Prosek/1: la guerra arriva sulla Gazzetta Ufficiale Ue. L’Italia reagisce compatta

Dalle parole ai fatti. La Croazia non molla, chiede tutela e riconoscimento per Prosek facendo pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la domanda formale avanzata (oltre che annunciata nei mesi scorsi) dal governo di Zagabria. La miccia è più che accesa. La guerra e di fatto iniziata. Un attacco al Prosecco italiano, portabandiera del nostro sistema vitivinicolo, un’eccellenza indiscussa che vede le istituzioni italiane chiamata a non recedere. 

Scende in campo il Mipaaf

Come si sarebbe detto una volta, tutto l’arco costituzionale del nostro Paese sta già facendo quadrato, mentre al ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) si sta lavorando a un intervento duro, forte e preciso. Il ministro Stefano Patuanelli nel corso di un’informativa al Senato ha ribadito che per ora nessuna decisione è stata presa in sede comunitaria: “Siamo fermamente convinti che non ci siano le condizioni giuridiche per questo riconoscimento, che tra l’altro violerebbe un principio sancito dalla stessa Corte di giustizia europea”. Il riferimento è alla sentenza n. 154/2021 del 9 settembre, che stabilisce il “divieto all’uso di nomi o grafiche che evocano in modo strumentale ed ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dalle norme UE”. E nella fattispecie, il Prosecco italiano gode delle denominazioni Doc e Docg che tutelano prodotti di alta qualità.  Non meno forte la posizione espressa da Gian Marco Centinaio, sottosegretario al dicastero, con tanto di delega al settore vinicolo: “Stiamo lavorando insieme per evitare quella che sarebbe di fatto una istituzionalizzazione dell’italian sounding. Se venisse riconosciuta la menzione tradizionale Prosek non sarebbe solo un danno per un vino che rappresenta una tipicità esclusivamente italiana, ma un precedente pericoloso per tutte le nostre denominazioni. Bisogna fare presto. Ribadiremo uniti la nostra contrarietà”. 

Il Veneto in prima fila contro il Prosek

In prima fila anche il governatore del Veneto Luca Zaia: “Quanto sta accadendo è inaccettabile. Non esiste che qualcuno metta in dubbio l’autenticità. Il dossier croato era nell’aria da tempo e andava fermato all’origine. Questa cosa per noi è il Vietnam”. Al grido (giusto) di “dobbiamo fare quadrato” – perché il Prosek non ha nulla a che vedere con il Prosecco italiano – si allinea anche Coldiretti, ricordando che dalla pubblicazione sulla Gazzetta dell’Unione Europea ci sono due mesi per depositare un’obiezione motivata. E la richiesta della Croazia va respinta a tutto campo, si ribadisce, anche a tutela di altri paesi dell’Unione che – per quanto al momento non siano stati attaccati – potrebbero esserlo un giorno. Magari neppure troppo lontano.

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