La crescita sostenibile secondo Banfi: il bilancio 2020

“Il nostro più profondo desiderio è che questo progetto sia un bene per la gente di Montalcino, un bene per l’Italia, un bene per l’America e un bene per tutti coloro che amano i vini di qualità”. Le parole di John F. Mariani, scandite nel giorno dell’inaugurazione della realtà da lui fondata nel 1978 con il fratello Harry, risuonano ancora una volta tra le mura del castello simbolo della terra del Brunello. Lo fanno a oltre 40 anni di distanza, in occasione della presentazione della quinta edizione del Bilancio di Sostenibilità Banfi avvenuto lo scorso 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra. Una nuova importante tappa, “oltre il vino”, come avevamo avuto occasione di spiegare, nel percorso di crescita di un’azienda e di un intero territorio.

Un 2020 nel segno del “rispetto”

Il Bilancio di Sostenibilità 2020 Banfi è il quinto per l'azienda simbolo di Montalcino
Il Bilancio di Sostenibilità 2020 Banfi è il quinto per l’azienda simbolo di Montalcino

Il rispetto. È questo il leitmotiv scelto per la nuova edizione del report di sostenibilità firmato Banfi.

“Un valore importante, autentico ed emblematico del nostro cammino, che ci appartiene fin dalle origini e che ci racconta di un equilibrato e produttivo rapporto con il territorio che ci ospita e di una genuina interazione con le genti con cui collaboriamo e con le istituzioni con cui quotidianamente dialoghiamo”, si legge nella lettera dal territorio, introduzione dei tre presidenti Enrico Viglierchio (Banfi S.r.l.), Remo Grassi (Banfi Società Agricola S.r.l.) e Rodolfo Maralli (Fondazione Banfi).

Un racconto, quello del Bilancio di Sostenibilità 2020, che si dipana lungo i 1056 ettari a vigneto e i 485 di colture differenti dalla vite, le due cantine in Italia e le 11,3 milioni di bottiglie prodotte.

Numeri cui fanno da corredo i 43,3 milioni di euro di fatturato, i 100 Paesi raggiunti nel mondo dalle etichette Banfi, ma anche un Relais&Châteaux protagonista dell’offerta hospitality sul territorio di Montalcino e il ristorante stellato La Sala dei Grappoli.

Sostenibilità come modo di essere

Cristina Mariani-May, Ceo di Banfi
Cristina Mariani-May, Ceo di Banfi

“Abbiamo deciso di pubblicare il Bilancio di Sostenibilità 2020 in occasione della Giornata Mondiale della Terra per rafforzare l’importante messaggio che desideriamo condividere con il territorio, oltre che con tutto il settore vitivinicolo”, evidenzia Cristina Mariani-May, Ceo di Banfi. 

“Il 2020, fortemente segnato dalla crisi pandemica ancora in atto, ha letteralmente stravolto i nostri processi produttivi, le nostre strategie, i nostri risultati aziendali, le nostre vite. Questa edizione, particolarmente significativa, ci vede rafforzare, con orgoglio, il nostro impegno per una crescita sostenibile. La sostenibilità non è una tendenza, né è un’opzione”.

E a dimostrare l’impegno profuso da Banfi arriva anche la notizia che, per la prima volta, il Bilancio di Sostenibilità 2020 è stato sottoposto all’attività di limited assurance secondo lo standard Isae 3000 Revised.

La revisione, affidata a PricewaterhouseCoopers Advisory, certifica l’aderenza dei contenuti del documento alle linee guida adottate per la redazione e si sostanzia in attività di raccolta documentale, interviste con il management responsabile della redazione del bilancio, approfondimenti tematici, controlli dei calcoli effettuati e verifiche a campione.

Banfi e i numeri del vino nell’anno della pandemia

Il nuovo Bilancio di Sostenibilità rappresenta anche occasione privilegiata per gettare uno sguardo sul più ampio profilo vitivinicolo e aziendale di Banfi.

La produzione di uva nel 2020 ha avuto un differente andamento nelle quantità raccolte tra Toscana e Piemonte: nel complesso delle realtà toscane si è avuta una riduzione di quantità di circa il 15% con un calo maggiore a Montalcino, mentre nei territori di Casalappi e Cerreto Guidi si è registrato un incremento significativo, anche grazie all’entrata in produzione di nuovi impianti. In Piemonte, al contrario, le quantità prodotte hanno segnato un incremento di circa il 5% rispetto all’anno precedente.

Nelle realtà toscane di Banfi, registrata una riduzione di quantità a livello produttivo di circa il 15%, con un calo maggiore a Montalcino
Nelle realtà toscane di Banfi, registrata una riduzione di quantità a livello produttivo di circa il 15%, con un calo maggiore a Montalcino

In Toscana la produzione si è concentrata per circa il 70% sui vini rossi, con una predominanza del Sangiovese (circa 45%) che rappresenta la varietà più coltivata. Pinot Grigio, Vermentino e Chardonnay sono invece le varietà più rappresentative tra i vini bianchi. Nel complesso, poi, il 62% dei vini è rappresentato da Igt, il 31% da Docg e il 5% da Doc.

In Piemonte, invece, la produzione si concentra sui vini bianchi, che nel 2020 contano circa l’80% del totale, con una predominanza delle varietà Cortese e Chardonnay. In questo ambito territoriale, il 65% della produzione è rappresentato da Docg, il 24% da Doc e l’11% da vino da tavola.

In termini di fatturato, il 42% è stato registrato in Italia, mentre all’estero il riferimento rimangono gli Stati Uniti. Per un giro d’affari complessivo che durante l’esercizio 2020 ha inevitabilmente subito gli effetti della crisi economica globale generata dalla pandemia. Il blocco generalizzato dei principali mercati ha fortemente condizionato il valore delle vendite annuali di prodotto. Stesso effetto dalle restrizioni alla mobilità a scopi turistici durante la primavera e l’autunno, che hanno comportato la pressoché totale sospensione delle attività di hospitality.

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