#VivaIlVino, l’inchiesta. WineCouture Meets Piero Mastroberardino (Istituto Grandi Marchi): “Aiuti per chi ha sofferto e stop burocrazia”

Decimo intervento della nostra inchiesta sul “nuovo inizio”. Intervista con Piero Mastroberardino, presidente Istituto Grandi Marchi. Riaperture, mutamenti dopo l’anno della pandemia e strategie future.

Presidente Mastroberardino, per supportare lo slancio della prossima riapertura, quale misura Istituto Grandi Marchi chiede di adottare al Governo a sostegno del mercato?

Ritengo che lo sforzo maggiore vada rivolto alle categorie economiche che più hanno sofferto in questi mesi: in particolare la ristorazione e il canale Horeca nel suo insieme, la filiera del turismo con particolare attenzione al tema dell’enogastronomia, per il suo potenziale di traino anche su altre filiere territoriali.

Sarebbe inoltre necessario porre mano all’annoso problema dell’eccesso di burocrazia, che purtroppo colpisce le imprese anche nelle modalità di accesso ai programmi di sostegno nonché di finanziamento, nazionali e comunitari. Mai come in questo momento il tempo di attivazione delle risorse per la ripresa economica diviene una variabile strategica. 

Guardandosi intorno ci si rende conto come altri Paesi siano già ripartiti. Questo ritardo rischia di tradursi in un grave arretramento della posizione competitiva dell’intero sistema Paese.

"Ritengo che lo sforzo maggiore vada rivolto alle categorie economiche che più hanno sofferto in questi mesi: in particolare la ristorazione e il canale Horeca nel suo insieme" (Piero Mastroberardino)
“Ritengo che lo sforzo maggiore vada rivolto alle categorie economiche che più hanno sofferto in questi mesi: in particolare la ristorazione e il canale Horeca nel suo insieme” (Piero Mastroberardino sugli interventi più urgenti da parte del Governo)

Quali cambiamenti ed evoluzioni osservati in questo anno di pandemia, a suo avviso, si confermeranno in futuro?

Indubbiamente la forte diffusione di tecnologie di informazione e comunicazione già presenti ma prima sottoutilizzate appare il più rilevante cambiamento nell’interazione sociale e nel modo di far business su scala globale.

Questa condizione rappresenta senza dubbio un’opportunità, consentirà di gestire da remoto alcune attività con recupero di efficienza, senza peraltro impattare negativamente sugli eventi in presenza, per i quali si percepisce grande attesa. 

Passando al tema dei consumi, certe modificazioni nelle abitudini d’acquisto non sono reversibili: il processo di integrazione tra canali e-commerce e commercio tradizionale ha subito un’accelerazione repentina. È importante che tale cambiamento riesca a generare opportunità integrative e non sostitutive rispetto ai canali precedentemente in uso, in modo da favorire la creazione di sinergie più che collisioni. 

Qual è la pratica cui eravamo abituati che dovremo dimenticare?

Credo e spero nessuna. Probabilmente superata la fase più critica la nostra vita ritroverà un assetto equilibrato e riprenderà a fluire con normalità.

Questo non esclude che parte della popolazione possa conservare e portare con sé per un certo tempo una sorta di condizionamento psichico da socializzazione, ma confido che il ritorno alla vita aiuti a superare questo trauma che indubbiamente si è prodotto. 

La voce delle istituzioni, le richieste al Governo di industria, retailer, ristorazione, consorzi, associazioni, cooperative e marchi: leggi tutti gli interventi dei protagonisti della filiera nella nostra esclusiva inchiesta #VivaIlVino sul nuovo inizio.

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