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Pici: sfida Nobile di Montepulciano alla contrada Collazzi

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Cosa racconta meglio delle tavole imbandite dell’area dove nasce il Nobile di Montepulciano di un piatto di Pici? Ed è stato proprio il tipico formato toscano di pasta il protagonista della nuova edizione di A Tavola con il Nobile. Con l’ormai tradizionale concorso enogastronomico promosso dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, in collaborazione con il Magistrato delle Contrade della città, di ritorno per il suo diciannovesimo appuntamento. Ad aggiudicarsi la disfida culinaria i Pici dell’Aia firmati dalla contrada di Collazzi, al suo quinto trionfo nella storia del premio.

Pici protagonisti della sfida tra contrade di A Tavola con il Nobile

Il nuovo appuntamento con A Tavola con il Nobile si è concluso domenica 22 agosto con la premiazione delle migliori ricette preparate dalle otto contrade del Bravìo delle Botti, la corsa con le botti per le vie del centro storico di Montepulciano, che quest’anno andrà in scena il 29 agosto.

Il tema di questa edizione, come detto, è stato uno dei piatti della tradizione toscana più apprezzati: quei Pici che dal 2018 sono al vaglio della commissione Unesco per l’ottenimento del riconoscimento di patrimonio universale. 

E se sul gradino più alto del podio è salita la contrada di Collazzi, al secondo posto si è piazzata la Contrada di Talosa con i Pici delle Due Valli, seguita dal Poggiolo con i Pici al ragù del Cortile.

I Pici dell’Aia firmati dalla contrada di Collazzi, al suo quinto trionfo nella storia del premio, hanno trionfato all'edizione 2021 di A Tavola con il Nobile
I Pici dell’Aia firmati dalla contrada di Collazzi, al suo quinto trionfo nella storia del premio, hanno trionfato all’edizione 2021 di A Tavola con il Nobile

Trionfa la ricetta dell’Aia di Collazzi

Non poteva cerco mancare l’abbinamento tra piatto e calice. E così, la degustazione di ogni pietanza in gara è stata accompagnata a tre etichette di Vino Nobile di Montepulciano sorteggiate prima della gara.

I Pici dell’Aia di Collazzi sono stati assaggiati dalla giuria con il Vino Nobile di Montepulciano delle aziende Le Berne, Metinella e Poliziano.

“Dopo l’edizione celebrativa dello scorso anno abbiamo potuto riprendere il percorso tradizionale di questo premio che negli anni continua a crescere ed entusiasmare”, ha commentato durante la premiazione il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi.

Il tema rimanda in particolare alla nostra terra, a partire dalle farine utilizzate e alla storia della nostra tradizione enogastronomica, il vero valore aggiunto che Denominazioni come la nostra possono vantare”. 

A tavola con il Nobile è la sfida ai fornelli ideata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano con il giornalista del Tg2, Bruno Gambacorta.

Una giuria composta da giornalisti valuta il piatto che meglio si accosta al Vino Nobile di Montepulciano. In un premio che negli anni ha dato la possibilità di recuperare oltre 170 ricette della tradizione, riportando alla luce il lavoro delle massaie e tramandando la tradizione gastronomica di un tempo. 

L’albo d’oro della competizione vede per l’appunto in testa i vincitori 2021, Collazzi, con cinque successi, seguiti da Talosa (quattro volte), Voltaia (tre volte), San Donato (tre volte), Gracciano, Cagnano, Poggiolo e Coste (in ex-aequo nel 2012).

Pici pasta marchio di fabbrica della gastronomia della Valdichiana senese e della Valdorcia

Protagonisti dell’abbinamento di quest’anno, quei Pici che rappresentano un piatto storico della tradizione locale della cittadina toscana. Una sorta di spaghetto fatto a mano che rappresenta il marchio di fabbrica della gastronomia della Valdichiana senese e della Valdorcia. 

Un ingrediente che affonda le sue radici in epoca etrusca e, difatti, una prima testimonianza che li riguarda si può trovare nella celeberrima Tomba dei Leopardi di Tarquinia, monumento funerario del V secolo a.C. che raffigura un banchetto. 

Per quanto riguarda il nome, però, le correnti di pensiero sono molte e discordanti: c’è chi lo fa risalire addirittura all’antica Roma, nello specifico alla figura di Marco Gavio Apicio, uno dei più importanti gastronomi dell’antichità, mentre altre sostengono che il nome derivi dal gesto che si fa con il palmo della mano per far prendere all’impasto la forma del picio, quello che nel gergo culinario toscano è il verbo “appiciare”. 

Per questo motivo il Mipaaf ha accolto la richiesta di ammissione al patrimonio agroalimentare e “I pici e l’arte di appiciare” sono stati ammessi con Decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali all’Inventario nazionale del patrimonio agroalimentare italiano (Inpai).

Per chi volesse assaggiare i piatti che hanno preso parte all’edizione 2021 di A Tavola con il Nobile, l’appuntamento è fissato per tutta la settimana che precederà il Bravìo delle Botti di domenica 29 agosto presso le contrade aperte della città poliziana.

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