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Nicolas Feuillatte e Castelnau: come la fusione cambia la Champagne

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Un matrimonio che s’aveva da fare e che si farà. È quello che vede protagonisti due veri colossi della viticoltura in Champagne: il Centre Vinicole Champagne – Nicolas Feuillatte (Cv-Cnf) e la Coopérative Régionale des Vins de Champagne – Champagne Castelnau (Crvc). Due realtà cooperative che mettono insieme circa il 10% di quella che è la superficie vitata della regione. E il cui progetto di fusione aveva preso il via a dicembre 2020, con l’obiettivo di concludersi entro l’aprile di quest’anno, per poi subire uno stop in dirittura d’arrivo: una pausa di riflessione, potremmo definirla, necessaria per far combaciare tutti i pezzi di un puzzle estremamente complicato.

Degli ultimi giorni la notizia che l’operazione sta procedendo e arrivano anche nuovi aggiornamenti sui suoi tempi. Un comitato incaricato di definire strategie e orientamento della nuova realtà, composto da membri delle due cooperative e dai rispettivi direttori operativi, presenterà ai CdA delle due aziende il prossimo novembre un dossier dettagliato con le proprie conclusioni, che saranno poi tradotte in un accordo di fusione da proporre alle rispettive assemblee dei soci. A quel punto, se giungerà il via libera definitivo, la nuova compagine societaria dovrebbe essere esecutiva a partire dalla fine di gennaio 2022. Con il nuovo colosso pronto a far la voce grossa, in ogni canale, sul mercato delle bollicine più note e amate al mondo.

Nicolas Feuillatte e Castelnau sposi dal 2022: la fiducia di vertici e soci

Da Chouilly, quartier generale di Nicolas Feuillatte (in foto di copertina), e da Reims, dove si trova la sede dello Champagne Castelnau, si respira grande fiducia in merito alla finalizzazione dell’accordo e sulla ripresa di un mondo che molto ha subito l’impatto della pandemia sul proprio giro d’affari.

“Stiamo lavorando per costruire un piano quinquennale capace di generare valore per la filiera”, sottolinea Christophe Juarez, Ceo di Cv-Cnf.

Il nuovo progetto di fusione, infatti, punta a dare forma a un portfolio di marchi che siano complementari tra loro sul mercato e a un’integrazione tra realtà fortemente improntata alla collaborazione.

I soci cooperatori hanno aderito in gran numero al progetto e sono persuasi della forte ripresa che seguirà quella che è stata un’improvvisa e brutale crisi economica”, sottolinea Emmanuel Comyn, presidente del Crvc.

“La mobilitazione cui sono chiamati i due team sarà importante, trainata sia dalla ripresa delle attività di vendita sia da una vendemmia che si preannuncia autunnale”, spiega Véronique Blin, presidente di Cv-Cnf. “Il coinvolgimento di tutti è essenziale per affrontare con serenità una nuova organizzazione da rendere operativa a partire dall’anno fiscale 2022”.

Il nuovo progetto di fusione tra l Centre Vinicole Champagne – Nicolas Feuillatte (Cv-Cnf) e la Coopérative Régionale des Vins de Champagne – Champagne Castelnau (Crvc) punta a dare forma a un portfolio di marchi che siano complementari tra loro sul mercato
Il nuovo progetto di fusione tra l Centre Vinicole Champagne – Nicolas Feuillatte (Cv-Cnf) e la Coopérative Régionale des Vins de Champagne – Champagne Castelnau (Crvc) punta a dare forma a un portfolio di marchi che siano complementari tra loro sul mercato

I numeri dei due colossi della Champagne: perché l’accordo è importante

Per far comprendere fino in fondo la portata dell’operazione e la sua importanza, basta guardare ai numeri. Con le cifre chiave della Coopérative Régionale des Vins de Champagne – Champagne Castelnau che parla di un fatturato 2020 che ha superato i 40 milioni di euro, quasi 800 soci di cui 23 cooperative, 900 ettari complessivi di vigneti. 

Per il Centre Vinicole Champagne – Nicolas Feuillatte, primo marchio in Francia e terzo al mondo per vendite, si parla invece di 80 cooperative associate, con un totale di circa 5mila vigneron aderenti, e una superficie vitata complessiva che tocca i 2.160 ettari. Nel 2020, nonostante gli effetti del Covid-19 sul giro d’affari, il fatturato si attestato a 170,2 milioni di euro.

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