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L’Italia riapre. Tutte le tappe da maggio a luglio

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L’Italia riapre e riparte. Si spera. Dopo la copertina ben augurante di aprile della nostra rivista WineCouture finalmente il nostro Paese si rimette progressivamente in movimento, a seguito del calo dei contagi e soprattutto del buon funzionamento della campagna vaccinale. Al punto che le Cassandre (o come sostiene qualcuno) gli ultras del lockdown sono costretti ad ammettere che “il quadro è cambiato”, non senza storcere il grugno, semmai rifugiandosi in una sorta di auto silenziamento quanto mai prezioso e apprezzabile. Il governo di Mario Draghi ha deciso di accelerare per far riprendere le attività di business, ma anche di far tornare a vivere gli italiani.

Le tre date di maggio

Da domani 19 maggio scatta il posticipo del coprifuoco, che passa dalle 22 alle 23. Un brodino caldo: comunque un’ora in più di aria e anche di business per la ristorazione, visto che i consumatori e i clienti possono consumare la cena (sempre all’aperto) senza dover trangugiare il cibo. Se poi il meteo la smettesse di fare troppo i capricci, sarebbe ancora meglio. Buone notizie per le attività commerciali. Da sabato 22 maggio riaprono anche i centri commerciali, i mercati le gallerie e i parchi commerciali nel fine settimana che prima (ad eccezione dei beni alimentari) erano off-limits. Stessa data anche per la ripartenza degli impianti di risalita nelle località di montagna (erano chiusi dall’estate scorsa) mediante i quali magari diventa possibile accedere a qualche rifugio o ristori ad alta quota. Dovranno invece attendere fino a lunedì 24 maggio le palestre per ritornare a far sudare i propri iscritti, con un anticipo di una settimana rispetto alle iniziali previsioni del Decreto firmato nell’ormai lontano 22 aprile.

Italia: a giugno tocca alla ristorazione anche al chiuso

Ma la vera svolta (incrociando le dita e confidando che magari sia possibile accelerare con le debite cautele) arriverà nel prossimo mese. Il 1° giugno è la data per la riapertura di bar e ristoranti che non hanno spazi all’aperto. Non solo: si potrà prendere il caffè al bancone del bar o pranzare e cenare fuori anche nei locali al chiuso, cosa quest’ultima, che non inizialmente era prevista dal decreto in vigore. Sarà anche possibile tornare ad assistere a una competizione sportiva all’aperto, con una capienza non superiore al 25% di quella consentita dall’impianto – comunque non superiore alle mille persone- il che potrebbe significare aprire anche le porte di punti di ristoro. Basti pensare a stadi o campi da gioco dislocati in Italia: non stiamo parlando di bruscolini. 

Il 1° giugno è la data per la riapertura in Italia di bar e ristoranti che non hanno spazi all'aperto
Il 1° giugno è la data per la riapertura in Italia di bar e ristoranti che non hanno spazi all’aperto

Italia, la fine del coprifuoco

E se il 7 giugno il coprifuoco verrà posticipato di un’altra ora, con rientro fissato per mezzanotte, dal 15 giugno torneranno le feste di matrimonio. Attenzione: per partecipare servirà il green pass, vale a dire il certificato di avvenuta vaccinazione, di guarigione o un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Sarà il Cts a definire il numero massimo di partecipanti per gli eventi all’aperto e per quelli al chiuso. Ripartono anche le fiere con presenza di pubblico e i parchi tematici. Quindi, con l’inizio dell’estate secondo il calendario stagionale, il 21 giugno verrà definitivamente rimosso il coprifuoco.

Gli “ultimi” di luglio

Infine, dal 1° luglio potranno ripartire le piscine al chiuso, i centri termali, le sale giochi, bingo e casinò, i centri ricreativi e sociali, i corsi di formazione pubblici e privati. Sarà anche questa la data in cui si potrà tornare ad assistere ad una competizione sportiva al chiuso. La capienza sarà limitata al 25% del totale e comunque non potranno esserci più di 500 spettatori.

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La voce delle istituzioni, le richieste al Governo di industria, retailer, ristorazione, consorzi, associazioni, cooperative e marchi: leggi tutti gli interventi dei protagonisti della filiera nella nostra esclusiva inchiesta #VivaIlVino sul nuovo inizio.

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