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Vino Patrimonio Comune: intesa Federvini e Alleanza delle Cooperative a garanzia dell’autenticità delle produzioni

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Siglata il 20 maggio una nuova intesa tra Federvini e Alleanza delle Cooperative Agroalimentare: nasce Vino Patrimonio Comune. Un nuovo progetto volto a una maggiore conoscenza degli elementi che caratterizzano l’autenticità del vino. Un vino per il quale è accertata in termini tecnici la tipicità e la corrispondenza con il territorio di origine. Un vino autentico che è sinonimo di rispetto verso le attese dei consumatori e di garanzia per le relazioni commerciali. 

Vino Patrimonio Comune: una banca dati per garantire l’autenticità delle produzioni

Il presidente di Federvini, Sandro Boscaini, e il Coordinatore del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Luca Rigotti, firmano l'intesa Vino Patrimonio Comune
Il presidente di Federvini, Sandro Boscaini, e il Coordinatore del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Luca Rigotti, firmano l’intesa Vino Patrimonio Comune

È dalla sempre più avvertita esigenza di autenticità, diffusa in Italia e più in generale nel panorama europeo, che parte Vino Patrimonio Comune. Un nuovo progetto finalizzato a offrire in primo luogo una risposta alle richieste delle aziende associate alle due grandi associazioni del vino italiane e, più in generale, strumento a disposizione degli operatori del settore vitivinicolo.

Il legislatore europeo, infatti, ha sviluppato da tempo la banca dati isotopica con finalità di controllo nel settore vitivinicolo: tale strumento, implementato e gestito dalle Autorità nazionali di controllo degli Stati membri Ue, non è tuttavia consultabile dagli operatori privati.

Nel settore privato – sempre su base europea – alcune insegne del commercio hanno avviato progetti di profilazione delle caratteristiche analitiche dei vini per tutelare principalmente i propri interessi contrattuali.

I percorsi avviati sino ad oggi, pertanto, o non sono consultabili dagli operatori privati o, quando promossi dal settore privato, prevedono la proprietà dei dati in capo a soggetti diversi dai produttori di vino: la mancanza di dati e riferimenti condivisi rispetto alla banca dati a cui tali sistemi privati attingono, aggiunge incertezze sulle rilevazioni.

Da queste considerazioni hanno preso spunto le imprese associate di Federvini e di Alleanza delle Cooperative Agroalimentare, unite nell’esigenza di sviluppare percorsi comuni per garantire l’autenticità delle proprie produzioni.

Come nasce la nuova iniziativa

L’idea di Vino Patrimonio Comune ha mosso i primi passi con la vendemmia 2020, durante la quale, grazie alla collaborazione delle aziende e delle cooperative aderenti sono stati effettuati i primi campionamenti dall’Università di Parma, partner scientifico dell’iniziativa.

È stato così possibile realizzare la “Banca dati isotopica mosti/vini per la vendemmia 2020” costituita da dati relativi agli isotopi stabili dell’ossigeno e dell’idrogeno di campioni di mosti e vini provenienti da varie località italiane. La banca dati sarà progressivamente implementata per poter disporre di uno strumento sempre più performante e completo.

Valore e autenticità: un progetto aperto a tutti

In merito alla nuova iniziativa, Sandro Boscaini, presidente di Federvini, evidenzia: 

“Valore e autenticità: è da queste due parole che siamo partiti ed è a questi due aspetti che il nostro progetto guarda. L’appuntamento odierno offre una bellissima testimonianza: stiamo posando la prima pietra di una casa comune, che nasce sotto l’impulso dei nostri associati, ma la cui porta è aperta sin d’ora a tutti. Il nostro auspicio – anzi il nostro invito – è che nel progetto possano presto riconoscersi altri nostri colleghi, che possano aderire più enti ed organismi scientifici per lavorare insieme alla valorizzazione e tutela dell’autenticità del vino”.

Gli fanno eco le parole del Coordinatore del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Luca Rigotti, che chiosa:

L’obiettivo di questo importante progetto è raggiungere un più elevato livello di conoscenza delle nostre produzioni vitivinicole territoriali, un percorso che ci consente di mettere a disposizione delle associate uno strumento di autocontrollo e di maggiore consapevolezza. Consideriamo la firma di oggi il punto di partenza di un’iniziativa e di una strada ambiziosa, che riteniamo necessaria perché in grado di contribuire alla maggiore tutela ed alla valorizzazione dei vini sui mercati”.   

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