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Fico riapre: da oggi diventa un “theme park” a pagamento

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Fico riapre i battenti. Proprio oggi, alle 19, scatta infatti l’ora X. O sarebbe meglio dire, come da comunicazione promossa da Fico: oggi 7/7 alle 7 pm (post meridiane secondo la dicitura anglosassone, quindi alle sette di sera). Il 7 è stato scelto come numero dominante per un semplice motivo: nel restyling della Fabbrica Italiana Contadina (il cui acronimo è Fico) sono state individuate sette aree tematiche che si estendono sulla superficie di 15 ettari (equivalenti a 10 campi di calcio). Queste aree tematiche sono la prima grande novità perché cementano la caratteristica di parco tematico del progetto afferente a Eataly Spa e, anzi, vogliono esaltarne la natura di parco esperienziale. Nei pressi di Bologna, a partire da oggi, ci sarà un vero e proprio theme park all’americana con attrazioni, luoghi di sperimentazione e giochi miscelati più con un taglio internazionale che tipicamente italiano.

Tant’è che Fico Eataly World si pone come il primo e unico parco del cibo, o food park, a livello mondiale. Nel comunicato stampa a corredo della presentazione del nuovo progetto, che si è svolta lo scorso 23 giugno presso la sede di Confcommercio a Milano, si legge nel titolo “Il parco da gustare (…) la Disneyland del cibo italiano”. Forse un po’ forzato, ma il cibo diventa attrazione. Ancora di più rispetto a prima, tant’è che c’è voluto oltre un anno di lavori per trasformare Fico nel nuovo Fico (con tanto di jingle che se non vai a Fico non sei molto Fico e non puoi gustare “l’aperifico”) e cinque milioni di investimento. In questo scenario si innesta la seconda grande novità: Fico diventa a pagamento.

Grande novità per la riapertura di Fico: l'ingresso diventa a pagamento
Grande novità per la riapertura di Fico: l’ingresso diventa a pagamento

Ossia, si paga il biglietto d’ingresso con un taglio minimo di 10 euro (solo accesso) e la gratuità è riservata ai bambini fino a 90 cm di altezza (equivalenti ai più giovani a circa metà del loro percorso nelle scuole elementari). Poi dentro le esperienze, gli assaggi e i pasti sono a pagamento. Acquistando online si ottiene uno sconto del 20%, ma i prezzi sono comunque non banali.

Per esempio, il biglietto più la degustazione (una a scelta tra quelle proposte) costa 25 euro. Lo stesso costo dell’ingresso più il corso scelto tra pasta, pizza, vino, gelato e mortadella. Allora conviene fare l’abbonamento annuale a 35 euro per ingressi illimitati. In tutto questo, non abbiamo citato la variante Luna Farm, il luna park contadino con 14 attrazioni firmate Zamperla. L’incidenza sul biglietto d’ingresso è presto detta: ingresso + Luna Farm costa 12 euro, abbonamento annuale comprensivo di Luna Farm 59 euro.

La domanda è inevitabile: quanto inciderà in positivo o in negativo il fatto che l’ingresso al nuovo Fico non è più gratuito? Probabilmente in nessun modo, ma ora la fonte di reddito è derivata non solo dalla quota sui ricavi che devono versare le aziende coinvolte nell’avventura di Eataly Spa ma anche dai prezzi dei biglietti. E non a caso la presentazione ha lasciato alla parte finale i progetti futuri e lo sviluppo industriale di Fico.

Le perdite di esercizio degli anni 2019 e 2020 sono state ripianate dalla proprietà. Per il 2021, in virtù di aperture cadenzate secondo l’andamento dei mesi, è stato previsto un budget “conservativo”. A regime ci si aspetta “un milione di visitatori all’anno”. Nel 2023 è previsto il raggiungimento del break event. Inoltre, nei prossimi 24/36 mesi è prevista l’apertura del museo della gastronomia italiana. Mentre nello stesso arco di tempo il Fondo Pai prevede di investire in strutture alberghiere per supportare il flusso turistico previsto. Sul quale si conta come effetto moltiplicatore dei ricavi considerando che Fico ha generato l’11% del traffico turistico che ha gravitato intorno a Bologna.

Fico ha generato l’11% del traffico turistico che ha gravitato intorno a Bologna
Fico ha generato, tra 2019 e 2020, l’11% del traffico turistico che ha gravitato intorno a Bologna

Fico: un rilancio all’insegna dell’esperienza

Durante la presentazione del nuovo progetto legato a Fico, ha preso la parola Nicola Farinetti, ceo di Eataly Spa: “Essere qui finalmente a presentare cosa abbiamo pensato per Fico e come intendiamo rilanciarlo, è un’emozione. La missione di Fico non cambia: raccontare la biodiversità. Non cambia nemmeno il concetto di parco, che peraltro è la base su cui è nata l’idea. Non ci sono neanche cambiamenti nelle finalità di Fico. Riteniamo che l’analisi dietro a Fico sia perfetta e che l’Italia meriti un posto come questo dove sintetizzare l’eccellenza italiana sia per valorizzarla sia per avvicinare le persone in un contesto divertente nel quale capire le biodiversità. E anche come trampolino di lancio per l’export. Con questo rilancio Fico conferma la sua vocazione di luogo in cui raccontare la filiera agroalimentare italiana attraverso esperienze a tema ancora più coinvolgenti e divertenti. Si presenta come un food park completamente rinnovato e unico al mondo, pronto a riprendere lo svolgimento di quel percorso di conoscenza imprescindibile nella formazione di adulti e bambini attraverso percorsi che stimolano gli individui ad una maggiore consapevolezza alimentare”.

