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Ristorazione e Green Pass/2: discoteche chiuse. Dure proteste di Silb

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Discoteche (con ristorazione annessa) ancora chiuse. Non basta neppure il Green Pass. I locali da ballo – luoghi nei quali comunque si consumano cibi e bevande vino incluso – restano ancora al palo dopo il “nuovo decreto Covid” varato il 22 luglio dal consiglio dei ministri. Mentre la “certificazione verde” entrerà in vigore dal 6 agosto sia per accedere a bar e ristoranti al chiuso e al tavolo, sia per fruire di spettacoli o andare in palestra, sulle discoteche cala ancora la mannaia dell’esecutivo. Come ribadito in conferenza stampa dal ministro della Salute Roberto Speranza, alla presenza del premier Mario Draghi, i locali da ballo restano off limits.  Con la promessa di provvedere in modo rapido a ristori e risarcimenti, mediante uno stanziamento di 20 milioni di euro.

L’attacco di Silb per il mancato Green Pass

A breve giro è arrivata la reazione di Silb – l’associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo – per voce del suo presidente Maurizio Pasca. Un intervento duro, come riportato dall’agenzia Adnkronos: “Il governo si sta rendendo complice dell’abusivismo di settore. I ragazzi vanno in luoghi non controllati e fanno quello che vogliono. Il governo causerà l’aumento dei contagi a settembre, sarà il principale responsabile. Non si dica poi che è colpa delle discoteche se ci sarà una nuova impennata di casi. Ma chi ci guida riflette sulle decisioni che prende? Draghi forse ha dei pregiudizi verso di noi, chiediamo di incontrarlo”. Un affondo pesante. Ancora il presidente Pasca: “Faremo ricorso alla Corte di Giustizia Europea. Non ce la facciamo più, siamo sul lastrico. Ci sono 100.000 persone che da 18 mesi non percepiscono uno stipendio e non possono accedere agli ammortizzatori sociali. Perché Draghi tiene chiuse le discoteche? Hanno riaperto tutti tranne noi, ora basta. Vengano a vedere a Gallipoli quanti giovani fanno feste abusive, senza controlli. Ci stanno facendo impazzire, vogliono distruggere parte dell’economia sana di questo Paese”.

Le feste illegali a suon di musica e alcolici

L’associazione Silb da tempo sta cercando di agire per sensibilizzare le istituzioni affinché sia possibile varare la riapertura delle discoteche. No solo: prosegue l’attività di denuncia di “feste abusive”. Un recente esempio è stato il presidio attuato lo scorso 6 luglio – davanti alle sedi regionali della Rai – durante il quale è stato consegnato il materiale fotografico e video delle ultime settimane che testimonia l’esempio di abusivismo e illegalità con feste improvvisate e senza alcun tipo di controllo in termini di distanziamento e buone regole sanitarie. La chiusura dei locali da ballo, ha ribadito Silb con forza, determina un danno economico pazzesco, che affligge (oltre agli imprenditori) anche i produttori e fornitori di beverage e alcolici, unitamente a lavoratori come barman e camerieri.

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