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Previsioni del tempo: sguardo economico sulla vendemmia 2021 del vino italiano

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Previsioni del tempo. Ed è il tempo della vendemmia 2021. Mai come quest’anno si annusa l’aria, si tasta il polso, si misura la temperatura e la siccità, ma anche la paura delle piogge tutte insieme e troppo abbondanti. Si guarda alla misura degli acini. “Piccoli e pieni di succo”, dicono molti. “Indietro di maturazione rispetto ad un anno fa (quando erano troppo in anticipo)”, dicono altri temendo forti piogge adesso che è ora di completare invaiatura e maturazione fenolica. 

Alcuni si espongono di più e vedono il bicchiere mezzo pieno, anzi pienissimo: di qualità. E aggiungono che proprio in quei piccoli acini ci sia il migliore succo e che se il raccolto sarà più esiguo (si parla del 15% in meno ma è una stima nazionale molto effimera), la qualità sarà comunque altissima. C’è chi parla di annata storica. Un’ottima annata, si dice in gergo… 

C’è anche, però, chi si dispera, perché il raccolto non lo avrà: né quest’anno, né il prossimo. Ad esempio, in una zona particolarmente vocata per il Pinot Nero, in Oltrepò Pavese, come ci testimonia Tenuta Il Bosco di Zenevredo, una champagnerie che si dovrà dedicare soprattutto alle riserve.

Vendemmia 2021: un check up anche sullo stato del vino italiano

Questa primavera ha fatto danni, perché le gelate e poi più avanti le grandinate (“piovono a raffica sassi gelati…”, veniva comunicato alla nostra redazione dalla zona oltre-padana a ridosso dei Colli Piacentini) hanno devastato interi vigneti. 

C’è anche chi, in questa strana pazza estate 2021, invoca l’acqua, perché il fuoco ha bruciato. Senza distinzione. Anche i vigneti. Dal Sud al Nord. Unità d’Italia.

Insomma. Piove, o non piove, “governo ladro”. Per farla semplice. Ma semplice non è. 

L’unica arma a disposizione resta quella dell’esame dei numeri: quelli che ci sono e poi – quando ci saranno – quelli della vendemmia 2021. 

Numeri accompagnati dai ragionamenti. Come ha fatto Rai 3 nazionale, ieri 26 agosto, con la sua rubrica dedicata alla Borsa che ha individuato l’argomento “vendemmia 2021” per offrire un ritratto, una radiografia, un check up a sfondo economico del mondo del vino. 

E quando si parla del nettare di Bacco, la vendemmia è pur sempre il momento più importante, oltre quello più bello (anche se venderlo bene, il vino buono, è però il massimo). 

Parte da questi numeri il servizio confezionato da Eleonora Dilauro della redazione economica di Rai3 per la rubrica Piazza Affari: i volumi raccolti attesi sono sotto le medie storiche. Si parla di ottima annata per Chianti Classico, Salice Salentino, Frascati e Irpinia, sottolinea in un’inchiesta il Settimanale Tre Bicchieri – Gambero Rosso. Stesse sensazioni da Doc Sicilia, Franciacorta, Trentino, Doc Soave e Venezia, come abbiamo registrato noi di WineCouture.

Questa primavera ha fatto danni, ma in tanti contesti la vendemmia 2021 in Italia si annuncia di grande qualità, come evidenziato anche dall'analisi di Eleonora Dilauro su Rai 3 del 26 agosto
Questa primavera ha fatto danni, ma in tanti contesti la vendemmia 2021 in Italia si annuncia di grande qualità, come evidenziato anche dall’analisi di Eleonora Dilauro su Rai 3 del 26 agosto (Ph. Mario Didier)

Il vino made in Italy oltre la vendemmia 2021

Il 2020 si è chiuso con ben 49 milioni di ettolitri ed in Italia abbiamo segnato un incremento nei volumi trainati dalle bollicine: soprattutto dal Prosecco, va detto, e controcorrente rispetto alle meno rosee (il colore conta) aspettative.

Non a caso nel mondo del vino, usando un linguaggio di apprezzamento sempre più internazionale e globalizzato, si parla infatti di un’Italia frizzante: di una Sparkling Land.

A proposito di previsioni e non del tempo: entro la fine dell’anno sono previsti 11 miliardi di fatturato per un balzo del 9%. Nel Forum Nazionale Vitivinicolo 2021 di Cia-Agricoltori Italiani in collaborazione con Unione Italiana Vini l’Italia del vino è stata considerata un esempio virtuoso, una guida per il settore primario, come dice il report. 

