Mercato del vino: la fotografia 2020 e i primi numeri 2021

L’anno 2020 ha cambiato le abitudini di acquisto e consumo nel settore vitivinicolo, modificando le logiche di mercato e dando vita a nuovi assetti. Oggi si assiste a uno scenario che presenta alcuni segnali di ripresa, mentre altri indicatori parlano di stabilizzazione. Ma quello che è certo è che il nostro Paese si vede costretto a colmare le lacune dovute alla crisi pandemica. Ora più che mai, quindi, i player del settore devono essere consapevoli delle trasformazioni intercorse in questi mesi e pronti a fronteggiarle per soddisfare al meglio le nuove richieste dei consumatori. E per tracciare quella che è una panoramica dei mutamenti occorsi e dei nuovi trend nel mercato del vino, come da tradizione ormai consolidata, giungono in soccorso di produttori e settore vitivinicolo le fotografie dell’Osservatorio Wine Monitor firmato Nomisma. Di seguito le analisi dei dati relativi al primo trimestre 2021 del mercato internazionale del vino e dello scenario italiano, con l’attenzione che si focalizza su alcuni aspetti di particolare interesse, delineando anche i trend conclusivi del 2020

Il mercato del vino 2020: su e-commerce e Gdo in Italia, giù l’import a livello mondiale 

Come risaputo, nel 2020 gli italiani non hanno rinunciato a consumare vino. Anzi, al contrario, hanno usufruito dei canali ai quali potevano accedere nonostante le limitazioni, determinandone una crescita imprevista e significativa. 

Come abbiamo avuto modo di approfondire a più riprese, nel 2020 sono cresciute le vendite nel canale e-commerce – con un +105% di valore vendite di vino online – e in Gdo, dove si è osservata una crescita del 7% a valori e del 5,7% a volumi.

Hanno invece subito un contraccolpo i consumi legati ai ristoranti, bar e destinazioni turistiche, sia alcune tipologie di vino, come ad esempio gli spumanti, il cui consumo è legato prevalentemente a momenti di festa e convivialità.

Per quanto riguarda le importazioni nei primi 10 mercati mondiali, il Covid ha lasciato un segno tangibile: hanno chiuso infatti in positivo solo Svizzera (+0,5%), Svezia (+5,3%) e Danimarca (+5,2%), a fronte di cali rilevanti soprattutto nei mercati Extra Ue.

Per quanto riguarda le importazioni nella top 10 del mercato del vino, il Covid ha lasciato un segno tangibile
Per quanto riguarda le importazioni nella top 10 del mercato del vino, il Covid ha lasciato un segno tangibile

Ricominciare dopo la crisi: il mercato del vino nel primo trimestre 2021

Per le aziende che operano nel settore vitivinicolo è molto importante, al fine di orientare le proprie strategie, osservare come il mercato del vino si stia muovendo dopo la prima fase della pandemia, prendendo le proprie decisioni sulla base di dati reali.

Le analisi condotte dall’Osservatorio Wine Monitor mostrano, infatti, che nel primo trimestre del 2021 il mercato del vino, al netto di alcuni sensibili recuperi, presenta alcune criticità ancora in corso, determinate da un contesto che, seppur in fase di miglioramento, vede il canale Horeca ancora non a regime.

Sul fronte delle vendite in Gdo, i primi tre mesi del 2021 sono stati caratterizzati da un’ulteriore crescita delle vendite di vino (+23% a valori), trainate in particolare dagli spumanti e dai loro acquisti per una Pasqua che, rispetto al 2020, si è potuta festeggiare. Ecco perché, a fronte di un aumento complessivo delle vendite del 72,2% a valori, la tipologia che è cresciuta di più è stata quella degli spumanti Metodo Classico (+123%).

L’e-commerce del vino cresce ancora

Secondo dati Nielsen, le vendite on-line di vino – considerando quelle delle catene retail più Amazon – hanno registrato un +144,5% per i vini fermi e frizzanti e +198,6% per gli spumanti.

Un dato che dimostra il forte impatto dell’e-commerce nel panorama distributivo e la crescita di un canale che, come presagito, sta registrando un boom di vendite anche oltre il periodo di lockdown. Gli italiani, insomma, stanno continuando ad acquistare vini servendosi del mezzo digitale. 

