Lo Champagne riprende a brindare: primo semestre record

Lo Champagne è ripartito col botto nel 2021. In un contesto di ripresa economica mondiale, la filiera della bollicina più amata al mondo ha infatti registrato un eccellente primo semestre 2021. Con i dati delle spedizioni in aumento del 50% rispetto al 2020, flagellato dalla crisi. Ma c’è di più. La voglia di riprendere a brindare non manca. Come testimoniano anche i numeri dell’export, con il record storico delle spedizioni del primo semestre (risalente al 2018) superato del 14%.

Riprende la corsa delle spedizioni dopo l’annus horribilis 2020

È un rilancio, quello nelle vendite e nei consumi di Champagne, dopo l’annus horribilis 2020. Gli scorsi 12 mesi della bollicina francese, infatti, avevano fatto segnare una vera débâcle, con le spedizioni in tutto il mondo che si sono fermate a 244,1 milioni di bottiglie, in calo del 17,9% rispetto al 2019. 

La chiusura di bar e ristoranti, le limitazioni dei momenti di celebrazione e la cancellazione di molti eventi hanno provato, limitandone drasticamente i consumi, il mondo dello Champagne. 

L’emergenza sanitaria ha accelerato il declino del giro d’affari nazionale in Francia, che nel 2020 ha fatto registrare il suo decimo anno consecutivo in decrescita (-19,9%). Con mercato interno arrivato a rappresentare il 46,4% delle spedizioni di Champagne contro il 47,5% del 2019.

Anche l’export ha ovviamente sofferto della crisi e dell’incertezza che ha caratterizzato il 2020. Con le esportazioni di Champagne calate del 16,1% a 130,8 milioni di bottiglie.

A differenza degli anni precedenti, è stata l’Unione Europea – Regno Unito compreso – a far registrare una maggiore resilienza (-13,4%, a 66,2 milioni di bottiglie) rispetto al resto del mondo, in cui le perdite sono risultate più significative: -18,8% sul 2019 e un totale complessivo di 64,6 milioni bottiglie. Con gli sbocchi oltreconfine a costituire il 53,6% delle spedizioni di vino di Champagne (rispetto al 52,5% l’anno passato).

Infine, guardando il lato del valore, il fatturato delle spedizioni di Champagne nel 2020 hanno raggiunto i 4,2 miliardi di euro, in calo del 16,7% rispetto al 2019: con la Francia a valere 1,6 miliardi (-17,9%) e l’export che ha contato per 2,6 miliardi di euro (-15,9%).

Tenuto conto dei buoni risultati delle spedizioni del primo semestre e delle prospettive positive a medio termine, il comitato esecutivo del Comité Champagne ha stabilito la resa disponibile della filiera a 10.000 kg/ettaro
Tenuto conto dei buoni risultati delle spedizioni del primo semestre e delle prospettive positive a medio termine, il comitato esecutivo del Comité Champagne ha stabilito la resa disponibile della filiera a 10.000 kg/ettaro

Europa, Nord America e Australia trainano la ripresa dello Champagne

Come spiegato in principio, la bollicina più celebrata al mondo oggi ritrova una serie di buoni motivi per riprendere a festeggiare. Iniziando dalla forte crescita dell’export trainata essenzialmente da Europa, Nord America e Australia.

Anche il mercato francese, con l’abolizione delle misure sanitarie, risulta in ripresa con l’inizio dell’estate.

E tenuto conto dei buoni risultati delle spedizioni del primo semestre e delle prospettive positive a medio termine, il comitato esecutivo del Comité Champagne ha stabilito la resa disponibile della filiera a 10.000 kg/ettaro.

“Questa decisione determinata e ottimista chiarisce pienamente la fiducia di tutti i protagonisti nella solidità e continuità della filiera dello Champagne”, sottolinea Maxime Toubart, co-presidente del Comité Champagne.

Gli fanno eco le parole di Jean-Marie Barillère, anch’egli co-presidente del Comité Champagne: 

Questi dati sono la testimonianza di una ripresa energica a livello mondiale. Con la riapertura dei locali, vediamo ovunque il desiderio dei nostri consumatori di festeggiare il ritorno ad una vita sociale normale fatta di condivisione e convivialità”.

Le uniche ombre che per il momento si addensano sullo Champagne sono quelle causate dalle recenti perturbazioni. Di fronte all’insolita situazione climatica di quest’anno, il comitato esecutivo ha così deciso di riunirsi nuovamente all’inizio di settembre, per decidere tutte le altre misure applicabili alla vendemmia.

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