#VivaIlVino, l’inchiesta. WineCouture Meets Gian Marco Centinaio: “Parola d’ordine, programmazione”

Primo intervento della nostra inchiesta #VivaIlVino sul “nuovo inizio”. Intervista con Gian Marco Centinaio, sottosegretario al Mipaaf con le deleghe sul vino. Promozione internazionale, riaperture, idee e strategie future

Il sostegno alla filiera dell’Horeca. Le strategie e i nuovi orizzonti da esplorare per supportare la ripresa. La promozione del made in Italy e l’assoluta centralità di un ritorno agli eventi in presenza. Intervista a Gian Marco Centinaio, sottosegretario alle politiche Agricole con deleghe sul vino, sul futuro del comparto.

Per supportare lo slancio della riapertura, le aziende del vino domandano un sostegno diretto del Governo alla filiera: quali misure di stimolo intendete mettere in campo?

Ho sostenuto la causa delle riaperture e oggi finalmente vediamo un primo semaforo verde accendersi. Per offrire un iniziale contributo concreto alla ristorazione stiamo facendo il possibile per accelerare i pagamenti legati al decreto sulla filiera made in Italy, fatto dall’ex ministro Bellanova, ma poi rimasto bloccato a causa di errori nella sua compilazione e lentezza della pubblica amministrazione.

Non solo: stiamo anche cercando di valutare se e quanto il provvedimento sia risultato efficace e funzionale alle esigenze del comparto, per poter indirizzare al meglio gli sforzi e le decisioni future. Oggi, il primo obiettivo deve essere quello di una ripartenza ad ampio spettro del mercato: non è solo la ristorazione più “tradizionale” a dover riaprire le porte, ma si deve riattivare anche il mondo degli eventi, così da far riprendere un generalizzato afflusso di ordini. Faccio un esempio banale: se abbiamo vaccinato tutto il personale medico, cosa impedisce una ripresa dei congressi di questa categoria professionale? Rappresenterebbe di certo un primo impulso alla riattivazione del mondo dei catering e, di conseguenza, di tanti fornitori: vedi il caso vino.

Sempre in tema di ristori economici, poi, la proposta che sto portando avanti per offrire un sostegno alla filiera s’indirizza ancora sulla strada degli acquisti di prodotti made in Italy. Se è vero, infatti, che la prossima vendemmia non sarà che tra cinque o sei mesi, altrettanto sicuro è che prima di quel momento servirà smaltire il più possibile, se non del tutto, le giacenze nelle cantine.

Guardando gli scenari internazionali, invece, ci saranno cambiamenti rispetto al passato nelle politiche di promozione del vino da parte del Mipaaf?

Il mio obiettivo è velocizzare innanzitutto le pratiche legate all’Ocm Vino. Questo per me rappresenta uno snodo decisivo.

In tema di internazionalizzazione, altra delega che mi è stata assegnata, quello che vorrei capire è come, attraverso Ice-Agenzia e le camere di commercio estere, aiutare ulteriormente e con ancor più rapidità ed efficacia il mondo del vino. Sono questi attori ad avere, più del Mipaaf, fondi a disposizione. E in questo momento, reputo siano tutti soggetti che si debbano mettere a disposizione del settore agroalimentare.

Soprattutto all’estero, infatti, è stato il comparto del food & wine ad aver tirato più di tutti sotto il profilo commerciale nell’anno della pandemia. E penso che oggi un riconoscimento della valenza del settore ci debba essere da parte di tutti.

"Il mio obiettivo è velocizzare innanzitutto le pratiche legate all’Ocm Vino. Questo per me rappresenta uno snodo decisivo" (Gian Marco Centinaio sulle politiche internazionali di promozione)
“Il mio obiettivo è velocizzare innanzitutto le pratiche legate all’Ocm Vino. Questo per me rappresenta uno snodo decisivo” (Gian Marco Centinaio sulle politiche internazionali di promozione)

Su quali evoluzioni dello scenario osservate in questo anno di pandemia, a suo avviso, si dovrà scommettere anche lato istituzionale nel futuro?

Mi piacerebbe aprire un capitolo dedicato al tema della digitalizzazione. Ma occorrerà prima comprendere dove reperire fondi a riguardo. Vorrei che potessimo dare un sostegno a tutte quelle aziende che oggi si stanno rivolgendo al web per ottenere una visibilità innanzitutto in chiave d’internazionalizzazione. Ma la cosa va studiata affinché possa essere fatta con serietà e in modo da condurre a risultati concreti.

Un discorso simile vale per chi desiderasse aprirsi a nuovi canali distributivi, come nel caso della Gdo: nell’ultimo anno, ci sono diverse catene retail che hanno investito sull’Italia e occorre favorire e far crescere questo interesse.

Tema fiere ed eventi del vino: che tipo di supporto intende offrire il Governo al rilancio della partecipazione alle manifestazioni?

Stiamo studiando insieme al Mise delle formule per dare una mano a quanti impegnati a “tirare fuori la testa dall’acqua”. Reputo Milano Wine Week e Vinitaly due eccellenze con visioni e storie molto diverse tra loro. Ed entrambe rappresentano vetrine molto importanti per gli attori della filiera cui si rivolgono. Ritengo, quindi, che Mipaaf e Mise debbano dare una mano a questi decisivi momenti di promozione e ancor più sostenere chi investe, dando un sostegno per favorire la partecipazione delle aziende alle manifestazioni. Siamo tutti ben coscienti, infatti, quanto sia oggi difficile per una cantina, davanti a quello che è stato per molti un anno da guadagno zero, andare a spendere soldi per prendere parte a un evento o una fiera.

Ultima domanda: cosa chiede il sottosegretario Centinaio alle aziende del vino e al mondo Horeca?

Domando di resistere. Ancora per un poco. Vaccinazioni che proseguono, l’utilizzo delle mascherine, la bella stagione in arrivo e una presa di coscienza più diffusa all’interno del Governo che non è follia o irresponsabilità favorire le riaperture, sono tutti elementi su cui fare affidamento.

E poi chiedo un’altra cosa: di proporre. Gian Marco Centinaio le idee le ha. Ma non voglio passare per il rappresentante di Governo che fa cose che non abbiano aderenza con le esigenze del settore. Non ci possiamo, infatti, più permettere di sbagliare. E visto che ci saranno occasioni di confronto, come nel caso del tavolo del vino con tutte le associazioni di categoria, chiedo a ognuno di arrivare agli incontri con proposte a breve, medio e lungo termine.

Serve, infatti, capire come agire in maniera efficace nel primo lasso temporale che conduce fino alla fine dell’estate e poi, guardando oltre, è necessaria programmazione. Partiamo dal sostegno immediato alla ripartenza per non far morire le aziende, poi definiamo insieme le strategie di domani. Nella vita sono un manager e sono sempre stato abituato a programmare. Ed è quello che oggi sto chiedendo con insistenza a chi collabora con me. Per il futuro, anche per il vino la parola d’ordine deve diventare questa: programmazione.

La voce delle istituzioni, le richieste al Governo di industria, retailer, ristorazione, consorzi, associazioni, cooperative e marchi: leggi tutti gli interventi dei protagonisti della filiera nella nostra esclusiva inchiesta #VivaIlVino sul nuovo inizio.

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