Proprio sulla cultura del cibo e dell’italianità, Fico Eataly World ha numeri interessanti. Nel biennio 2018/2019 sono entrati oltre 140mila ragazzi nell’ambito di progetti con le scuole. E gli open day, oltre agli eventi dedicati a questi interlocutori, riapriranno subito con un calendario organizzato e ricco di stimoli a settembre.

Spiega ancora Farinetti: “In un Paese come il nostro bisogna studiare anche il cibo”. Anche per dare il via libera ai più giovani che desiderano incardinare il loro futuro professionale sull’alimentazione e il cibo: “Fico assicura un processo di insegnamento attraverso un percorso nuovo e innovativo, unico in Italia”. Su questo non possiamo dare torto: la cultura dell’alimentazione in Italia, Paese principe della dieta mediterranea, andrebbe coltivata sì con Fico, ma soprattutto nelle scuole e fin dall’infanzia. Perché anche sul cibo si fonda il senso di appartenenza alla nazione.

Così pillole di scienza e curiosità si trovano nelle cinque giostre multimediali, sviluppate in collaborazione con la rivista Focus. Sono veri e propri padiglioni in cui scoprire gli elementi primordiali legati al rapporto fra l’uomo e il cibo: la giostra del Fuoco, della Terra, del Mare, degli Animali, e Dalla Terra alla Bottiglia.

“Ripartiamo” è il messaggio di Stefano Dall’Ara, direttore Partecipate Coop alleanza 3.0 (che ha il 50% della proprietà di Fico, al pari di Eataly). Dall’Ara dice: “Siamo entrati in Fico perché crediamo nei valori di questo progetto, che era partito in modo molto forte e che ha successivamente subito un riposizionamento e ripensamento. Ora crediamo abbia assunto una forma convincente. A questo punto, dopo il Covid, si è deciso non solo di riaprire il parco ma anzi di rilanciarlo, nonostante tutte le ripercussioni negative sull’economia dell’Italia, in particolare sul turismo”. Per Dall’Ara Fico è un “pezzo importante nella filiera del turismo per dimostrare concretamente come l’Italia eccelle nel mondo del cibo di qualità”, ed è l’orgoglio a guidarlo quando dice che il parco può “addirittura diventare un driver per valorizzare la cultura del cibo italiano”.

Proprio sulla cultura del cibo e dell’italianità, Fico Eataly World ha numeri interessanti. Nel biennio 2018/2019 sono entrati oltre 140mila ragazzi nell’ambito di progetti con le scuole
Proprio sulla cultura del cibo e dell’italianità, Fico Eataly World ha numeri interessanti. Nel biennio 2018/2019 sono entrati oltre 140mila ragazzi nell’ambito di progetti con le scuole

Il parco tematico sul cibo

In una delle slide viene citato Walt Disney, quando in riferimento ai suoi parchi tematici si era espresso dicendo che il centro del business è nelle persone. Sulla stessa scia, il nuovo Fico si propone come un parco “tutto da gustare”. Stefano Cigarini, il nuovo amministratore delegato di Fico Eataly World non ha dubbi: “Mettiamo a fuoco l’esperienza del visitatore, trasformandosi in un experience park, un parco tematico che stimola i cinque sensi e coniuga passione per il cibo e divertimento”. In totale sono presenti “30 nuove attrazioni, sette aree a tema, 26 tra ristoranti e street food, 13 fabbriche con show multimediali, una fattoria degli animali per emozionare grandi e piccini”.

Le sette aree a tema sono dedicate a salumi, formaggi, pasta, gioco e sport, vino, olio e dolci, arricchite da nuove scenografie, ambienti caratterizzati da un mix di giochi, giostre ed elementi multimediali. Per esempio, le fabbriche sono state ricoperte da un vetro capace di visualizzare video e animazioni che le rendono “vive” anche quando sono chiuse. Abbiamo visto le anteprime di questi filmati: carini ma forse con un tratto un po’ naif che non premia il coinvolgimento.

Le sette aree a tema di Fico sono dedicate a salumi, formaggi, pasta, gioco e sport, vino, olio e dolci
Le sette aree a tema di Fico sono dedicate a salumi, formaggi, pasta, gioco e sport, vino, olio e dolci

Confermati i punti fermi del progetto originale di Fico, che dal 2017 ha raccolto circa 5 milioni di visitatori. I 60 operatori della filiera agroalimentare, che offrono buon cibo ma soprattutto esperienze a tema, inclusi i grandi Consorzi come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, San Daniele, Mortadella Bologna, Aceto Balsamico di Modena e Carne Razza Maremmana Bio. Confermato il progetto Km 0, per cui il cibo prodotto nel parco viene servito in tutti i ristoranti e fra gli operatori presenti. Confermato anche l’impegno di Fico come parco eco-sostenibile, grazie ai 55mila mq di impianto fotovoltaico sul tetto, sistemi avanzati di teleriscaldamento e l’uso estensivo di materiali green e riciclabili.

Confermato e potenziato lo shopping enogastronomico di qualità in virtù dei 2mila mq di market gestito da Eataly, mentre riprende la normale operatività del Centro Congressi.

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