Ristoranti: in quanti a tavola? Regioni contro il ministro Speranza. Oggi tavolo tecnico

È sempre scontro aperto tra i ristoranti e il ministro della Sanità Roberto Speranza. Con le Regioni sul piede di guerra a sostegno delle attività dei ristoratori e dei clienti, pur nella tutela delle corrette normative anti-Covid. Atteso per la giornata di oggi un tavolo tecnico previsto per chiarire quante persone possono essere sedute e ospitate in uno stesso tavolo nelle cosiddette “zone bianche”. Sulla questione, Massimiliano Fedriga – il governatore del Friuli-Venezia-Giulia e soprattutto presidente della Conferenza delle Regioni – ha scritto nei giorni scorsi una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza per chiedere di “condividere gli eventuali chiarimenti in via preventiva”, fermo restando che le regioni “ritengono che le indicazioni non siano applicabili, in particolare, alle zona bianche”.

La guerra tra ministeri

L’ennesima querelle (a voler essere gentili) è nata nella giornata di vera ripartenza dello scorso 1° giugno: ristoranti aperti anche al chiuso e possibilità di riassaporare un caffè al bancone del bar. Quello che doveva essere un grande “D-Day” per la ristorazione, nella sostanza, (e per l’ennesima volta), è diventato il giorno del “gran casino”. Da una parte quanto previsto dal ministero della Salute con quattro persone per tavolo in zona bianca o gialla se non conviventi. Dall’altra parte il ministero degli Affari Regionali secondo la “regola” dei quattro commensali era da considerare valida per la zona gialla. In mezzo il solito circo mediatico e i rischi (perché la burocrazia come la sfiga ci vede benissimo) di sanzioni per gli operatori della ristorazione.

Ristoranti: le Regioni in campo

A rincarare la dose ci sono poi le Regioni. Che invocano il tavolo tecnico proprio per affrontare la spinosa questione. Al di là delle dichiarazioni di prammatica (collaborazione e condivisione tra i vari dicasteri ed enti locali) il nervosismo è alle stelle. Per l’ennesima volta la comunicazione da parte di chi sta gestendo anche questa fase pandemica è a dir poco caotica. Una volta si sarebbe detto e scritto che la situazione è grave ma non seria. In realtà, c’è poco da sorridere. Colpisce (ma anche questa non è una novità) la mancanza di sensibilità e di aderenza alla realtà. Tutto viene lasciato pendente, con voci che si sovrappongono. E con la ristorazione italiana costantemente in mezzo al guado, a causa di cavilli legislativi costantemente legati al ministero della Salute e al suo titolare, Roberto Speranza, capace di mandare ai matti anche i più pazienti.

Le Cassandre puntualmente smentite

Eppure – facendo le debite proporzioni e sempre senza eccedere in faciloneria, ma anche ricordando che i Virologi-Cassandre sono puntualmente smentiti – il settore della ristorazione sta risollevando faticosamente la testa. Basta girare per le città per rendersene conto. Nel “ponte” del 2 giugno anche le attività turistiche hanno ripreso a mettersi in moto in maniera apprezzabile. Non solo. Fin dalle prime riaperture “calcolate (e bene dal presidente del Consiglio Mario Draghi, decisamente male invece dal professor Massimo Galli &C.), quelle del 26 aprile, le prenotazioni a ristorante sono lievitate.

Ristoranti: prenotazioni in aumento

A inizio dello scorso mese di maggio, nei ristoranti le tavole "riservate" sono schizzate all’insù di 10 volte allo stesso periodo dell’anno precedente
A inizio dello scorso mese di maggio, nei ristoranti le tavole “riservate” sono schizzate all’insù di 10 volte allo stesso periodo dell’anno precedente

A inizio dello scorso mese di maggio, infatti, le tavole “riservate” sono schizzate all’insù di 10 volte allo stesso periodo dell’anno precedente, come evidenziato dai dati rilevati dall’applicazione “The Fork”. Il dato di un mese fa era ancora più significativo se si considera che dal 26 aprile l’ospitalità per i clienti è limitata alle terrazze e ai dehors. Insomma: la campagna vaccinale sta funzionando. Fortunatamente il quadro ospedaliero è in costante miglioramento. L’indice Rt, su cui per un anno si sono fondate le restrizioni, sta crollando. Nonostante ciò, la ristorazione continua a essere sotto scacco da burocrati e ottusi politici. Il resto è mancia.

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