Dazi Usa: la filiera del vino italiano commenta la tregua

Come noto, la spada di Damocle dei dazi Usa non si è mai abbattuta sulle teste dei produttori italiani, nonostante le ripetute minacce. Una magra consolazione in quello che si è poi trasformato nell’anno della pandemia, ma che ha consentito al vino tricolore di chiudere il 2020 con perdite molto più contenute di tanti Paesi competitor sui fronti internazionali, come Francia o Spagna. Ma la sospensione per cinque anni della guerra dei dazi tra le due Europa e Stati Uniti è stata accolta nondimeno con grande soddisfazione dai produttori nostrani. E su entrambi i lati dell’Atlantico, è un coro unanime di approvazione per la scelta di una tregua nella querelle Boeing – Airbus.

Unione Italiana Vini brinda alla sospensione dei dazi Usa

“Apprendiamo con soddisfazione dell’intesa Ue e Usa sulla sospensione per cinque anni dei dazi sull’affaire Boeing e Airbus”, esordisce il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv), Ernesto Abbona. “Una notizia che è di buon auspicio per le future relazioni commerciali tra due storici partner commerciali”. 

“Una politica commerciale aperta e leale con gli Stati Uniti”, ha aggiunto il presidente dell’associazione che rappresenta 85% dell’export di vino italiano, “è prioritaria per il nostro mercato e per la stabilità del contesto economico all’interno del quale si muovono le aziende”.

Sosteniamo, infine, la richiesta del Congresso Usa e del Parlamento europeo sul principio ‘zero for zero’: l’eliminazione completa dei dazi sul vino potrebbe infatti accelerare la ripresa degli scambi nello scenario post pandemia”. 

Gli Stati Uniti, infatti, sono il principale buyer di vino al mondo e i prodotti europei sono i più richiesti con una quota di mercato pari al 74% delle importazioni globali. Il valore medio delle esportazioni di vino Ue verso gli Usa è di quasi 3,5 miliardi di euro l’anno.

Unione Italiana Vini, per voce del presidente Abbbona, si dichiara soddisfatta della sospensione dei dazi Usa
Unione Italiana Vini, per voce del presidente Abbbona, si dichiara soddisfatta della sospensione dei dazi Usa

Federvini: “Primo passo per rilancio del mercato di aperitivi, liquori e amari italiani”

Anche Federvini accoglie con grande soddisfazione l’accordo raggiunto dopo gli intensi negoziati di Bruxelles tra Unione Europea e Stati Uniti. La tregua sulla querelle Boeing – Airbus ha portato alla sospensione dei dazi statunitensi su molti dei tipici prodotti agroalimentari europei che, nel 2020, non hanno colpito il vino, ma sono costati la perdita del 40% in valore delle esportazioni di liquori italiani Oltreoceano. 

Per il presidente di Federvini, Micaela Pallini, si tratta di un passo di grande importanza per il rilancio di uno dei settori di punta del made in Italy nel mondo.

“È una bellissima notizia, visto che gli Stati Uniti rappresentano il nostro principale mercato di esportazione, anche per quanto riguarda gli aperitivi, i liquori e gli amari italiani”. 

“Negli ultimi anni la crescita era stata esponenziale. Poi l’arrivo dei dazi ha rappresentato una durissima battuta d’arresto, a cui si è aggiunta la crisi pandemica che ha bloccato le attività fuori casa. Adesso ci aspettiamo un rapido rimbalzo. Ecco perché il congelamento dei dazi ci fa ben sperare, ma non basta per una futura crescita duratura”.   

Il successo di aperitivi, liquori e amari italiani, nella maggior parte dei casi prodotti tipici della tradizione regionale italiana, marchi storici fortemente radicati nei territori della Penisola, è stato crescente durante lo scorso decennio: per i soli liquori si è passati dai 50 milioni del 2014 ai 90 milioni del 2019 (dati Istat), senza contare l’esplosione del fenomeno aperitivo in giro per il mondo, soprattutto nei paesi anglosassoni come Gran Bretagna e Stati Uniti.

I nostri prodotti storici, conosciuti a volte da oltre un secolo, le cui formule sono state tramandate da generazioni, hanno trovato all’estero una nuova giovinezza. Poi è arrivato il 2019: l’avvento dei dazi americani ha comportato una contrazione di quasi un terzo dell’export nel solo 2020.  

“Alla guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa si è aggiunta la tragedia del Covid-19”, aggiunge la numero uno di Federvini, “con le chiusure generalizzate in tutto il mondo che hanno provocato la scomparsa del consumo fuori casa, della socialità e convivialità”. 

Questo ha comportato un ulteriore crollo dell’export negli Stati Uniti. Dopo l’anno negativo rappresentato dal 2020, la situazione rimane molto critica. Nel primo trimestre del 2021, c’è stata un’ulteriore brusca frenata: l’export negli Stati Uniti è passato dagli 11 milioni a 7 scarsi.  Se aggiungiamo il decremento del 2020, possiamo dire che il crollo dell’export ha sfiorato il 40% in due anni.

Ancora peggiore lo scenario se allarghiamo lo sguardo includendo le esportazioni di amari ed aperitivi. 

Secondo i dati delle dogane americane (Us Census Bureau) nel 2019 sono stati importati oltre 135 milioni di euro di aperitivi, liquori e amari del Belpaese, nel 2020 solo 80 milioni scarsi.

Le aziende del comparto sono costrette ad operare in un contesto che Federvini si augura di rapida ripresa ma ancora condizionato in molti paesi del mondo a causa delle disposizioni anti-Covid. Le condizioni di debolezza del canale Horeca, in Italia e all’estero, rallentano la crescita di un comparto che potrebbe faticare a vincere la rinnovata competizione internazionale.

“Da un lato chiediamo un sollievo fiscale (ad esempio una piccola riduzione del 5% del livello delle accise) e maggiori semplificazioni amministrative per gli operatori, come l’abolizione del contrassegno fiscale, orpello burocratico ormai inutile in una economia digitale come la nostra”, aggiunge Pallini, “dall’altro lato, è cruciale che il settore venga appoggiato attraverso una attività di promozione robusta, costruita sul una programmazione di progetti di comunicazione ad hoc e sviluppati con continuità. Basta con gli interventi a singhiozzo”.

“Abbiamo bisogno che il Governo sviluppi una strategia di promozione, concepita insieme alle aziende e realizzata attraverso investimenti importanti e continuativi. Troppo spesso ci muoviamo senza il necessario coordinamento. Auspichiamo anche una maggior partecipazione delle aziende già nelle prime fasi di sviluppo del progetto, in modo da poter offrire soluzioni concrete e ipotesi di lavoro differenti”.

Per la numero uno di Federvini, Micaela Pallini, la tregua sui dazi Usa è il primo passo per rilancio del mercato di aperitivi, liquori e amari italiani
Per la numero uno di Federvini, Micaela Pallini, la tregua sui dazi Usa è il primo passo per rilancio del mercato di aperitivi, liquori e amari italiani

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