Sardegna in fiamme. Vigneti (quasi) salvi. Ma allerta massima

La Sardegna sconvolta dagli incendi. Tre giorni d’inferno. Pascoli, case e aziende agricole inghiottite dalle fiamme con danni milionari. Al momento sembra che i ripetuti roghi, alimentati dal vento di scirocco, abbiano risparmiato complessivamente cantine e i vigneti, ad eccezione di alcuni della malvasia. Una situazione drammatica. Si continua a lavorare senza sosta per spegnere fiamme e focolai, ma l’allerta resta al massimo. La provincia più colpita è quella di Oristano. I numeri dicono di almeno 20mila ettari di territorio bruciati e 1.500 sfollati tra gli abitanti. Nel quadrilatero ideale che congiunge Suni (in prossimità della famosa località balneare di Bosa), Santu Lussurgiu, Cuglieri e Tresnuraghes la devastazione è totale. Flora e fauna sono andate letteralmente in fumo. Di più: il 90% delle attività economiche di Cuglieri sarebbero state distrutte e cancellate dall’imperversare delle fiamme degli ultimi giorni.

Le indagini sui roghi

Le immagini che arrivano dall’Isola sono tremende. Gli incendi in Sardegna, purtroppo, non sono una novità. Ma stavolta la catastrofe è evidente.

Si lavora anche alle indagini per cercare di comprendere le ragioni che hanno scatenato questo dramma.  L’incendio di un’auto bloccata e parcheggiata in una banchina nella Provinciale 15 vicino a Bonarcado era stato spento nella giornata di venerdì scorso. Ma con l’arrivo dello scirocco nella mattinata di sabato da quella zona è ripartito tutto.

I dubbi degli inquirenti sono molti. Si ritiene che ci siano state mani ignote abbiano collocato inneschi: poi il vento e il caldo avrebbero fatto il resto. Ma c’è da credere che non sarà così facile e veloce capire realmente tutte le cause del disastro ambientale e agricolo.

Sardegna: Cia chiede l’erogazione anticipata dei Pac

Già, perché tale è la situazione. Cia-Agricoltori Italiani, insieme a Cia Sardegna, continua a monitorare l’andamento. “Migliaia di ettari di inestimabile patrimonio boschivo e macchia mediterranea andati in fumo, centri abitati accerchiati dalle fiamme e campagne distrutte con capannoni e strutture agricole bruciate e perdite ingenti tra coltivazioni e bestiame”, ha dichiarato il presidente di Cia Sardegna, Francesco Erbì.

A cui si sono aggiunte le parole di Dino Scanavino, presidente di Cia nazionale:

“La situazione di emergenza richiede soluzioni di emergenza e risorse straordinarie. Chiediamo al governo di attivarsi subito per far fronte a questo disastro economico e ambientale con l’impiego tempestivo di fondi dedicati al ripristino immediato delle attività aziendali e al ristoro dei danni subiti da intere comunità, affinché il territorio possa ripartire con tutte le attività economiche”.

“Una prima risposta per venire in soccorso del settore primario potrebbe essere l’erogazione in via straordinaria, immediata e automatizzata, dell’80% degli anticipi Pac ad agricoltori e allevatori, senza oneri o costi aggiuntivi”.

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