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Dopo il Tocai, tocca al Prosecco: la Croazia all’attacco

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Prosecco sotto attacco. Italia sotto attacco. Un attacco che arriva da Zagabria, o meglio dalla Croazia che ha avanzato in sede di Unione Europea la richiesta di riconoscere il “Prosěk” croato. Un’iniziativa che ha scatenato – e giustamente – una rivolta tra i produttori del nostro Paese, fortunatamente supportati da istituzioni e dal mondo politico. 

La politica a difesa del Prosecco italiano

Dopo il caso Tocai – per meglio dire Friulano, come ci è stato imposto dall’Europa di chiamarlo a “tutela” di quello ungherese – esplode la “bomba” Prosecco.

Tra i primi politici a intervenire c’è stato il governatore del Veneto. Luca Zaia ha dichiarato che si tratta di salvaguardare un diritto identitario dell’Italia, che ha già dovuto rinunciare al nome Tocai nonostante fosse prodotto anche in Italia e non solo in Ungheria, appunto.

Ma l’allarme in Parlamento è arrivato anche per voce di Debora Serracchiani, presidente del gruppo Pd alla Camera dei deputati:

“Il Governo annunci subito la sua posizione alla Commissione europea e, nelle dovute sedi, si prepari a opporre un deciso no alla possibilità che si mettano sul mercato copie del nostro Prosecco, come sta tentando di fare la Croazia”.

“Al contempo, considero molto opportuna e tempestiva l’iniziativa di Paolo De Castro presso il commissario europeo all’Agricoltura, che è stato messo in guardia affinché non sia aggirata la protezione di Dop e Igp nell’Ue. Il Prosecco è ormai molto più di un vino, è un brand nazionale e una fetta di Pil, e come tale va difeso in tutti i modi”.

La voce di produttori, consorzi ed enti

Unanime il coro di voci da parte di produttori, consorzi ed enti. Che non intendono cedere neppure di un millimetro di fronte alla richiesta per il “Prosěk” croato.

Una carrellata di interventi duri e precisi, è stata riportata dall’edizione del 2 luglio, del tg Mediaset, Studio Aperto. Giorgio Polegato di Coldiretti Treviso non ha usato giri di parole:

“Quello portato al Prosecco è un attacco vergognoso a un patrimonio italiano, e come tale inaccettabile. Dobbiamo difendere il valore di una tradizione e cultura centenaria del Prosecco Conegliano Valdobbiadene, Asolo e della Doc”.

E se Stefano Zanette, presidente del Consorzio, parla di provocazione irricevibile, Stefano Bottega di Assindustria Veneto Centro definisce a dir poco “imbarazzante” la richiesta proveniente dalla Croazia.

Insomma, il fronte si è aperto ed è arroventato. Del resto, il Prosecco italiano, nonostante tutto continua a veleggiare. E, pur essendo costantemente oggetto di contraffazione continua a crescere. I primi mesi del 2021 raccontano di un rialzo del 18% per la Doc.

Stefano Bottega, durante il suo intervento al tg Mediaset, Studio Aperto
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