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Vendemmia 2021, l’Italia resiste: i numeri ufficiali regione per regione

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Le avvisaglie c’erano tutte, fin dall’entrata in vigna nei primi giorni di raccolta. E la conferma arriva anche dai numeri. Le statistiche evidenziano quanto preannunciato: la vendemmia 2021 in Italia sarà poca, ma buona. Toccando a tratti vette di eccellenza, elemento che rappresenta un’ottima notizia in un contesto di mercato in forte ripresa.

Scende allora a 44,5 milioni di ettolitri la produzione nazionale di vino 2021, dato in calo del 9% rispetto ai 49 milioni di ettolitri della vendemmia 2020 (dato Agea). Ma nonostante la contrazione determinata dalle anomalie di un meteo sempre più protagonista, il primato produttivo tricolore non viene scalfito.

La 2021 sarà, infatti, un’annata che vedrà la Spagna fermarsi attorno ai 40 milioni di ettolitri e la Francia penalizzata da un andamento climatico particolarmente avverso. 

Come sarà l’annata 2021: le stime ufficiali

Anche quest’anno le stime sull’annata giungono da una voce comune. Con le previsioni vendemmiali di Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini presentate nel corso di una conferenza stampa online alla presenza anche del sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali con delega al vino, Gianmarco Centinaio.

La notizia è che il vigneto Italia resiste. E ancor più che si presenta in buone condizioni non solo all’appuntamento più importante dell’anno per i viticoltori, ma anche sul fronte cruciale della ripartenza. 

I segnali, infatti, risultano incoraggianti, sia dalla domanda estera (2,7 miliardi di euro e +11% il risultato dell’export nei primi cinque mesi dell’anno) sia sul mercato interno, con l’onda lunga estiva della riapertura dell’Horeca e la prima ripresa del turismo. 

Crescono anche i prezzi. Dopo una campagna 2020/2021 con i prezzi in flessione del 3% (indice Ismea rispetto alla campagna precedente), la prospettiva di una minor produzione per la vendemmia in corso, assieme alla ritrovata dinamicità della domanda, genera ottimismo anche sull’andamento futuro dei listini.

La produzione della vendemmia 2021 si attesterà sui 44,5 milioni di ettolitri di vino
La produzione della vendemmia 2021 si attesterà sui 44,5 milioni di ettolitri di vino

Lo stato dell’arte del vino italiano all’appuntamento con la vendemmia 2021

“Il vino è uscito a testa alta dalla prova del Covid”, evidenzia Fabio Del Bravo, responsabile Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale Ismea.

“Quello che all’indomani dello scoppio della crisi pandemica si preannunciava come uno dei comparti più colpiti, per via della sua forte esposizione verso il circuito dell’Horeca e i mercati esteri, ha invece dimostrato una straordinaria capacità di adattamento”. 

“Senza voler sottostimare le difficoltà finanziarie affrontate da tante aziende, va evidenziato come la crisi abbia fornito alle cantine italiane uno stimolo straordinario all’innovazione digitale e alla diversificazione dei canali commerciali. I segnali che Ismea ha colto delineano delle buone prospettive per la campagna che sta per aprirsi, grazie al significativo rimbalzo dell’export, al rialzo dei listini, e alla ripresa dell’on trade”. 

“Allo stesso tempo, il buon andamento registrato delle vendite domestiche favorisce l’ottimismo fornendo un chiaro segnale del maggiore orientamento dei consumatori verso la qualità. La campagna in corso, su livelli più bassi in termini quantitativi ma verosimilmente con uve di ottima qualità, sembra quindi poter ben accompagnare il percorso verso la Premiumisation che sta negli ultimi tempi interessando la domanda nazionale e internazionale di vino”.

L’andamento in vigna: come è stata la campagna 2021

A fare un punto sulla situazione in vigna è il numero uno di Assoenologi, Riccardo Cotarella, che evidenzia anche l’importanza rivestita dalla mano dietro ogni bottiglia:

I cambiamenti climatici, con una tropicalizzazione del clima, stanno condizionando sempre più il mondo dell’agricoltura e quindi del vino”. 

“È compito di noi enologi mitigare gli effetti negativi ed esaltare quelli positivi, con particolare attenzione alla custodia e alla sostenibilità ambientale, elementi ormai necessari anche per un adeguato riconoscimento da parte dei consumatori”. 

La qualità dipende anzitutto dall’andamento climatico, ma molto anche dal modo di condurre la vigna attraverso la scienza e la conoscenza che sono alla base dell’attività di noi enologi: laddove viene applicata con la massima meticolosità avremo una vendemmia molto buona, in alcuni casi ottima ed eccellente”. 

“Questo, unito alle caratteristiche eterogenee del nostro territorio, porta a una situazione di previsioni vendemmiali molto differenti, anche in zone limitrofe. Ma per l’eccezionale capacità della vite di adattarsi e al lavoro incessante di vignaioli ed enologi, come detto, la qualità delle uve appare buona, con punte di eccellenza, in tutto il vigneto Italia”.

In questa campagna 2021, i mutamenti climatici, assieme ad un andamento meteorologico molto incerto dopo un inverno piovoso e con temperature nella norma, sono stati protagonisti anche nel Belpaese, dove le gelate primaverili, le grandinate di luglio, la siccità e le ondate di caldo estivo hanno colpito molti areali, con importanti differenze qualitative e quantitative anche in territori limitrofi. 

