67% della produzione rosé Dop e Igp nazionale (Stime Nomisma Wine Monitor sulle giacenze di vino, dati Icqrf).

Come è cambiato lo scenario dei rosé in Usa e Uk nel 2020

Puntando i fari oltreoceano, in Usa le vendite off-premise a valore di rosé fermi sono cresciute del 126,7% tra 2011 e 2020, con un +75,2% sul totale table wine e un giro d’affari che nell’ultimo anno ha superato il miliardo di dollari (Nomisma Wine Monitor su dati Nielsen). Nonostante la quota di mercato ancora marginale (6%), sono i rosati del Belpaese a segnare la variazione più significativa nell’ultimo anno (+63,9% tra 2019 e 2020), con prezzi per bottiglia in aumento e che collocano l’Italia dietro la Francia per posizionamento di fascia. 

A ribadire quel che raccontano i numeri sono le parole di Alessandro Pasqua, presidente Pasqua Usa Llc:

“Soprattutto nell’ultimo anno, il mercato americano si è dimostrato particolarmente sensibile e ricettivo nei confronti dei prodotti di alta qualità, in special modo nel settore agroalimentare”. 

Il comparto dei vini rosé, che negli Usa gode di particolare favore, rappresenta una grande opportunità da cogliere ed è in questo solco che intendiamo continuare a lavorare. Il made in Italy si conferma tra le scelte privilegiate del consumatore in virtù del suo grande patrimonio e percepito d’eccellenza e crediamo che il posizionamento di valore di Y incontrerà il favore dei clienti”.     

Trend simili si osservano Oltremanica, specifica infine la ricerca Wine Monitor: la crescita a valore dei rosati italiani nell’off-premise è risultata del 59,9%. E nel 2020, sempre a seguito del cambiamento di modalità d’acquisto da parte del pubblico, è stata ancora più evidente la scelta dei prodotti in base alla fascia di prezzo, con un incremento del 257% per i vini premium, ovvero quelli dalle 12 sterline in su.

Riccardo, Alessandro e Umberto Pasqua che la scorsa settimana hanno lanciato il nuovo rosé della loro cantina: Y by 11 minutes
Riccardo, Alessandro e Umberto Pasqua

Una dinamica, quest’ultima, di profondo interesse anche laddove confrontata con le più generali performance di Pasqua Vigneti e Cantine negli scorsi 12 mesi. Nonostante, infatti, un 2020 difficile a livello globale, il margine dell’azienda è cresciuto, grazie all’apporto fondamentale delle sue Icons, con i vini della linea premium a registrare un +45%. Un’assoluta e interessante controtendenza, soprattutto considerando che il valore consolidato della produzione è risultato pari a 55 milioni di euro nel 2020, dunque in flessione moderata dell’8%: un dato molto più contenuto rispetto alla media del settore, ma pur sempre scenario mai auspicabile per un’azienda. Ma la stagione per eccellenza dei rosé è ormai alle porte. E Pasqua Vigneti e Cantine ha oggi tutte le carte in regola per cavalcare quest’onda con successo.

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