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“Apollo resisti!”: una meraviglia rivisitata tra le vigne di Monteverro

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Monteverro mette in mostra ancora una volta la propria anima eclettica. E lo fa grazie a una statua, “Apollo resisti!”, che trova spazio in mezzo alle vigne della cantina gioiello toscana da sempre aperta alle contaminazioni con altri ambiti. Si rinnova così la collaborazione con Arte&Vino, progetto ideato da Maria Concetta Monaci con l’associazione Capalbio è vino, nato nel 2014 per promuovere il territorio attraverso un percorso eno-artistico tra le realtà vitivinicole della zona. 

Monteverro ospita la nuova opera di Davide Dormino

La tenuta della Costa D’Argento, nata agli inizi degli anni 2000 da un’idea visionaria del proprietario Georg Weber, ospiterà in questa estate che si apre un’opera perfetta per i tempi attuali. Realizzata da Davide Dormino, artista viterbese, docente al Rufa – Rome University of Fine Arts – di Roma, “Apollo resisti!” oggi suona come un augurio e un’incitazione ad affrontare con coraggio un periodo di sofferenza generale a causa della pandemia. Per una scultura in bronzo che si rifà al celebre Colosso di Rodi, di cui Dormino riproduce la parte inferiore: le due gambe che collegavano l’ingresso al porto.

Il significato di “Apollo resisti!”

“Apollo resisti!”, opera di Davide Dormino, trova spazio in mezzo alle vigne di Monteverro
“Apollo resisti!”, opera di Davide Dormino, trova spazio in mezzo alle vigne di Monteverro

Dell’opera che prende il suo posto al cuore delle vigne, l’artista friulano classe 1973, evidenzia:

“Nel mezzo, la linea dell’orizzonte, fondamentale affinché la Terra, come la conosciamo noi, possa essere pensata, punto d’incontro fra quel che c’è e quello che deve ancora venire, fra il reale e il possibile”. 

D’altronde, nell’antichità lo scultore era “colui che mantiene in vita”. E l’opera, riproducendo la parte inferiore del Colosso, con le due gambe forma un triangolo che è figura ricca di significati: rappresenta la terra e, al tempo stesso, la divinità.

Le gambe tese compensano la mancanza di verticalità dovuta alla perdita del busto. E nella sua incompletezza, l’opera assume una maestosità tutta nuova, con le gambe che metaforicamente si ergono come due colonne a simboleggiare l’Arte stessa, impegnate in una prova di forza nei confronti del mondo. Da qui il grido: “Apollo resisti!”.

Spiega Dormino:

“Come il Colosso originale, diventa così una porta d’accesso verso tutto ciò che l’orizzonte dietro di essa porta con sé. Che poi, semplicemente, è il mondo stesso”.

Un nuovo orizzonte si apre sulle vigne di Monteverro

All’interno della Tenuta le due gambe dell’opera poggeranno su due basi di castagno: un legno scelto non a caso, un tempo il più utilizzato per le botti, nonché simbolo di resistenza e protezione, intorno a cui tutti gli esseri viventi trovano riparo.

Questa soluzione consente alla struttura di elevarsi, permettendo alle persone di passarci sotto, proprio come in un’ipotetica porta verso il mondo, che in questo caso è interpretato dalla vigne di Monteverro, dolcemente adagiate su una collina che si estende tra Capalbio, la piccola Atene, e il mar Tirreno.

Quello che poi si apre innanzi ai visitatori è un mondo che racconta di una storia di amore e di passione per la terra e per il vino, che parla di un territorio ricco di sfumature, la Maremma autentica così piena di profumi e suggestioni ancestrali, così vera e originale, luogo ideale di resistenza e resilienza, in un momento così particolare come quello che stiamo vivendo. 

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