Complessivamente, la situazione del vigneto italiano appare comunque buona, mentre si attende con attenzione l’evoluzione nei mesi di settembre e ottobre. 

Dalle prime analisi, si evidenziano delle gradazioni medio alte, con qualche criticità sul rapporto zuccheri/acidità su cui peserà il sempre ottimo lavoro degli enologi e delle imprese in cantina. 

Guardando al calendario, la fase di fioritura è iniziata nella norma rispetto alla media 2001-2020 al Sud, mentre si evidenziano ritardi di 4-6 giorni al centro e di 6-10 giorni al Nord. 

Ad oggi, è stato raccolto circa il 25% dell’uva, con la Sicilia al taglio del nastro già a fine luglio. Tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre si sono svolte le operazioni di vendemmia per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon) nella maggior parte delle regioni italiane, mentre si stima che su tutto il territorio il pieno della raccolta sarà quest’anno posticipato all’ultima decade di settembre, per concludersi verso la fine di ottobre se non agli inizi di novembre. 

Tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre si sono svolte le operazioni di vendemmia per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon) nella maggior parte delle regioni italiane
Tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre si sono svolte le operazioni di vendemmia per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon) nella maggior parte delle regioni italiane

Geografia del Vigneto Italia: Veneto ancora capofila

Nella classifica per regioni, il Veneto si conferma capofila con quasi 11 milioni di ettolitri. Sul podio seguono la Puglia (8,5) e Emilia-Romagna (6,7). In quarta piazza la Sicilia (3,9), per una produzione complessiva delle prime regioni di circa 26 milioni di ettolitri, pari al 60% di tutto il vino italiano. 

Osservando i trend, spicca la contrazione della Toscana, vessata dalle gelate di aprile che hanno determinato una perdita del 25% del raccolto regionale, senza risparmiare il resto del Centro Italia: Umbria -18%, Marche -13% e Lazio -10%. 

Al Nord, è la Lombardia a registrare il decremento più importante (-20%), mentre sul versante Est si segnala il -15% dell’Emilia-Romagna, con il resto delle regioni che oscillano tra il -10% e -7%. 

E se l’Abruzzo segna il primato in negativo al Sud (-18%), seguito da Molise (-15%), Sardegna (-15%) e Basilicata (-10%), si distinguono con incrementi produttivi Sicilia, Calabria e Campania, mentre la Puglia contiene le perdite a -5%. 

Ernesto Abbona (Uiv): “Sarà la vendemmia del rilancio”

L’ultima parola sulla campagna di raccolta che si è da poco aperta è di Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini

“Questa, che potremmo chiamare la vendemmia del rilancio, si presenta in un quadro positivo che ci aiuta a proseguire il nostro entusiasmante sviluppo sui mercati internazionali”. 

“Segnali di forte crescita si registrano, nel primo semestre 2021, su tutte le principali piazze, come Usa (+18% valore), Canada (+13%), Svizzera (+19%) e Giappone (+2%), ma assistiamo a forti rimbalzi anche in Russia e Cina”. 

“Sono dati positivi che devono spronarci a fare ancora di più e meglio anche per aiutarci a verificare sul mercato la possibilità di trasferire, almeno in parte, il fisiologico rialzo dei prezzi che subirà il vino a causa di una quantità di uva minore rispetto allo scorso anno e di ottima qualità”. 

È necessario quindi proseguire con determinazione, spirito di squadra e logica di sistema nella promozione del Sistema Italia che, lo diciamo da tempo, è quanto mai necessaria e complementare alla promozione di brand, con effetti positivi sull’immagine del nostro Paese e dell’enoturismo”. 

“Il Mipaaf”, ha concluso il numero uno di Uiv, “su questo tema deve giocare un ruolo da protagonista coinvolgendo le imprese nella definizione di azioni, mercati target e strumenti di comunicazione, affinché si lavori a progetti collettivi ed efficaci”. 

“Per quanto concerne la sostenibilità, in attesa dell’approvazione entro fine settembre del decreto che definirà lo standard unico e il logo sulla sostenibilità nel vino, cogliamo l’opportunità per sollecitare nuovamente il ministro Patuanelli a definire una chiara road map verso l’attuazione della normativa fortemente attesa dal settore”.

Produzione di vino e mosto in Italia (migliaia di ettolitri)

 20202021*Var.%
Piemonte2.7032.433-10%
Valle d’Aosta1918-7%
Lombardia1.5411.233-20%
Trentino-Alto Adige1.2941.168-10%
Veneto11.71710.838-7%
Friuli-Venezia Giulia1.8531.723-7%
Liguria4036-10%
Emilia-Romagna7.8906.707-15%
Toscana2.2091.650-25%
Umbria378312-18%
Marche889778-13%
Lazio784706-10%
Abruzzo3.4942.883-18%
Molise235200-15%
Campania7157515%
Puglia9.0008.550-5%
Basilicata7365-10%
Calabria9710610%
Sicilia3.6603.9869%
Sardegna475404-15%
Italia49.066 44.546-9%
Fonte: Agea per il 2020 e*stima Assoenologi, Ismea e UIV per il 2021
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