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È sempre più bio il vigneto del Trentino

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Cresce il comparto biologico in provincia di Trento. E in prima fila si colloca il settore viticolo, che si attesta a fine 2020 su circa 1.300 ettari. Una superficie totale che corrisponde indicativamente al 13% dell’area coltivata a vite nell’intera provincia. Con le vigne notificate bio e in conversione che sono incrementate di 73,2 ettari, pari a circa un +6% rispetto al 2019. A condividere l’avanzamento del biologico tra i filari trentini uno studio di Fondazione Edmund Mach collaborazione con il Centro di Sperimentazione Laimburg.

Il contributo di Fondazione Edmund Mach al bio trentino

“Esiste una sensibilità sempre maggiore sui temi della sostenibilità ambientale e Fondazione Edmund Mach, in linea con le indicazioni europee, prosegue il proprio impegno in questa direzione”, sottolinea il direttore generale Mario Del Grosso Destreri.

“L’attenzione di Fem per questo ambito prosegue e si rinforza, sia in termini di risorse che di  attività e progetti dedicati. Il settore dell’agricoltura biologica può rappresentare un modello per tutto il comparto agricolo e assumerà sempre maggiore importanza in vista degli obiettivi posti dalla strategia europea Farm to Fork che punta ad accelerare la transizione verso un sistema alimentare più sostenibile”.

A tal proposito, lo scorso 5 agosto, è andata in scena una giornata di presentazione delle prove sperimentali in viticoltura bio, che ha approfondito le tematiche legate alla difesa delle principali avversità della vite. In particolare, è stato fatto il punto sulla situazione fitosanitaria 2021 nelle aziende biologiche in Trentino, trattando altresì la gestione dei giallumi della vite (flavescenza dorata e legno nero) e i risultati della sperimentazione 2021 per il controllo della peronospora nel vigneto Fem a San Michele all’Adige.

Con gli esperti del Centro di Sperimentazione Laimburg che hanno presentato contestualmente le esperienze di contenimento della peronospora della vite con coperture antipioggia.

Annata viticola 2021, patogeni sotto controllo

L’annata viticola si è presentata con una decina di giorni di ritardo rispetto al 2020. Le condizioni climatiche inizialmente favorevoli hanno limitato lo sviluppo dei principali patogeni. Nel mese di luglio le precipitazioni abbondanti e frequenti con episodi grandinigeni hanno favorito lo sviluppo della peronospora e in alcune situazioni la grandine ha comportato ingenti danni.

Anche per l’oidio la pressione è stata relativamente bassa fino a fine giugno, mentre durante il mese di luglio si è assistito alla ripresa dell’aggressività di questo patogeno. 

La flavescenza dorata è una problematica in aumento in tutto l’areale Trentino, con alcuni focolai in vigneti anche in zone fino ad oggi con bassissima presenza. 

Cresce il biologico in Trentino. Le vigne notificate bio e in conversione sono incrementate di 73,2 ettari, pari a circa un +6% rispetto al 2019
Cresce il biologico in Trentino. Le vigne notificate bio e in conversione sono incrementate di 73,2 ettari, pari a circa un +6% rispetto al 2019

L’azione dell’Unità Agricoltura Biologica Fem

Con 14 addetti l’unità svolge all’interno del Centro Trasferimento Tecnologico attività di sperimentazione, ricerca applicata e consulenza sul territorio, con gli obiettivi generali di promuovere la diffusione dei principi e dei metodi dell’agricoltura biologica, introdurre pratiche agricole a ridotto impatto ambientale, mantenere e migliorare la fertilità del suolo e la sua stabilità, aumentare la biodiversità dell’ambiente agricolo, ridurre l’impiego di risorse non rinnovabili e fattori di produzione esterni. 

Svolge azione di studio e divulgazione sui principali temi della protezione, coltivazione e nutrizione delle piante nonché sulla gestione del terreno. L’attività di consulenza viene fornita principalmente alle aziende biologiche o in conversione per i settori della frutticoltura, viticoltura, dell’orticoltura e delle piante officinali.

Sperimentazioni in viticoltura bio in Trentino

Le esperienze di sperimentazione per il controllo della peronospora hanno evidenziato che, considerando la bassa pressione della malattia rilevata nel corso della stagione, le tesi con prodotti rameici anche a basso dosaggio (100 g/ha) hanno mostrato un’efficacia tendenzialmente maggiore rispetto ai principi attivi di origine naturale. 

Le prove effettuate con coperture antipioggia dal Centro di Sperimentazione Laimburg mettono in evidenza che il sistema di copertura può ridurre considerevolmente le infezioni di peronospora all’inizio della stagione. Nel corso del periodo vegetativo, tuttavia, si assiste ad un incremento delle infezioni.

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