Caso Prosěk, Uiv: “Tutelare patrimonio da 2 miliardi di euro annui”

Non si placano le polemiche intorno al “caso” Prosěk croato, dopo che i nostri “vicini di casa” hanno domandato il riconoscimento della menzione tradizionale in sede comunitaria. Troppo simile il nome con la bollicina italiana. E le ricadute d’immagine e di mercato per lo sparkling più venduto al mondo potrebbero essere importanti, come rivela Unione Italiana Vini.

Tutela del sistema Prosecco a rischio: il vino italiano contro il Prosěk croato

Anche Uiv, dopo Federvini, scende in campo a fianco del Governo, nella sua battaglia per contenere le “pretese” croate, che condurrebbero inevitabilmente al rischio di vedere “indebolita” l’immagine dell’universo Prosecco italiano sugli scenari globali.

Sono infatti oltre 620 milioni le bottiglie prodotte dalle tre Denominazioni che lo compongono. Di queste, 370 milioni prendono la via dei mercati internazionali. Complessivamente il giro d’affari dello sparkling tricolore più famoso al mondo vale 2 miliardi di euro di fatturato annuo, di cui un miliardo all’estero nel 2020, l’equivalente del 16% sul totale export italiano. 

Numeri, rileva Uiv in merito alla vicenda legata al “caso” Prosěk croato, che dimostrano quanto il sistema Prosecco sia bandiera del nostro vino nel mondo e la sua tutela decisiva.

Come già aveva evidenziato in un suo immediato commento sulla vicenda il sottosegretario Centinaio, il Governo si è prontamente mosso in sede comunitaria per chiarire la vicenda. E il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, nei giorni scorsi si è attivato presso la Commissione europea in opposizione formale alla domanda di registrazione di menzione tradizionale del prodotto croato.

Soddisfatta Uiv, con il segretario generale, Paolo Castelletti che conclude sul “caso” Prosěk: 

La normativa europea è chiara: non possono essere riconosciuti nomi di menzioni tradizionali – come il Prosěk – omonimi di nomi di Dop e Igp europee che potrebbero indurre in errore il consumatore circa la natura, la qualità o la vera origine del prodotto”. 

“Preoccupa che tale tentativo avvenga mentre proprio la stessa Commissione europea sta negoziando un accordo di libero scambio con l’Australia, chiedendo l’interdizione del Prosecco australiano, dopo aver con fatica ottenuto la protezione in altri accordi”.

Soddisfatta Uiv, con il segretario generale Paolo Castelletti, sull'azione che il Governo italiano sta conducendo sul “caso” Prosěk
Soddisfatta Uiv, con il segretario generale Paolo Castelletti, sull’azione che il Governo italiano sta conducendo sul “caso” Prosěk

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