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Vino in lattina: una rivoluzione che ritorna (anche in Italia)

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È di ritorno nel mondo del vino un formato che ben si adatta ai consumi contemporanei: la lattina. Un’innovazione che ha già vissuto in Italia una prima stagione di gloria in passato, nel corso degli anni ‘80. Ma che non è riuscita a imporsi in maniera definitiva, nonostante il successo iniziale, finendo ben presto dimenticata. E oggi, a fronte di paradigmi radicalmente mutati nei consumi e alla crescente attenzione riservata al tema della sostenibilità, saprà la lattina conquistare i cuori degli appassionati, soprattutto quelli più giovani?

In origine fu l’8 e ½ Giacobazzi

Questa storia ha inizio nel 1982, anno Mundial. La data che sancisce il primo approccio degli italiani col vino in lattina. È la conseguenza della lungimirante ostinazione della famiglia Giacobazzi, un simbolo della Via Emilia

Sono proprio i produttori modenesi, nel 1978, a depositare la domanda, presso i ministeri dell’Agricoltura e della Sanità, di poter confezionare le proprie produzioni, in primis frizzanti, avvalendosi di contenitori alternativi. È il primo passo che avrebbe condotto all’apertura delle porte a Tetrapack, Pet, ma soprattutto alle lattine. 

Un’innovazione, quest’ultima del vino in lattina, subito accolta con entusiasmo dal mercato.

A dimostrarlo, nel 1983, è il debutto di 8 e ½ Giacobazzi che, contrariamente a quanto pensano in molti, non era Lambrusco bensì semplicemente vino frizzante disponibile sia bianco sia rosso. 

Nel giro di pochi anni, però, l’iniziale entusiasmo per questa rivoluzione cominciò a scemare: la causa è da ricercare nelle difficoltà, innanzitutto burocratiche, per mantenere costanti le forniture e soddisfare con regolarità la richiesta dei consumatori. Un primo seme era stato piantato, ma nonostante avesse cominciato a germogliare, non fu capace di fiorire del tutto.

Del 1983, il debutto di 8 e ½ Giacobazzi che, contrariamente a quanto pensano in molti, non era Lambrusco bensì semplicemente vino in lattina frizzante disponibile sia bianco sia rosso
Del 1983, il debutto di 8 e ½ Giacobazzi che, contrariamente a quanto pensano in molti, non era Lambrusco bensì semplicemente vino frizzante disponibile sia bianco sia rosso

Produttori di vino in lattina: i protagonisti internazionali

Oggi il vino in lattina è tornato prepotentemente sulla bocca di tanti, in special modo sul palcoscenico internazionale. 

Gli ultimi casi di spicco vedono coinvolti due celebrità. Se lo Chef stellato Michelin del The Black Swan di Oldstead, Tommy Banks, con il fratello James, ha dato il via alle vendite di una linea griffata Banks Brothers che include un Syrah Mourvèdre e uno Chardonnay sudafricani, è soprattutto il più volte premio Oscar Francis Ford Coppola il nuovo simbolo della rivoluzione del vino in lattina.

Da poco, il regista e produttore, grazie a una partnership distributiva con Gruppo Meregalli, è sbarcato anche in Italia con la sua Diamond Collection FF Coppola Winery, dove sono inclusi i californiani Chardonnay, Sauvignon, Pinot Noir e il Sofia Rosé Brut. 

Istantanea della presentazione italiana del vino in lattina Diamond Collection FF Coppola Winery in cantina Meregalli: da sinistra, Marcello Meregalli, Sofia Goggia, Mattia Perin, Corrado Mapelli
Istantanea della presentazione italiana di Diamond Collection FF Coppola Winery in cantina Meregalli: da sinistra, Marcello Meregalli, Sofia Goggia, Mattia Perin, Corrado Mapelli

Il vino in lattina made in Italy oggi

Ma sul fronte italiano, il riferimento nel vino in lattina resta la realtà bolognese delle Cantine Sgarzi Luigi, da anni uno dei principali produttori europei con le linee Ciao, marchio registrato sin dal 2003, Perla Rossa e Villa Francesca.

Mentre il nuovo che avanza è la veronese Zai, acronimo che sta per Zona Altamente Innovativa, che da poco ha lanciato una gamma ecosostenibile di sei referenze dal packaging accattivante. Una proposta declinata in chiave bio e vegan, che si distingue per il basso contenuto calorico e la ridotta gradazione alcolica, in quanto uno stile di vita healthy è ciò a cui Zai ambisce.

Indizi e storie diverse, a ribadire che spazio ce n’è per una soluzione che punta a “svecchiare” la tradizionale staticità che caratterizza il mondo del vino, ma anche e innanzitutto a offrire maggiore praticità in termini di occasioni di consumo.

Il nuovo che avanza del vino in lattina made in Italy è la proposta della veronese Zai
Il nuovo che avanza del vino in lattina made in Italy è la proposta della veronese Zai
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