Mrercato del vino: l’Italia registra importanti crescite in alcuni contesti, andando in controtendenza rispetto alla media
L’Italia registra importanti crescite in alcuni mercati, andando in controtendenza rispetto alla media

Import ed export nel mercato internazionale del vino: le tendenze del primo trimestre 2021

Nel 2020 l’unico tra i top paesi esportatori che aveva chiuso in positivo era stata la Nuova Zelanda, con un +4,5% a valore rispetto all’anno precedente. L’Italia, dal canto suo, aveva limitato le perdite ad un -2,4%.

Tuttavia, pur a fronte di questa diminuzione, alcuni mercati avevano registrato una crescita negli acquisti dei nostri vini, arrivando a registrare variazioni di molto superiori al tasso medio di crescita dei cinque anni precedenti (Cagr 2014/2019). Basti pensare, ad esempio, al caso dell’Ucraina, dove l’export di vino italiano nel 2020 è cresciuto del 30,7%, o a Corea del Sud (+29,9%) e Norvegia(+29,5%).

Per quanto riguarda invece il primo trimestre del 2021l’Italia registra importanti crescite in alcuni mercati, andando in controtendenza rispetto alla media.

Assistiamo infatti a un recupero in paesi come la Cina, con una variazione delle importazioni a valori sullo stesso periodo 2020 dell’8,8% a fronte di un -17,9% per il resto del mondo, e in Russia (+17,4% contro il 7,3% del resto del mondo). Uno dei mercati più dinamici sembra essere la Corea del Sud, con una crescita delle importazioni di vino dall’Italia del 99%.

In generale, sebbene la diminuzione delle importazioni di vino italiano nei primi 12 mercati mondiali per il primo trimestre 2021 sia più elevata per l’Italia (-6,4% contro -4,7% a livello totale), occorre sottolineare come questa diminuzione sia sostanzialmente determinata dal calo intervenuto in Canada (-6%) e Norvegia (-5%), per i quali il trend generale di mercato risulta invece positivo. Stesso andamento negativo invece per le importazioni negli Stati Uniti, Uk e Giappone, dove l’Italia non fa altro che seguire l’andamento complessivo.

Gli andamenti e i trend del mercato del vino nel mondo
Gli andamenti e i trend del mercato del vino nel mondo

Usa, Uk, Germania e Cina: uno sguardo più nel dettaglio agli ultimi mesi

Focalizzando l’attenzione sui primi quattro mercati mondiali per import di vino fermo (Usa, Uk, Germania e Cina), si evincono trend differenti per paese fornitore. In particolare, se nel caso degli Usa il calo appare trasversale, per Uk non sembra interessare la Spagna che invece si fa strada mettendo a segno una crescita a valori vicina al 15%.

In Germania, la trasversalità è all’opposto positiva per i top fornitori – Italia compresa – mentre in Cina risulta evidente l’impatto determinato dai dazi imposti da novembre 2020 ai vini australiani (superiori al 200%).

“Dopo averli agevolati per anni con un accordo di libero scambio che li esentava dai dazi all’import, la Cina ha deciso di colpire i vini australiani con una gabella superiore al 200%, nell’ambito di una controversia dalla forte impronta politica che ha praticamente azzerato l’export di tali vini nel mercato cinese”, sottolinea Denis Pantini, responsabile Wine Monitor.

Tolto di mezzo il leader di mercato, lo spazio lasciato libero è stato occupato subito dai francesi (+35% nel primo trimestre di quest’anno) che, fino al 2019, rappresentavano il principale fornitore di vini in Cina.

Con la messa al bando dei vini australiani, anche l’Italia potrebbe aumentare la propria quota di mercato e i dati del primo trimestre sembrano confermare tale tendenza. È però velleitario pensare che questo possa accadere mantenendo lo stesso approccio commerciale degli anni passati: se per oltre 10 anni la nostra incidenza sull’import in Cina non è andata oltre il 6%, un motivo ci sarà stato”, chiosa Pantini.

Usa, Uk, Germania e Cina: uno sguardo più nel dettaglio agli ultimi mesi
Usa e Uk: uno sguardo più nel dettaglio agli ultimi mesi
Usa, Uk, Germania e Cina: uno sguardo più nel dettaglio agli ultimi mesi
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