Con 750 milioni di bottiglie il made in Italy del vino (quello certificato e vero, l’altro dovrà essere messo al bando da Unione Europea, è una raccomandazione) rappresenta quasi un quarto dell’export vinicolo nazionale, per un valore di circa 2 miliardi di euro, per il 70%. Grazie al Sistema Prosecco. Le stime parlano di un Gpm da conquistare di 1 miliardo di bottiglie di bollicine entro il 2024. E di un giro d’affari (del mondo) del vino italiano da chiudere nel 2021 con 11 miliardi di euro e un +9%. Questa è la previsione e l’aspirazione. 

La vendemmia 2021 potrebbe aiutare anche a ridurre il gap commerciale tra Italia e Francia: Oltralpe l'annata è la più magra degli ultimi 50 anni
La vendemmia 2021 potrebbe aiutare anche a ridurre il gap commerciale tra Italia e Francia: Oltralpe l’annata è la più magra degli ultimi 50 anni (Ph. Mario Didier)

Le previsioni sugli scenari di domani con un occhio all’autunno caldo in Francia

A crescere, già fin troppo allenati e penalizzati (in tempo di Pandemia), se il Covid-19 concederà una tregua, saranno i consumi legati al canale Horeca: stima +19% su 2020 con un saldo ancora passivo rispetto al 2019 (-26%, pari a 4,6 miliardi), mentre nella Gdo l’aumento si attesterà al +8%.

Il potenziale produttivo di cui si parla, previsto fra 2021 e 2025, ipotizza una media produttiva di 50 milioni di ettolitri.

I primati italiani non finiscono qui, nella realtà e nelle intenzioni. Ve ne è uno molto appassionate che riguarda il dualismo Francia – Italia nel mondo del vino e uno, più virtuoso ed europeo, sulla sostenibilità. 

Partiamo dal primo, citato con giusto orgoglio da Federvini: 

Secondo una recente previsione del governo francese la vendemmia 2021 potrebbe essere l’annata più magra degli ultimi 50 anni. La produzione varierà tra vitigni e regioni, ma è probabile una riduzione tra il 24 e il 30% in generale rispetto all’anno scorso, afferma Agreste, il servizio statistico del ministero dell’Agricoltura francese. Ciò significherebbe un totale compreso tra 32,6 e 35,6 milioni di ettolitri, rendendo il raccolto 2021 il più ridotto dal 1970”. 

Il ministero dell’Agricoltura ha paragonato la vendemmia francese del 2021 a quella del 1977 in termini di impatto del gelo, ma ha anche sottolineato che oggi la Francia ha meno vigneti rispetto agli anni ’70.

È possibile pensare che se l’Italia sarà come Bartali al Tour de France (“e i francesi ancor s’incazzano”, come canta Conte), l’Italia potrebbe fare un balzo nella classifica internazionale (“la Generale”) fra i maggiori Paesi esportatori. 

Al momento si parte secondi alle spalle della Francia, fonte Uiv. E non stiamo parlando della competizione tradizionale in termini di quantità produttiva.

Diatriba forse inutile, poiché a contare è il fatturato complessivo sul quale incide inevitabilmente il prezzo di vendita.

Sarà un'annata storica questa vendemmia 2021? In tanti lo credono
Sarà un’annata storica questa vendemmia 2021? In tanti lo credono (Ph. Mario Didier)

È un’Italia del vino sempre più sostenibile

L’altro traguardo italiano è in linea con il ragionamento sostenibile del mondo agroalimentare. E a proposito di eccellenze e virtuosismi, nel bicchiere mezzo pieno italiano c’è questa notizia: in Italia, nel 2020, quattro bottiglie di vino su 100 erano biologiche, tendenza in crescita in tutto il mondo sia in termini di estensioni delle superfici vitate che di interesse del consumatore, sempre più attento all’impatto della produzione alimentare sull’ambiente.

Sottolinea sempre Federvini in una nota: 

“Abbiamo il più alto numero di operatori biologici del vecchio continente ed un mercato costantemente in espansione. Il nostro modello di filiera è un esempio virtuoso, ma siamo consapevoli di avere ancora un grande margine di crescita”. 

A livello mondiale, dei 7 milioni di ettari di superficie viticola complessivamente censita, una quota pari al 6,7% è coltivata secondo i metodi di produzione dell’agricoltura biologica, per un’estensione complessiva vicina ai 500mila ettari, più del doppio rispetto a 10 anni fa. 

In Italia, al 2019 si contano 107.143 ettari di vigneto biologico (+109% nel decennio), con un’incidenza sulla superficie vitata complessiva del nostro Paese di quasi il 19%: la più alta in Europa e nel mondo. 

Sempre nel nostro Paese, sono oltre 18mila i viticoltori bio ai quali si aggiungono tutti gli altri attori della filiera, per un totale di operatori del settore vitivinicolo biologico prossimo alle 25mila unità. C’è decisamente di che brindare. E buona vendemmia 2021 a tutti.

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