Ristorazione e Green Pass/4: vaccini, prenotazioni boom

Green Pass: il giorno dopo il provvedimento varato dal governo è boom di prenotazioni dei vaccini. Lo chiamano “Effetto Draghi”. I numeri dicono che – a seguito del nuovo Decreto anti-Covid – si sono registrati incrementi pazzeschi nelle richieste di prenotazione. Il Commissario Straordinario all’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha parlato di aumenti che sono andati dal 15 al 200%. In Lazio, Piemonte, Lombardia, Veneto e Campania i call center per le prenotazioni ma ancora più le piattaforme online sono andate in tilt visto l’assalto dei cittadini. 

I “distinguo” di Salvini, le accuse della Meloni

Tuttavia, le polemiche e le proteste – a seguito dell’adozione del Green Pass non mancano. Sul fronte della politica nella maggioranza di governo è il leader della Lega Matteo Salvini (vaccinatosi per altro) che pone una questione: “C’è qualcuno che ideologicamente odia i giovani, il divertimento e la libera impresa. Se il Green Pass funziona e limita i contagi al ristorante e nelle palestre, non capisco perché si continui a tenere chiuse le discoteche”. Decisamente più dura la posizione di Giorgia Meloni, che stando agli ultimi sondaggi con il suo partito Fratelli d’Italia risulta in testa alle preferenze: “Sul Green Pass non sono d’accordo, la considero una misura inefficace. Una misura che uccide la nostra economia. Nasceva da parte dell’Unione Europea per favorire il turismo, applicato alla vita sociale. Se adottato in Italia ma non negli altri paesi significa far fallire un’altra stagione turistica. Il premier Mario Draghi ha detto che l’invito a non vaccinarsi è invito a morire. Io allora dico che se si è per l’obbligo vaccinale, allora bisogna avere il coraggio di farlo”.

Green Pass in piazza la protesta “No-Vax”

Il decreto anti-Covid – in vigore dal prossimo 6 agosto – prevede che il Green Pass sia obbligatorio dai 12 anni in su per chi frequenta bar e ristoranti al chiuso, piscine, palestre, cinema, musei, fiere luoghi di spettacolo e intrattenimento, manifestazioni sportive. Detto che le discoteche invece restano off limits, la “certificazione verde” deve provare che la persona abbia ricevuto almeno della prima dose vaccinale (validità 9 mesi) o che sia guarita dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi). C’è anche l’opzione di effettuare un tampone e utilizzarlo a patto che abbia dato esito negativo nelle 48 ore precedenti. Ma la protesta si sta propagando anche al di fuori dei palazzi della politica. Previste numerose manifestazioni “No-vax” in tutta Italia dopo la prima protesta della serata di giovedì andata in scena a Torino. Così come si registrano non pochi malumori anche tra i ristoratori.

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